Una camminata autunnale al cospetto del Monte Amariana

Strada per Rif. Floreanini-Cimenti_Illegio

Questa escursione autunnale l’ho scelto io! .
L’ispirazione è arrivata da Sentieri e Natura dopo una breve ricerca dei percorsi da fare attorno a Illegio.

Illegio, un paese caro al mio cuore

Questo paesino della Carnia occupa un posto speciale nel mio cuore perché compare nel primo libro che io abbia scritto, ad oggi inedito e ben lontano dall’essere pubblicato. Uno dei personaggi della storia, un certo Pino, possiede una baita sperduta proprio in questi boschi (inizi a capire perché ho dato questo nome al blog?) ma questa volta non lo andremo a trovare. La nostra meta è il Rifugio Cimenti Floreanini che raggiungeremo tramite il sentiero Sant’Ilario per poi scendere a Illegio con il CAI 443.

Avvicinamento Rifugio Cimenti Floreanini

ATTENZIONE! POSSIBILI ESERCITAZIONI MILITARI IN CORSO

La partenza dell’anello è il Poligono militare di Sterbanuzzis. Il poligono è ancora usato dall’esercito per esercitazioni quindi se la strada è interdetta, l’unica soluzione è abbandonare l’idea dell’anello e fare salita e discesa da Illegio. Noi siamo fortunati e lo attraversiamo senza problemi. Il paesaggio, raccolto tra i torrenti Cornons, Lavares e Citate è singolare.

Le pietre candide potrebbero ricordare il suolo lunare ma i cespugli bassi verso il Citate sembrano quelli di una savana africana. Invece siamo in Carnia e il Monte Amariana ci osserva maestoso e noi ci apprestiamo a risalire parte del sentiero che conduce a lei.

Poligono Sterbanuzzis, partenza dell'anello verso il rifugio Cimenti Floreanini
Poligono Sterbanuzzis, partenza dell’anello verso il rifugio Cimenti Floreanini

Salita al Rifugio Cimenti via Sentiero Sant’Ilario

Il sentiero Sant’Ilario (non CAI) è segnalato con dei “bollini” rossi dipinti sui tronchi ma soprattutto sui massi del letto del torrente. Io e Stefano facciamo non poca fatica a districarci tra le stradine che dipartono dal poligono. Dopo un paio di tentativi a vuoto, e l’aiuto provvidenziale del gps, capiamo che dobbiamo tenerci sulla sinistra e costeggiare il Torrente Cornons quanto più possibile. Qui troviamo le prime, minacciose, indicazioni scritte sul percorso: “Monte Amariana direttissima”. E direttissima la strada lo è davvero.

Inizio Sentiero Sant Ilario
Inizio Sentiero Sant Ilario verso il monte Amariana
Sentiero Sant'Ilario lungo il torrente Cornons
Sentiero Sant’Ilario lungo il torrente Cornons

Risaliamo, letteralmente, la montagna senza mai allontanarci dal corso d’acqua. Se è vero che scorgiamo graziose cascate e voltandoci il paesaggio lascia a bocca aperta, è anche vero che il sentiero è esposto e in piena ombra quindi il terreno è umido e sdrucciolevole a causa del letto di foglie cadute.

Confesso di aver avuto un po’ di paura perché so che queste situazioni, con il sentiero instabile e il burrone vicino, sono quelle che più mi fanno entrare nel panico. 

Attraversiamo diverse volte il greto del rio, stando bene attenti a non perdere di visita i bollini, e ci alziamo velocemente. Pian piano i pini lasciano posto ai faggi e io inizio a tranquillizzarmi. Ancora pochi minuti e finalmente il sentiero esposto lascia spazio ad una valletta di faggi dove la pendenza è più leggera e il cammino più affine ai miei gusti.

L’entrata nella faggeta

Incrociamo la tabella votiva dedicata a Sant’Ilario, a cui il sentiero è dedicato, e proseguiamo lungo un corso d’acqua minore. Se non fosse per la temperatura elevata, camminando qui, parrebbe quasi di trovarsi in una soleggiata giornata invernale in cui le ultime foglie ramate resistono solo sulla cima degli alberi. Al di sotto, regna una penombra umida che con qualche grado in meno diventerebbe brina.

