Autumn Hike: Anello Rifugio Floreanini Cimenti (Illegio)

English Version Below

Questo autumn trekking l’ho scelto io! .
L’ispirazione è arrivata da Sentieri e Natura dopo una breve ricerca dei percorsi da fare attorno a Illegio. Questo paesino della Carnia occupa un posto speciale nel mio cuore perché compare nel primo libro che io abbia scritto, ad oggi inedito e ben lontano dall’essere pubblicato. Uno dei personaggi della storia, un certo Pino, possiede una baita sperduta proprio in questi boschi (inizi a capire perché ho dato questo nome al blog?) ma questa volta non lo andremo a trovare. La nostra meta è il Rifugio Floreanini Cimenti che raggiungeremo tramite il sentiero Sant’Ilario per poi scendere a Illegio con il CAI 443.

Partiamo a mattina inoltrata con un cielo terso e una temperatura settembrina. È l’ultimo giorno di ottobre in realtà e nell’aria si sente l’anticipazione di un nuovo lockdown. Non riesco a non pensare che tra poco potrebbero vietare di nuovo le camminate in montagna e questo meteo mi sembra l’ultima concessione di madre natura prima dell’inevitabile.

La partenza dell’anello è il Poligono militare di Sterbanuzzis. Il poligono è ancora usato dall’esercito per esercitazioni quindi se la strada è interdetta, l’unica soluzione è abbandonare l’idea dell’anello e fare salita e discesa da Illegio. Noi siamo fortunati e lo attraversiamo senza problemi. Il paesaggio, raccolto tra i torrenti Cornons, Lavares e Citate è singolare. Le pietre candide potrebbero ricordare il suolo lunare ma i cespugli bassi verso il Citate sembrano quelli di una savana africana. Invece siamo in Carnia, l’Amariana ci osserva maestosa e noi ci apprestiamo a risalire parte del sentiero che conduce a lei.

Poligono Sterbanuzzis, partenza dell'anello verso il rifugio Cimenti Floreanini
Poligono Sterbanuzzis, partenza dell’anello verso il rifugio Cimenti Floreanini

Il primo tratto ha ben poco della camminata autunnale.
Il sentiero Sant’Ilario (non CAI) è segnalato con dei “bollini” rossi dipinti sui tronchi ma soprattutto sui massi del letto del torrente. Io e Stefano facciamo non poca fatica a districarci tra le stradine che dipartono dal poligono. Dopo un paio di tentativi a vuoto, e l’aiuto provvidenziale del gps, capiamo che dobbiamo tenerci sulla sinistra e costeggiare il Torrente Cornons quanto più possibile. Qui troviamo le prime, minacciose, indicazioni scritte sul percorso: “Monte Amariana direttissima”. E direttissima la strada lo è davvero.

Inizio Sentiero Sant Ilario
Inizio Sentiero Sant Ilario verso il monte Amariana
Sentiero Sant'Ilario lungo il torrente Cornons
Sentiero Sant’Ilario lungo il torrente Cornons

Risaliamo, letteralmente, la montagna senza mai allontanarci dal corso d’acqua. Se è vero che scorgiamo graziose cascate e voltandoci il paesaggio lascia a bocca aperta, è anche vero che il sentiero è esposto e in piena ombra quindi il terreno è umido e sdrucciolevole a causa del letto di foglie cadute.
Confesso di aver avuto un po’ di paura perché so che queste situazioni, con il sentiero instabile e il burrone vicino, sono quelle che più mi fanno entrare nel panico. Un paio di volte, sconsolata,
penso al guaio in cui mi sono cacciata da sola ma l’idea di ritornare sui miei passi mi spaventa più dell’ignoto davanti a me quindi proseguo.

Attraversiamo diverse volte il greto del rio, stando bene attenti a non perdere di visita i bollini, e ci alziamo velocemente. Pian piano i pini lasciano posto ai faggi e io inizio a tranquillizzarmi. Ancora pochi minuti e finalmente il sentiero esposto lascia spazio ad una valletta di faggi dove la pendenza è più leggera e il cammino più affine ai miei gusti. Incrociamo la tabella votiva dedicata a Sant’Ilario, a cui il sentiero è dedicato, e proseguiamo lungo un corso d’acqua minore. Se non fosse per la temperatura elevata, camminando qui, parrebbe quasi di trovarsi in una soleggiata giornata invernale in cui le ultime foglie ramate resistono solo sulla cima degli alberi. Al di sotto, regna una penombra umida che con qualche grado in meno diventerebbe brina.

