Autumn Trekking: Monte Faeit

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La Foresta di Sherwood Friulana è qui!

La camminata autunnale sul Monte Faeit è stata decisa esattamente il 23 maggio 2020. Era una delle prime passeggiate post lockdown ed io e Stefano siamo rimasti estasiati dal bosco incantato che ricopre la montagna di Artegna. Quel giorno, mentre tornavamo alla macchina, abbiamo deciso che avremmo rifatto il sentiero in autunno in cerca del foliage perfetto e soprattutto delle mie amate castagne.

Così, in un sabato di metà ottobre partiamo alla volta di Artegna. Il tragitto è breve rispetto al solito quindi ci concediamo persino un caffè e un pasticcino prima della camminata. Il parcheggio a nostro avviso più agevole si trova in Via Monte, ma dovrai marciare per qualche metro sul ciglio strada prima di raggiungere la partenza dell’anello, segnalata da una tabella riepilogativa del giro.

Mappa parcheggio Monte Faeit

L’escursione parte adagio tra case ben tenute e orti ordinati e, oltrepassato il rio Clama, affonda subito nel bosco dove ci è chiaro quale sarà il fil rouge di questo autumn trekking: le castagne. In alcuni tratti, i ricci foderano il sentiero come un delizioso e appuntito tappeto che mi mette subito l’acquolina in bocca.

Partenza Anello del Monte Faeit
Partenza Anello del Monte Faeit

Mentre camminiamo e la pendenza si fa più intensa, la mia mente è trasportata verso mondi lontani. Il sentiero è un tutt’uno con la natura, ma il motivo lastricato che si intravede tra i ricci, i ciclamini, la terra intrisa di umidità e le foglie, lascia intendere che in passato quest’altura fosse molto più abitata di quanto non sia ora.
In un baleno mi immagino di vagabondare su questo terreno come una fata dei boschi o forse una strega di medievale memoria.
Mi immagino le donne di un tempo cercare i tesori del bosco per curare malanni e malattie.
Un po’ mi immagino anche lo Gnomo Martino che, per chi non lo conoscesse, era lo gnomo della mia classe all’asilo.

Autumn Trekking Monte Faeit

Riguardo al fiato, la camminata non lascia molto spazio per riprenderlo. Il sentiero procede dritto come un fuso verso la sommità e non ci si può che adeguare ai suoi tempi. Incrociamo un paio di volte la strada forestale, popolata da qualche ciclista, una casetta della parrocchia, e infine arriviamo ad una manciata di metri dalla punta dove, finalmente, il percorso spiana prima di richiedere un ultimo sprint e giungere così alla bandiera di vetta.

Panorama Monte Faeit
Panorama dal Monte Faeit

Il panorama dal belvedere è in parte offuscato dall’umidità che sovrasta la pianura ma devo ammettere che anche con il sole pieno le emozioni che riserva, a causa dei capannoni di fabbriche e negozi, non sono poi molte. Come l’attesa del piacere è essa stessa il piacere, così la ragione giusta per affrontare il sentiero del monte Faeit, è proprio il sentiero. Rimaniamo in cima giusto il tempo di realizzare un’opera d’arte sul libro di vetta (allego foto) e proseguiamo l’anello, scendendo dal versante opposto.

Devo ammettere che questa era la parte che attendevo maggiormente poiché durante la camminata in primavera era quella che più mi aveva colpita e che sognavo di rivedere immersa nei colori autunnali.
Purtroppo, questo desiderio è rimasto deluso perché il verde è ancora saldamente attaccato alle foglie degli alberi di Artegna. Tuttavia, la sensazione di vivere all’interno di una fiaba è rimasta immutata. Se deciderai di fare questo autumn trekking, potrebbe essere utile portare con te i bastoni poiché qui sotto il sole non batte mai e nei tratti più ripidi il pendio diventa scivoloso. Se non altro, la discesa procede più dolce rispetto alla salita e si sviluppa adagio come la melodia intonata dagli uccellini della foresta, interrotta solo dal rovinare a terra delle castagne.

Autunno sul Monte Faeit

Dopo circa mezz’ora di discesa, ci si imbatte nel bivio che interseca il Troi De Cascades, il sentiero naturalistico che parte da Salt di Artegna e segue il percorso del torrente Orvenco. La scorsa primavera avevamo deviato lungo questo cammino per raggiungere la cascata del Tulìn che all’epoca avevo ritenuto come la perfetta dimora delle agane.

L’anello riserva ancora qualche salita per poi decrescere fino a ricongiungersi con il suo stesso inizio nei pressi del Rio Clama. Ti consiglio di prestare molta attenzione ai cartelli dal bivio in poi, poiché a maggio, distratti dal richiamo della foresta, avevamo intrapreso la via sbagliata. Quando il sentiero interseca la strada forestale in un largo crocevia, e davanti a te scorgerai una panchina in legno, tieniti sulla sinistra per proseguire l’anello e riavvicinarti alla macchina. Arriverai così alla parte più incantevole di questa camminata autunnale.

Qui la strada costeggia sulla destra il rio Clama e sulla sinistra un muretto di pietre a secco completamente ricoperto di muschio. Da Sherwood si passa rapidamente a Biancaneve quando il rio che si spinge verso Artegna con delle cascatelle, viene in parte deviato, per mano umana, al vecchio lavatoio.
La struttura, ristrutturata di recente, ora luogo di memoria e di ritrovo, è l’ultimo baluardo rimasto della vita che una volta si svolgeva su queste pendici. Qui io e Stefano mangiamo il nostro panino e ci prepariamo a tornare a casa.

