Autumn Hike: Anello Casera Monte Buoi

English Version Below

Sigilletto – Casera Monte Buoi – Casera Vas – Frassenetto – Sigilletto

Ci ho messo un po’ a scrivere di questa camminata. Scrivere significa mettere il punto ad un’esperienza ed io alle camminate autunnali proprio non vorrei mai dire addio. Quest’anno ancor di più. Se leggi questo racconto ora, nel novembre del 2020, probabilmente sarai in lockdown come me. Se invece lo stai leggendo in qualche momento del futuro, spero che tu possa fare questa camminata il prima possibile. Magari a fine ottobre, non te ne pentirai.
È stato un trekking fantastico per salutare gli amati monti.
Forti dell’esperienza sul Monte Cuar, sul quale ci aveva colpito negativamente la troppa folla, questa volta ci siamo addentrati nel cuore selvaggio della Carnia.

In Friuli-Venezia Giulia per ogni meta famosa ce n’è una vicina altrettanto meravigliosa che pochi conoscono o frequentano. Una località Cenerentola, un diamante allo stato grezzo che solo pochi riescono ad apprezzare perché completamente soggiogata dalle vicine e chiassose “sorellastre”. Così è la camminata verso Casera Monte Buoi.


La partenza è da Sigilletto, il paese prima di Collina di Forni Avoltri. Tutti conoscono quest’ultimo come lo starting point dei trekking più famosi e ambiti del Friuli-Venezia Giulia. Il Coglians, il Lago di Volaia, il sentiero Spinotti, il Rifugio Marinelli e chi più ne ha più ne metta.
E poi, alla penombra dei grandi, c’è Casera Monte Buoi. Il dislivello è quasi lo stesso del Volaia ma le pendenze dei primi 500 metri circa ricordano quelle del Sentiero del Pellegrino sul Monte Lussari. Il sentiero può essere percorso in quasi totale solitudine e una volta arrivati alla casera è possibile allungare il giro fino a Cima Ombladet. Ma andiamo con ordine.

Partenza dal centro di Sigilletto
Le prime salite

Parcheggiamo l’auto in uno spiazzo sul ciglio della strada qualche metro prima del cartello che dà il benvenuto a Sigilletto. In questo modo, quando chiuderemo l’anello arrivando da Frassenetto la macchina sarà più vicina.
La prima segnaletica con le indicazioni per il sentiero CAI 169 si trova già nella piazzetta centrale, dalla quale ci allontaniamo per raggiungere la periferia di Sigilletto e intraprendere quindi la nostra salita.
L’inizio già mi piace, un tunnel di abeti e un tappeto di foglie. Sulla destra poi, si intravede una baita frutto della ristrutturazione di un vecchio stavolo. Mi fermo a guardarla a lungo e sogno il momento in cui anche io possiederò una meraviglia del genere (perché succederà prima o poi, vero?).

A malincuore proseguo ma vengo subito distratta dal sentiero CAI 169 che taglia affilato la strada forestale. Poco lontano si vede un fitto bosco di pini, chiazzato da qualche rimasuglio dorato d’autunno. Possiamo quindi solo immaginare come deve essere stato il sentiero che stiamo percorrendo ora, perché attorno a noi del bosco non è rimasto che qualche moncone di albero. Vaia ha fatto i suoi danni anche qui.


Il percorso da seguire però è ben segnalato e alterna brevi tratti pianeggianti a salite decise. Il paesaggio che si scorge tra le fronde degli abeti rimasti è sufficiente per distogliere l’attenzione dalla fatica. Tra le foglie si scorgono le cime sappadine che così spesso fanno da cornice alle nostre escursioni. Su tutte salutiamo con l’affetto che si dedicherebbe ad un vecchio amico il Peralba e la conca delle Sorgenti del Piave.
A circa 400 metri di dislivello il sentiero si immette sulla strada forestale e si eleva per i restanti 200 metri che mancano alla casera in regolari tornanti che infine lasciano spazio al panorama e a un dolce falso piano che ci conduce fino ad un bivio.

Davanti a noi Casera Monte Buoi, a sinistra la via per Frassenetto che prenderemo dopo per scendere.
Copriamo gli ultimi metri in pochi minuti e ci appropriamo del nostro posticino al sole dinanzi alla costruzione. Qui troviamo le prime e uniche persone di questa gita. Un gruppo di signori che prosegue fino a Cima Ombladet (ancora 400mt di dislivello e un’ora e mezza di camminata) e altri che si fermano come noi a spiluccare qualcosa e a godere del caldo sole di novembre.
Casera Monte Buoi è stata ristrutturata nel 2017 dopo che una valanga l’aveva completamente distrutta.

Casera Monte Buoi

Mentre il sole ci scalda le ossa e la pelle, respiriamo nel quasi totale silenzio il profumo della libertà che si respira solo ad alta quota. L’aria tersa, luminosa, frizzante fa dimenticare quello che ci aspetta a valle. Un nuovo lockdown, un nuovo “ultimo abbraccio” ai nostri genitori che abitano in altri comuni, con la speranza di rivederli presto o perlomeno a Natale. Dalla balaustra della casera volgo lo sguardo verso le pendici della montagna dove gli escursionisti che ci hanno accolto qui sono ormai solo un puntino lontano. Vorrei seguirli, vorrei stare con le montagne ancora un po’ e invece a malincuore prendiamo le nostre cose e scendiamo.

Casera Vas

La discesa inizia lenta, finchè gli alberi non inghiottiranno di nuovo il paesaggio vogliamo assorbire ogni fotogramma di questa escursione. E con Casera Vas, che ha il fascino che solo i vecchi edifici abbandonati hanno, ci immergiamo di nuovo nella foresta che, Vaia a parte, ci accompagnerà fino a Frassenetto. L’unica nota negativa della gita è che per chiudere l’anello è necessario fare un ultimo chilometro sul ciglio della strada.
Ritorniamo all’auto contenti della camminata ma anche nostalgici per quei posti che ci mancheranno tanto.

Questo Autumn Trekking non presenta particolari difficoltà e può essere una valida alternativa ai sentieri vicini. Io mi sono prefissata di ritornarci in primavera per arrivare alla cima che oggi non ho potuto raggiungere.

Per ora i racconti sulle camminate vanno in letargo (forse) con la speranza di potere riprendere presto a viaggiare e scoprire il nostro amato Friuli-Venezia Giulia.

Se sei in cerca di ispirazione per camminate in Friuli-Venezia Giulia, visita la sezione Experiences.

Sentiero CAI: 169
Altitudine: 1725 slm
Dislivello: +650
Salita: 1,5 h
Lunghezza:  12 km per l’anello


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Autumn Trekking: Casera Monte Buoi Ring Route

The View from Casera Monte Buoi

It took me a while to write about this walk. Writing means adding a full-stop to an experience and I would never want to say goodbye to autumn trekking. This year even more.
If you read this story now, in November 2020, you will probably be on lockdown like me. If, on the other hand, you are reading it at some point in the future, I hope you can do this walk as soon as possible. I’d suggest the end of October, you will not regret it.
It was a fantastic trek to say goodbye to my beloved mountains.
Experienced by the trekking on Monte Cuar, on which the crowd had hit us negatively, we decide to explore the wild heart of Carnia, Friuli-Venezia Giulia.
The best about Friuli-Venezia Giulia is that for every famous destination there is an equally wonderful one that few people know. A “Cinderella location“, a rough diamond completely subjugated by the nearby and noisy “stepsisters”. So is the walk towards Casera (cheese hut) Monte Buoi.

The departure is from Sigilletto (UD), the town before Collina di Forni Avoltri. Everyone knows the latter as the start point of the most famous and coveted treks in Friuli-Venezia Giulia. The Mount Coglians, the Volaia Lake, the Spinotti Path, the Marinelli Refuge, and so forth.
And then, in the shadow of the “big ones”, there is Casera Monte Buoi. The difference in height is almost the same as that to reach Volaia lake. The first 500 meters of slop reminisce those of the Pellegrino Path to reach Mount Lussari, (Tarvisio, UD). This trekking is for solitary hearts as you will meet no one and once you arrive at the cheese hut, you can lengthen your trip to the near Cima Ombladet. But let’s go in order.

We park the car in a wide space on the side of the road a few meters before the sign that welcomes us to Sigilletto. In this way, when we’ll close the ring coming from Frassenetto the car will be closer.
The first sign with the indications for the CAI Path 169 path is located in the central square. From which we reach the outskirts of Sigilletto and start our climb.
I already like the beginning, a tunnel of fir trees and a carpet of leaves. On the right then, you can see a mountain hut resulting from the renovation of an old lodge for hay. I stop to look at it for a long time and dream of the moment when I too will possess such a marvel (because it will happen sooner or later, right?).

View on Mount Peralba and Sorgenti del Piave

Reluctantly I continue on. I’m immediately distracted by the CAI 169 path which sharply cuts the forest road. Not far away you can see a dense pine forest, spotted with some golden autumn remnants. We can therefore imagine how the path we are following must have been just a couple of years back. Vaia, the storm that destroyed so many forests in the north-east of Italy, has done her damage here too.
The path to follow, however, is well signposted and alternates short flat sections with steep climbs.
The landscape that we admire among the branches of the remaining fir trees is enough to distract us from the fatigue. Among the leaves, we can spot the peaks around Sappada that so often have framed our trekking. Above all, we greet Mount Peralba and the basin of the Sorgenti del Piave with the affection that would be dedicated to an old friend.
At around 400 meters in altitude, the path enters the forest road. It rises for the remaining 200 meters to the cheese-lodge in regular hairpin bends that finally give way to the panorama. A gentle slight slope that leads us to a crossroads. In front of us Casera Monte Buoi, on the left the road to Frassenetto which we will take to go down.

We cover the last few meters in a few minutes and take our place in the sun in front of the building. Here we find the first and only people on this tour.
A little group continues up to Cima Ombladet (still 400m in altitude and an hour and a half of walking) and another stops like us to nibble something and enjoy the warm November sun.
Casera Monte Buoi was renovated in 2017 after an avalanche had completely destroyed it.
While the sun warms our bones and skin, we silently inspire the scent of freedom that can only be breathed at high altitudes. The clear, bright, crisp air makes us forget what awaits us down.
A new lockdown, a new “last hug” to our parents who we hope to see again soon or at least at Christmas. From the balustrade of the cheese hut, I turn my gaze towards the slopes of the mountain, where the hikers who welcomed us here are now only a distant dot. I would like to follow them, I would like to stay with the mountains a little longer and instead of taking our things and go down.

The descent is slow. Until the trees swallow the landscape again we want to absorb every frame of this autumn trekking. And with Casera Vas, which has the charm that only old abandoned buildings have, we immerse ourselves again in the forest.
We proceed quickly to Frassenetto and head back to our car. The only negative note of the tour is that to close the ring it is necessary to do a last kilometer on the roadside.
We return to the car happy with the walk but also nostalgic for those places that we will miss so much.

This Autumn Trekking does not present particular difficulties and can be a valid alternative to the nearby trails. I set out to return in the spring to get to the top that I couldn’t reach today.

For now, my trekking stories in Friuli-Venezia Giulia are taking a break. I hope to resume traveling soon and make you discover my beloved Friuli-Venezia Giulia.

If you are looking for inspiration for other walking in Friuli-Venezia Giulia, visit the Experiences section.

CAI path: 169
Altitude: 1725 slm
Difference in altitude: +650
Ascent: 1,5h
Length:  12 km for the ring route

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