Un balcone sulla pianura friulana

Monte Jouf

In un anno in cui per la maggior parte del tempo ho passeggiato nei dintorni di casa, sono affamata di posti nuovi da esplorare. Ecco quindi che dopo l’anello di Pinzano, ci spingiamo di nuovo in Provincia di Pordenone per un’altra escursione in Friuli Venezia Giulia.
Questa volta camminiamo sul Monte Jouf.
L’ispirazione per questa escursione arriva dal libro I Sentieri del Bosco di Sentieri Natura.

Perchè fare questa camminata sul Monte Jouf

L’escursione sul Monte Jouf è una camminata piacevole adatta anche a bambini (a patto che siano grandicelli già abituati a camminare). Ci sono solo due tratti in cui prestare attenzione: quello immediatamente successivo alla forcella perché ripido e quello subito dopo il passaggio di versante poiché molto stretto.
Mentre decidevamo dove andare, avevo chiesto a Stefano un sentiero che non avessi mai percorso e che fosse molto vario per paesaggio. Il Monte Jouf ha risposto bene a tutte le mie richieste e non mi ha assolutamente deluso.
 Ho amato la seconda parte della camminata, dalla Malga (bellissima) in poi. Il tratto nel bosco è stato forse uno dei più belli che io abbia mai fatto.
Una camminata da fare in primavera e in autunno. Sul libro di vetta però diverse persone hanno scritto di averla fatta in inverno con la neve e le ciaspole.

Come raggiungere il Monte Jouf

Arriviamo a Maniago attorno alle 9 e, uscendo dal paese, guidiamo lungo la strada che porta a Montereale Valcellina. Dopo circa un chilometro, sulla sinistra, notiamo lato strada un parcheggio quasi colmo di auto. Il nostro sentiero inizia lì.

Com’è il sentiero del Monte Jouf

Salire sulla Cima del Monte Jouf

Partiamo con il sole e qualche nuvola in cielo seguendo il sentiero CAI 967, che nel primo tratto segue parallelo la strada. Il rumore delle auto che ancora sentiamo è quasi interamente coperto dal Cellina che proprio qui viene sbarrato da una diga.

Monte-Jouf

L’acqua e le nuvole alzano il livello dell’umidità e proprio per questo motivo ho trovato questo primo tratto il più difficile, nonostante la pendenza moderata.
Saliamo con costanza e dopo una svolta a destra ci allontaniamo finalmente dal rumore della modernità per addentrarci nella Valle di Sant’Antonio che ci porterà fino all’omonima chiesetta. Il piccolo e pressoché fatiscente luogo di culto arriva molto prima di quanto mi aspettassi rispetto alla descrizione di Sentieri Natura. Qui notiamo anche quanto sia mutato il paesaggio rispetto alle foto del libro e quanti alberi siano nati in più.

Monte Jouf_Chiesa Sant'Antonio

Subito dopo la chiesetta attraversiamo uno dei passaggi più belli dell’intera camminata. Un corridoio naturale creato dai rami intrecciati degli alberi vestiti di primavera.
Ancora qualche salita e troviamo un altro tratto di sentiero incantato circondato da piccoli fiori lilla.

Monte Jouf

I fiorellini ci accompagnano fino alla Forcella della Croce che definirei il vero spartiacque dell’escursione. Dalla Forcella in poi il sentiero cambia numero, diventando il 983, e inizia a salire in maniera più marcata fino a raggiungere il crinale del Monte Jouf.

Monte Jouf

Secondo la guida, una volta raggiunto raggiunto il crinale, dovremmo passare dal versante Nord a quello Sud ma il passaggio non è affatto evidente. Ci accorgiamo di aver sbagliato strada solo per la mancanza di segnavia sugli alberi. Dopo una veloce occhiata alla mappa sembra che il sentiero che stiamo percorrendo (ben battuto tra l’altro) porti alla vera cima del Monte Jouf ma decidiamo di tornare indietro e riprendere il percorso CAI (se il giro ti interessa, guarda le mie stories su Instagram in cui trovi i video di questo passaggio).
Di primo acchito, sembra la scelta sbagliata poiché il sentiero è molto più stretto di quello che abbiamo fatto finora, ma siamo fiduciosi che la scelta del CAI sia legata a questioni di sicurezza più che di panorama. Scavallato il crinale, in effetti, la vista si apre e si iniziano ad intravedere scorci di panorama su tutta la pianura.