Sarà l’influenza del vicino Castello Savorgnan, ma durante entrambe le camminate sul Monte Faeit mi è sembrato di essere immersa in una fiaba dall’ambientazione medioevale. Accanto a noi, novelli Robin Hood e Little John con i bastoncini da montagna al posto di arco e frecce, ho inserito facilmente cavalieri immaginari, banditi e donzelle in pericolo. Lo so, la mia fantasia galoppa troppo. Ma anche senza diversivi mentali, l’anello del Monte Faeit è una piacevole camminata per tutte le stagioni.

Offre un dislivello discreto che può servire per tenersi in allenamento quando i tempi sono stretti o il tempo è incerto. Una passeggiata autunnale quindi, ma non solo, per viaggiare con la fantasia incastrando realtà e finzione, passato e presente.

Se vuoi altri suggerimenti per camminate autunnali, leggi i miei racconti sul Rifugio Pellarini e il Bivacco Bianchi.

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  • Tabella Anello Monte Faeit
  • Lavatoio Monte Faeit, Artegna
  • Natura sul Monte Faeit
  • Monte Faeit

Autumn Trekking: Monte Faeit

The Friulian Sherwood is here

The autumn trekking on Mount Faeit was decided exactly on May 23rd, 2020. It was one of the first walks post lockdown and Stefano and I were enchanted by the forest that covers the mountain in Artegna (Udine, Friuli Venezia Giulia). That day, as we walked back to the car, we decided that we would redo the path in the fall, to search for the perfect foliage, and, above all, my beloved chestnuts.

So, on a Saturday in mid-October, we leave home heading to Artegna. The journey is short compared to the usual, so we even indulge in a coffee and a pastry before the walk. In our opinion, the easiest parking spot is in Via Monte, but be aware that you will have to walk for a few meters along the roadside before reaching the starting point of the ring route, marked by a summary table.

The excursion starts slowly between well-kept houses and tidy gardens and, after crossing the Rio Clama, immediately sinks into the woods where it is clear to us what the common thread of this autumn trek will be: chestnuts. In some places, the chestnut hedgehogs cover the path like a delicious and pointed carpet that makes my mouth water.

As we walk and the slope becomes more intense, my mind is transported to distant worlds. The path intertwines with nature, but the pavement that can be glimpsed among the hedgehogs, the cyclamens, the damp earth, and the soaked leaves, suggests that in the past this hill was much more inhabited than it is now.
In a flash, I imagine myself wandering on this land like a fairy of the woods or perhaps a medieval witch. I imagine the past-times women searching for the forest’s treasures to cure ailments and diseases.
Somehow, I also can imagine here Gnome Martino who, for those unfamiliar with him, was the gnome of my kindergarten class.

As for the breath, the walk doesn’t leave much room for it. The path proceeds straight like an arrow towards the top and we can only adapt to its pace. We cross the forest road a couple of times, meet some cyclists, a small parish house, and finally, we arrive at a handful of meters from the tip where the path flattens before requesting a last sprint to reach the summit flag.

The view from the belvedere is partly clouded by the humidity that dominates the plain, but I must admit that even with the full sun the emotions it reserves, due to factories and shops, are not many. Just as the expectation of pleasure is pleasure itself, so the right reason to tackle the path of Mount Faeit is nothing more but the path itself. We stay at the top long enough to create a work of art on the summit book (photo attached to the article) and continue the ring route, descending from the opposite side.

I must admit that this was the part I longed to see the most because during the spring walk it was the one that struck me most and that I dreamed of seeing it again, submerged by autumn colors.
Unfortunately, this desire was disappointed because the green is still firmly attached to the leaves. However, the feeling of living inside a fairy tale has remained unchanged. If you decide to do this autumn trek, it might be useful to bring sticks with you, as here the sun never beats and in the steepest sections, the slope becomes slippery. If nothing else, the descent proceeds smoother than the ascent and develops slowly like the melody sung by the birds, interrupted only by the ruining of the chestnuts on the ground.

After about half an hour of descent, you’ll come across the crossroads that intersect the Troi De Cascades, the nature trail that starts from Salt di Artegna and follows the path of the Orvenco stream. Last spring, we deviated along this path to reach the Tulìn waterfall which at the time I had considered the perfect home of the aganas.

The ring route still reserves some climbs to then decrease until it rejoins its own beginning near Rio Clama. I advise you to pay close attention to the signs from the crossroads onwards, as in May, distracted by the beautiful forest, we had taken the wrong path. When the path intersects the forest road at a large crossroads, and you will see a wooden bench in front of you, keep to the left to turn on the ring path, and get back to the car. This will bring you to the most enchanting part of this autumn walk.
When the road starts running along the Rio Clama, with water on the right and a drystone wall completely covered with moss on the left, from Sherwood forest you quickly pass to Snowhite atmospheres, with the stream flowing towards Artegna with quick waterfalls, partly diverted by human hand to the old washhouse.
The recently renovated structure is now a place of memory and meetings, but it also represents the last remaining bulwark of the life that once took was on these slopes. Here Stefano and I eat our sandwich and prepare to go home.

It may be the influence of the nearby Savorgnan Castle, but during both trek on Mount Faeit I felt like I was immersed in a fairy tale with a medieval setting. Next to us, new Robin Hood and Little John with mountain sticks instead of bows and arrows, I easily inserted imaginary knights, bandits, and damsels in distress. I know, my fantasy gallops too much, but even without mental diversions, the ring of Mount Faeit is a pleasant walk for all seasons.

Savorgnan Castle in Artegna

It offers a decent height difference that can be used to keep fit when times are tight, or the weather is uncertain. An autumn walk then, but not only, to travel with the imagination by mixing reality and fiction, past and present.

If you are looking for more autumn trekking inspiration read my stories about Rifugio Pellarini and Bivacco Bianchi.

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