Una sosta dalla camminata autunnale lungo il sentiero Sant'ilario
Una sosta dalla camminata autunnale lungo il sentiero Sant’ilario

Gli ultimi metri di dislivello sono un’escalation continua di abbagliante bellezza. Quando sbuchiamo al crocevia che connette il Sentiero Sant’Ilario al CAI 433 (che dal paese porta all’Amariana) rimaniamo sbalorditi. Tutte le fatiche della salita, tutte le paure sono ripagate con una singola occhiata al paesaggio che ci sta davanti.
Se al posto delle foglie sugli alberi ci fosse la neve, potremmo trovarci in un bosco incantato come quello di Narnia. A terra un tappeto di foglie arrugginite, a metà strada dal cielo una distesa di neonati pini smeraldo incastrati con faggi alti e filiformi. Noi non incrociamo fauni ma solo due boscaioli e procediamo verso sinistra, al rifugio Floreanini Cimenti, meta della nostra gita.

Illegio sentiero CAI 443
Autunno sul sentiero CAI 443 a Illegio

Vorrei che questo tratto durasse per sempre e vorrei continuare ammirare gli alberi e il contrasto con l’azzurro del cielo fino ad avere il torcicollo. La fame però ci intima di raggiungere il rifugio per assaporare il nostro pranzo gourmet a base di pane e mortadella.
Il rifugio è in linea con la baita dei miei sogni: sperduto in un bosco, in legno e pietra, con uno spolert perfetto per arrostire polenta e castagne. Il tempo di annotare i nomi sul libro CAI e riscendiamo il 443 verso Illegio con una discesa ripida ma meno complicata della salita.

Autunno al Rifugio Floreanini Cimenti
Rifugio Floreanini Cimenti

Nonostante i primi momenti di incertezza, ho amato tanto la sorpresa riservata da questa camminata autunnale anche se di certo per affrontarlo ad anello come abbiamo fatto noi ci vuole un po’ di allenamento. Il dislivello non è impegnativo ma, soprattutto il primo tratto è selvaggio e serve dimestichezza con sentieri i sconnessi poiché a tratti è necessario arrampicarsi sui massi del torrente. Ci vuole anche buon occhio per individuare tutti i bollini e seguire il sentiero senza mettersi in ulteriore pericolo. Se questi accorgimenti ti hanno intimorito, nessun problema il Rifugio si può raggiungere anche da Illegio camminando andata e ritorno per il 443. Se invece le mie parole ti hanno incuriosito e gasato, per scendere puoi optare per il sentiero 461 che prevede anche un tratto attrezzato.
L’unica “pecca” della gita è che l’intero percorso si sviluppa nel bosco e non ci sono molte occasioni per scorgere il panorama delle vette tutt’attorno. D’altra parte, questo giro ha un’unica montagna protagonista, la regina della Carnia che con la sua punta “sbeccata” accompagna i camminatori lungo tutto il percorso.

Una degna escursione per salutare l’autunno e forse anche le amate camminate.

Sentiero CAI: 443
Altitudine: 1070 slm
Dislivello: +724
Salita: 2h
Lunghezza:  11 km a / r

Se vuoi altri spunti per i trekking autunnali, leggi questo racconto sul Rifugio Pellarini o al Bivacco Bianco Se invece vuoi rimanere aggiornata/o con The Writer’s Mountain Hut, seguimi su Instagram e Facebook.


Autumn Trekking: Floreanini Cimenti Mountain Hut – Friuli Venezia Giulia

I chose this autumn trekking!
The inspiration came from an article by Sentieri e Natura after a brief search for the best routes to do around Illegio. This village in Carnia holds a special place in my heart because I set here part of the first book I wrote, which is still far from being published, unfortunately. One of the characters in the story, a certain Pino, owns a remote hut right in these woods (do you understand why I named my blog The Writer’s Mountain Hut)? This time we will not go visit Pino though, because our destination is the Rifugio Floreanini Cimenti which we will reach via the Sant’Ilario path to then descend to Illegio with the CAI 443.

We leave home late in the morning with a clear sky and a September temperature. It is actually the last day of October and the anticipation of a new lockdown is in the air. I can’t help thinking that soon the government could ban mountain trekkings again and this perfect weather seems to be the last concession of mother nature before the inevitable.

The starting point of the ring route is the Sterbanuzzis military polygon. The polygon is still used by the army for exercises so if the road is closed, the only solution is to abandon the idea of the ring and reach the mountain hut from Illegio and back. We are lucky and we go through it without problems. The landscape enclosed between the river Cornons, Lavares, and Citate is quite unique. The white stones recall the lunar soil but the low bushes towards the Citate stream look like those of an African savannah even though we’re deep in Friuli Venezia Giulia, in Carnia, and Mount Amariana looks at us majestically as we prepare to hike part of the path that leads to it.
The first part of the walk is anything but simple and, to my displease, I would not categorize it as autumn trekking.

Panorama dal Sentiero Sant'iIlario
Landscape from Sant’Ilario path

The path (not CAI) is marked with red dots painted on tree trunks and above all on the boulders of the stream bed. Stefano and I find it hard to extricate ourselves through the paths that branch off from the polygon. After a couple of unsuccessful attempts, and the providential help of the GPS, we understand that we must keep to the left and skirt the Cornons stream as much as possible. Here we find the first, threatening, written indications on the route: “Monte Amariana direttissima” (Mout Amariana direct path). And the road really is direct indeed.
We literally go up the mountain without ever leaving the watercourse. While it is true that we see pretty waterfalls and a landscape that leaves you speechless, it is also true that the trekking route is exposed and in full shade making the ground wet and slippery.
I confess that I was a little afraid because I’m aware that these situations, with the unstable path and the nearby ravine, are the ones that make me panic the most. A couple of times, disconsolate,
I think of the trouble I got myself into alone but the idea of retracing my own steps scares me more than the unknown ahead, so I proceed anyway.

We cross the riverbed several times, with careful eyes to not miss the path traces, and we get up quickly.
A few more minutes and finally the exposed path leaves room for a valley of beech trees where the slope is lighter and the path fits in my definition of autumn trekking. We cross the votive table dedicated to Sant’Ilario, to which this Friuli Venezia Giulia path is dedicated, and continue along a smaller stream. If it weren’t for the high temperature, walking here, it would almost seem to be on a sunny winter day when the last coppery leaves survive only on the very treetops. Below, in the undergrowth, a humid half-light reigns and with a few degrees less it would become frost.

Sentiero Sant Ilario
Sentiero Sant Ilario

The last few meters of elevation gain are a continuous escalation of dazzling beauty. When we come out at the crossroads that connect the Sentiero Sant’Ilario to CAI path 443 (which leads from the hamlet to Mount Amariana) we are amazed. All the hardships of the climb, all the fears are rewarded with a single glance at the landscape in front of us.
If on the trees there were snow instead of red leaves, we could easily find ourselves in the enchanted forest of Narnia. On the ground a carpet of rusted leaves, halfway from the sky an expanse of newborn emerald pines wedged with tall and threadlike beech trees. We do not bump into fauns, but we do cross two woodcutters as we proceed to the left, to the Floreanini Cimenti Mountain Hut, the destination of today’s autumn trekking. I would like this stretch of path to last forever and I would like to continue to admire the trees and their contrast with the blue of the sky until my neck stiffs. Hunger, however, tells us to reach the mountain hut to savor our gourmet lunch based on bread and mortadella.
The chalet meets the hut of my dreams lost in a forest, made of wood and stone, with a perfect spolert (stove in Friulan) for roasting polenta and chestnuts. I take the time to write down our names in the CAI book as well as the incipit of this story and we head down through path 443 towards Illegio with a steep but less complicated descent.

Autumn trekking to Rifugio Floreanini Cimenti
Autumn trekking to Rifugio Floreanini Cimenti

Despite the first moments of uncertainty, I deeply loved the surprise reserved by this autumn trekking. For sure, it takes a bit of training to tackle the ring route as we did. The difference in height is not over-dramatic but in the first section, you need to be familiar with the bumpy paths since at times it is necessary to climb the boulders of the stream. It also takes a good eye to find all the dots and follow the path without putting yourself in further danger. If these precautions frightened you, no problem. The Mountain Hut can also be reached from Illegio by walking there along the 443. If, on the other hand, my words have intrigued and excited you, you can descend via path 461 which also includes an assisted trail.
The only “flaw” of the ring route is that the entire path develops in the woods and there are not many opportunities to see the landscape of the peaks all around. On the other hand, this route makes it clear from the very beginning that it has a single mountain as the protagonist, the queen of Carnia which towers over Friuli Venezia Giulia with its “chipped” tip accompanies walkers along the entire route.

A worthy excursion that I deeply evaluated to say goodbye to autumn and perhaps even to my beloved trekking.

CAI path: 443
Altitude: 1070 slm
Difference in altitude: +724
Ascent: 2h
Length:  11 km a / r

For more Autumn Trekking read my adventure to Rifugio Pellarini or Bivacco Bianchi. If you want to keep updated with The Writer’s Mountain Hut, follow me on Instagram and Facebook.

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