Monte Jouf

Monte Jouf

Il sentiero prosegue in un saliscendi continuo fino a dei prati ampi che con un paio di tornanti ci portano alla croce del Monte Jouf.
Nell’ultimo tratto di salita, voltandoci indietro, scorgiamo la bandiera che segna l’effettiva sommità del monte Jouf e un piacevole sentiero che la discende. Per l’ennesima volta ci sfiora il pensiero che sarebbe stato meglio proseguire lato Nord, ma ormai quel che fatto è fatto.
Giusto il tempo di mangiare un paio di cubetti di cioccolata e il cielo si copre di nubi. Decidiamo quindi di affrettarci verso la seconda parte dell’anello.

Monte Jouf

Monte Jouf

Monte Jouf

La discesa dalla Cima del Monte Jouf

I prati scendono piacevolmente dalla croce e ci portano fino a Malga Jouf. Lungo la discesa godiamo forse della più bella vista sulla pianura e le montagne, rovinata solo dalla foschia e dall’umidità.
Raggiungiamo la Malga che pare lasciata a sé stessa da molto tempo ma al tempo stesso appena abbandonata. La struttura in pietra ha qualcosa di romantico che, forse complice il verde intenso dell’erba, mi ricorda un luogo di Orgoglio e Pregiudizio. Fantastico quel che basta per far sì che altre nuvole si addensino sopra di noi. Stefano mi risveglia dal mio sogno ad occhi aperti e continuiamo la discesa.

Monte Jouf

Iniziamo così il tratto che ho preferito di questa escursione in Friuli Venezia Giulia. Passiamo dai prati ad un sentiero di ciottoli grossi e arbusti bassi per finire in una foresta di abeti altissimi che spingono verso il cielo. Qui rallento il passo e mi guardo attorno estasiata. Respiro a fondo e lascio che la foresta massaggi il mio spirito. Rimarrei ancora ma una brezza sempre più insistente ci fa capire che il temporale è ormai vicino.

Monte Jouf

Sbuchiamo su una strada asfaltata e la percorriamo per qualche centinaio di metri, mentre Maniago si fa sempre più vicina sotto di noi. Dopo qualche tornante, il sentiero ricompare sulla destra e si immerge nuovamente tra la boscaglia. In termini di orientamento questa è la parte peggiore della camminata. I segnavia sono radi e si perdono in un dedalo di sentieri apparentemente simili. Purtroppo, nemmeno le stories o la descrizione di Sentieri Natura possono aiutare in questo tratto, ne siamo usciti solo grazie alla mappa GPS, seguendo la traccia per tentativi ed errori.

Monte Jouf

I tuoni si fanno più ravvicinati e le prime gocce di pioggia iniziano a cadere. Allunghiamo il passo fino a correre. Non so più nemmeno dove sono, so solo che ci ritroviamo improvvisamente sul sentiero della mattina, in lontananza la macchina in cui ci infiliamo poco prima dell’acquazzone.

Non ti resta che provarla!
Ci vediamo sui sentieri.

Monte Jouf

Riepilogo Escursione sul Monte Jouf:

Lunghezza: 15 km
Dislivello: +900
Durata: 5:50 ore (pause comprese)
Sentiero CAI: 967 e 983
Adatta ai bambini?: Bambini di almeno 8/9 anni abituati a camminare

Come Raggiungere Maniago:

In Auto da Udine: seguire la SS464 per 45 km attraversando i paesi di San Vito di Fagagna, Dignano e Spilimbergo fino a Maniago. Per raggiungere la partenza del sentiero, oltrepassare il paese in direzione Montereale Valcellina. Circa un 1km dopo le ultime case di Maniago, sulla sinistra si trova il parcheggio.

Da fare nei dintorni:

Scarica qui la traccia GPX


0 Comments

Lascia un commento

Avatar placeholder

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *