Rifugio Pellarini

Albert Camus diceva: “L’autunno è una seconda primavera in cui ogni foglia è un fiore.”

L’autunno è senza dubbio la stagione degli scrittori. Le suggestioni di calore, i suoni e i profumi sono un invito a rintanarsi al calduccio attorniati da libri e persi nella propria fantasia.

La stagione autunnale però è anche perfetta per camminare, almeno secondo me. Il caldo asfissiante dell’estate è passato, ma le giornate sono ancora abbastanza tiepide da non richiedere abbigliamento pesante. Senza considerare poi la magnificenza della luce che filtra tra i rami dopo mezzogiorno e discende come un fumo bianco a purificare pensieri negativi e a riallinearci con il mondo. Vero, c’è il rischio di pioggia, ma il paesaggio, se possibile, è ancora più suggestivo se parzialmente nascosto dalla nebbia.

Un luogo a prova di Instagram

Val Saisera

Leggende narrano che in Friuli-Venezia Giulia, ogni volta che qualcuno pronuncia la parola “autunno” compaia su Instagram una foto dei Laghi di Fusine. Comprensibile, i laghi sono senza dubbio uno di quei posti che non stancano mai. Ogni scatto riesce a cogliere un’angolatura diversa, una luce particolare, un’istante di puro splendore. Se però ami passeggiare nella tranquillità, Fusine non è di certo il luogo adatto (anche se, in uno dei prossimi articoli ti svelerò un trucchetto che… mi ringrazierai).

Dove cercare quindi quella solitaria malinconia che tanto piace agli spiriti autunnali come me?

I pigri rimangono in Val Saisera, gli audaci salgono al Rifugio Pellarini

Prepara i panini che ti porto in… Val Saisera.
La Val Saisera è frequentata tanto quanto Fusine dagli instagrammers in cerca del perfetto #autumnvibe, MA il fondo valle è riservato ai i pigri. Se sali verso il Rifugio Pellarini troverai un sentiero magnifico e molti meno temerari. Gli oltre 600 metri di dislivello tolgono qualsiasi voglia di immortalare ogni foglia, infatti per le foto dell’articolo ho dovuto attingere a tutte e tre le mie gite al rifugio.

Il sentiero verso il Rifugio  Pellarini

Il Pellarini è inspiegabilmente uno dei rifugi meno famosi delle nostre zone, ma il sentiero è uno di quelli che preferisco in assoluto per la varietà di paesaggio.
La partenza è appunto dalla Val Saisera, dal parcheggio che si interseca con la strada diretta all’agriturismo Prati Oitzinger (Q860 – P2). Da lì si prende il sentiero CAI 616, che prima attraversa il torrente Saisera e poi si immerge nei boschi.

Tra gli alberi della Forest Sound Track

Il tratto iniziale è un tuffo tra gli alberi suonatori della Forest Sound Track e scorre su una mulattiera che alterna dolci pendenze a salite più marcate che ci alzano di quota. L’atmosfera è quella che si respirerebbe in una favola dei fratelli Grimm. Gli alberi si intersecano a perdita d’occhio e se l’istante è propizio si respira un intenso aroma di funghi e terra bagnata.
Quando le pendenze lasciano posto ad un falso piano e il torrente Saisera ricompare sulla destra, significa che si è quasi giunti a metà percorso. Superata la stazione di valle della teleferica è come se qualcuno cambiasse la scenografia ad un metaforico spettacolo teatrale con protagonista la natura.

Un sentiero molto vario

Salita al Rifugio Pellarini

La mulattiera si assottiglia, diventa sentiero, e costeggia un imponente costone di roccia nuda. Se ami i panorami probabilmente ti fermerai qui a fare le prime foto poiché, già dopo i primi metri di dislivello, ci si eleva rispetto alla foresta e si scorge l’intera vallata.
Salendo ancora un pochino (in alcuni tratti facilitati da corde), la scena cambia di nuovo per ritornare nel sottobosco. Si arriva quindi ad un bivio. La strada a sinistra porta a Sella Presnig (e per i più audaci al Lussari), quella a destra al Pellarini.
Si prosegue ancora verso il rifugio e si oltrepassa una prima lingua di ghiaia che fa presagire l’ennesimo cambio di scenario. Ecco quindi che la vegetazione si abbassa e le pietre sporgono, ma in lontananza, finalmente, si intravede il tanto bramato rifugio.
Senza distogliere lo sguardo dalla meta, si attraversa un ghiaione di pietre candide, si salgono gli ultimi stretti tornanti ed eccoci arrivati.

Vista Rifugio Pellarini

Dalla terrazza panoramica la vista è mozzafiato. Verso valle si scorgono Valbruna, lo Jôf di Miezegnot e Cima Cacciatore. Verso i monti si vedono lo Jôf Fuart, il Grande e Piccolo Nabois, la Madre dei Camosci e il Riofreddo.
Se vi siete i portati i panini, tenetevi uno spazietto per uno dei Dolci di Irma che vi aspettano in centro a Valbruna.
I più coraggiosi possono proseguire oltre, verso Sella Nabois (è autunno e fa buio presto però, calcolate bene i tempi), i più goderecci invece possono pranzare (purtroppo senza grappette) e scendere al parcheggio per la medesima strada.

Perchè dovresti visitare il Rifugio Pellarini

Adoro il sentiero verso il Pellarini poiché in pochi chilometri si trovano paesaggi e scorci molto diversi che non stufano nemmeno i più annoiabili come me.

Io e Stefano abbiamo passeggiato fino al Pellarini il 13 settembre, dopo la notte a Malga Priu, appena in tempo per completare la Girarifugi 2020 (la struttura ha chiuso la stagione estiva proprio l’ultimo weekend di settembre). Noi abbiamo “pedalato” e siamo saliti in circa un’ora e mezza (la tabella ne indica due) concludendo il giro, senza contare il pranzo, in poco meno di tre ore.
Anche con il rifugio chiuso, a mio avviso, la gita vale lo stesso. Sarà anzi un incentivo a tornare in estate per gustare le delizie del rifugio e magari fermarsi per una notte.

Se hai buone scarpe da trekking o da trail-running non è necessario usare gli scarponi, a patto che non abbia nevicato, ovviamente.

Vista dal Rifugio Pellarini

Che altro dire? Goditi quindi la camminata e lasciati ispirare dalle suggestioni che solo questa stagione sa regalare. 

Riepilogo Escursione al Rifugio Pellarini

  • Sentiero CAI: 616 
  • Altitudine: 1500 slm 
  • Dislivello: +650 
  • Salita: 2h 
  • Lunghezza: circa 9km a/r 
  • Contatti: Rifugio Pellarini – +39 349 280 9282


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