Lettura per Halloween: Le Streghe di Roald Dahl

English Version BelowQuando si diventa troppo vecchi per leggere i libri per bambini?
Non ho una risposta, ma so per certo che ci sono libri della mia infanzia che non mi stancherò mai di leggere e rileggere. Non parlo di Harry Potter che, a tratti, proprio per bambini non è, ma dei libri letti alle elementari che a volte recupero con il solo scopo coccolarmi. Mi riferisco in particolare di un libro perfetto come lettura per la notte di Halloween: Le Streghe di Roald Dahl.

Il romanzo parte da un semplice e granitico assunto: le streghe esistono e sono tra noi. Non portano bizzarri cappelli a punta o mantelli corvini, anzi, assomigliano in tutto e per tutto a delle donne normali, ed è per questo che sono così pericolose e abili. La loro missione è semplice, sterminare tutti i bambini sulla faccia della terra nei modi più fantasiosi possibili, in modo che la colpa ricada, se possibile, sui genitori. Protagonisti della storia sono un bambino, mai nominato, e sua nonna. Il piccolo, rimasto orfano, viene affidato alle cure amorevoli e poco convenzionali all’anziana donna norvegese e in una Oslo misteriosa e incantata apprende dell’esistenza di queste creature malvage. La nonna è un’esperta i racconti sulle fattucchiere diventano presto il punto focale delle loro giornate finchè… sarebbe un peccato dirti cosa succede. L’azione si svolge in fretta, spetta a te andare avanti.

Sarebbe impossibile slegare “Le Streghe” dalla prima occasione in cui ne sono venuta in contatto. La mia maestra delle elementari era un’amante dei libri eaveva l’abitudine di accoglierci ogni mattina con qualche pagina. Assieme a lei abbiamo letto e ascoltato numerosi libri che ricordo ancora con affetto, da “La Gabbianella e il Gatto” di Luis Sepúlveda a “Cosa c’è dietro alle stelle” di Jostein Gaarder, fino ad arrivare ai testi di Dahl tra i quali “Le Streghe” è sempre stato il mio preferito.

Non saprei definire cosa mi incateni di più a questo libro. Se il rapporto tra i protagonisti, che mi ricorda quello che c’era tra me e mia nonna, che, tra l’altro di aspetto ricordava quella delle illustrazioni del libro, disegnate da Quentin Blake. Oppure se a riempirmi il cuore sono le suggestioni dei paesi nordici che ancora mi affascinano. Oppure il fatto che, con il suo racconto, Dahl mi aveva dato uno spunto per guardare la realtà con occhi più attenti, in cerca delle temibili Streghe. Sta di fatto che la versione originale del libro in lingua inglese l’ho acquistata non molti anni fa.

Perché farlo diventare la tua lettura per Halloween? Perché ad Halloween il confine tra bene e male si assottiglia e ne “Le Streghe” ai bambini viene insegnato proprio questo, che il confine tra le due forze a volte è evanescente e una dose di sana diffidenza può sempre tornare utile. Forse anche anche alcuni adulti farebbero bene a ricordarlo.

È strano pensare che questo classico sia stato pubblicato neanche quarant’anni fa, nel 1983, ma è certo che e i pericoli che affrontavano i bambini di allora erano ben diversi da quelli odierni.
Dahl è mancato nel 1990 ma mi chiedo come avrebbe reagito davanti ad internet e ai social media. Chissà cosa avrebbe ideato e quali mostri avrebbe descritto.
Dahl era uno scrittore per bambini e nella contrapposizione con gli adulti i piccoli ne escono sempre vincitori, anche se a volte a caro prezzo. Se nell’83 gli adulti antagonisti e “cattivi” erano rappresentati dalle Streghe, chissà cosa si sarebbe inventato nel 2020 per raccontare gli adulti moderni, così ancorati alla loro giovinezza e al tempo stesso incapaci di far vivere ai propri figli la bellezza dell’infanzia.

Di certo, che tu sia un adulto o un bambino, un genitore o un figlio, Le Streghe è un passatempo piacevole che ben mescola tensione e divertimento, risate e momenti di riflessione.
In attesa della notte dei mostri e delle creature delle tenebre, sarebbe bello, almeno per un momento, scoprire quanto vicine a noi sono effettivamente “le streghe”. Scopriremmo che ci sono molto vicini? Forse così vicine da guardarci dritte dallo specchio?
O forse da dietro i tasti di questo computer?

Nel dubbio, vi lascio gli indizi.