Una sosta dalla camminata autunnale lungo il sentiero Sant'ilario
Una sosta dalla camminata autunnale lungo il sentiero Sant’ilario

Gli ultimi metri di dislivello sono un’escalation continua di abbagliante bellezza. Quando sbuchiamo al crocevia che connette il Sentiero Sant’Ilario al CAI 433 (che dal paese porta all’Amariana) rimaniamo sbalorditi. Tutte le fatiche della salita, tutte le paure sono ripagate con una singola occhiata al paesaggio che ci sta davanti.

Se al posto delle foglie sugli alberi ci fosse la neve, potremmo trovarci in un bosco incantato come quello di Narnia. A terra un tappeto di foglie arrugginite, a metà strada dal cielo una distesa di neonati pini smeraldo incastrati con faggi alti e filiformi. Noi non incrociamo fauni ma solo due boscaioli e procediamo verso sinistra, al rifugio Cimenti Floreanini, meta della nostra gita.

Illegio sentiero CAI 443
Autunno sul sentiero CAI 443 a Illegio

Arrivo al Rifugio Cimenti Floreanini

Vorrei che questo tratto durasse per sempre e vorrei continuare ammirare gli alberi e il contrasto con l’azzurro del cielo fino ad avere il torcicollo. La fame però ci intima di raggiungere il rifugio per assaporare il nostro pranzo gourmet a base di pane e mortadella.
Il rifugio è in linea con la baita dei miei sogni: sperduto in un bosco, in legno e pietra, con uno spolert perfetto per arrostire polenta e castagne. Il tempo di annotare i nomi sul libro CAI e riscendiamo il 443 verso Illegio con una discesa ripida ma meno complicata della salita.

Autunno al Rifugio Floreanini Cimenti
Rifugio Floreanini Cimenti

Perchè dovresti visitare il Rifugio Cimenti Floreanini in Autunno

Nonostante i primi momenti di incertezza, ho amato tanto la sorpresa riservata da questa camminata autunnale anche se di certo per affrontarlo ad anello come abbiamo fatto noi ci vuole un po’ di allenamento. Il dislivello non è impegnativo ma, soprattutto il primo tratto è selvaggio e serve dimestichezza con sentieri i sconnessi poiché a tratti è necessario arrampicarsi sui massi del torrente. Ci vuole anche buon occhio per individuare tutti i bollini e seguire il sentiero senza mettersi in ulteriore pericolo. Se questi accorgimenti ti hanno intimorito, nessun problema il Rifugio si può raggiungere anche da Illegio camminando andata e ritorno per il 443. Se invece le mie parole ti hanno incuriosito e gasato, per scendere puoi optare per il sentiero 461 che prevede anche un tratto attrezzato.
L’unica “pecca” della gita è che l’intero percorso si sviluppa nel bosco e non ci sono molte occasioni per scorgere il panorama delle vette tutt’attorno. D’altra parte, questo giro ha un’unica montagna protagonista, la regina della Carnia che con la sua punta “sbeccata” accompagna i camminatori lungo tutto il percorso.

In retrospettiva credo che questa camminata autunnale sia una delle mie preferite assime a quella a Casera Monte Buoi.

Riepilogo Escursione al Rifugio Cimenti Floreanini

  • Sentiero CAI: 443
  • Altitudine: 1070 slm
  • Dislivello: +724
  • Salita: 2h
  • Lunghezza:  11 km a / rIllegio from CAI path 443Illegio from CAI path 443Bivio Sentiero CAI 443Bivio Sentiero CAI 443Sentiero CAI 443Sul Sentiero CAI 443Autumn Trekking lungo il sentiero Sant'Ilario Lungo il sentiero Sant’IlarioAll'interno del Rifugio Floreanini CimentiAll’interno del Rifugio Cimenti Floreanini


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