  • Una strega porta sempre i guanti perché al posto delle unghie ha lunghi artigli aguzzi e ricurvi come quelli dei gatti
  • Una vera strega è sempre calva, ma porta la parrucca
  • Le streghe hanno le narici più grandi del normale
  • Gli occhi delle streghe sono diversi. Guarda con attenzione le pupille: la gente normale le ha nere, ma quelle di una strega cambiano colore, e fissandole ci vedrai brillare fuoco e ghiaccio insieme
  • I piedi sono senza dita
  • La saliva è blu come l’inchiostro.

Devi capire che le streghe non sono donne autentiche. Somigliano alle donne. Parlano come le donne. Si comportano come loro. Ma in realtà sono creature del tutto diverse, demoni in forma umana, ecco cosa sono! 

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Halloween Read: The Witches by Roald Dahl

When does one become too old to read children’s books?
I don’t have an answer, but I know for sure that there are books from my childhood that I will never tire of reading. And I’m not talking about Harry Potter which, at times, it’s all but a children’s book, but about the books I read in elementary school that I sometimes recover with the sole purpose of cuddling myself. I am referring in particular to a book that is perfect for Halloween: The Witches by Roald Dahl.

The novel starts from a simple assumption: witches exist and live among us. They don’t wear weird pointy hats or raven cloaks, on the contrary, they look like normal women, which is why they are so dangerous and skilled. Their mission is simple, to exterminate all children on the face of the earth in the most imaginative ways possible, so that the blame falls, if possible, on the parents.
The protagonists of the story are hence a child, never named, and his grandmother. The little boy, orphaned, is entrusted to the loving and unconventional care of the elderly Norwegian woman and, in a mysterious and enchanted Oslo, he learns of the existence of these evil creatures. Grandma is an expert and the witches’ stories soon become the essential element of their days until … it would be a shame to tell you what happens. The action takes place quickly, it is up to you to move forward.

It would be impossible to separate “The Witches” from the first time I came into contact with this story. My elementary school teacher was a book lover and used to welcome us every morning with a few pages. Together with her, we have read and listened to numerous books that I still remember fondly, from “The Story of A Seagull and The Cat Who Taught Her To Fly” by Luis Sepúlveda to “What’s behind the stars” by Jostein Gaarder, up to the texts by Dahl including “The Witches” that has always been my favorite.

I can’t say what binds me most to this book. If the relationship between the protagonists, which reminds me of that between my grandmother and me, who, among other things, resembled the lady of the illustrations in the book, drawn by Quentin Blake. Or if my heart is filled with dreams about me visiting those Nordic countries that still fascinate me to this day. Or maybe is the fact that, with his story, Dahl had given me an opportunity to look at reality with more attentive eyes, in search of the fearsome Witches? Truth is that I bought the original English version of the book not many years ago.

Why make it your Halloween read? Because on Halloween the boundary between good and bad is thinned and in “The Witches” children are taught precisely this, that the borderline between the two forces is sometimes evanescent and a dose of healthy distrust can always be useful. Maybe even some adults would do well to remember this too.

It is strange to think that this classic was published less than forty years ago, in 1983, but it is certain that the dangers that children faced back then were very different from those of today.
Dahl passed away in 1990 but I wonder how he would have reacted to the internet and social media. Who knows what he would have conceived and which monsters he would have described?
Dahl was a writer for children and, in the contrast with adults, in his books the little ones always come out as winners, even if sometimes at a high price. If in 1983 the antagonistic and “bad” adults were represented by the Witches, who knows what would have been invented in 2020 to narrate modern adults, that, so anchored in their youth, are unable to let their children experience the beauty of childhood.

Certainly, whether you are an adult or a child, a parent, or a kid, The Witches is a pleasant pastime that mixes tension and fun, laughter, and moments of reflection.

While waiting for the night of monsters and darkness, it would be nice, at least for a moment, to find out how near the witches actually are. Would we find that they are very close to us? Maybe close enough to look at us straight in the mirror?
Or maybe from behind the keys of this computer?

If in doubt, I leave you the clues to check:

  • A witch always wears gloves because instead of nails she has long, sharp, and curved claws like those of cats
  • A real witch is always bald, but she wears a wig
  • Witches have larger than normal nostrils
  • Witches eyes are different. Look carefully at the pupils: normal people have them black-colored, but those of a witch change color, and by staring at them you will see fire and ice shine together.
  • The feet are fingerless
  • Saliva is blue like ink.

You don’t seem to understand that witches are not actually women at all. They look like women. They talk like women. And they are able to act like women. But in actual fact, they are totally different animals. They are demons in human shape.

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