La felicità è dire “Non vorrei essere altrove se non qui.”

Come nasce The Writer’s Mountain Hut – Parte 3 (Leggi la Parte 1 e la Parte 2)

Le giornate in Malga passavano veloci e se ripenso a quei giorni ricordo due momenti salienti.

Il primo si riferisce ad una giornata di pioggia. Il tempo quel giorno era terribile e non avevamo avuto molti ospiti. Michele mi ha quindi offerto l’opportunità di andare con lui, suo padre e gli altri uomini a mungere le mucche. Sembrava un’impresa facile, ma prima di mungere le mucche dovevamo anche radunarle.

Mucca al Pascolo, Monte Zoncolan

Solo tre mesi prima correvo con i tacchi a spillo in uno dei flagship store della mia azienda per il lancio della nuova collezione. Istruivo il catering e l’agenzia di social media e bevevo Prosecco.
Eppure, eccomi lì, a correre sul Monte Zoncolan, ad accarezzare il culo delle mucche per spingerle vicino alla stazione di mungitura.
Posso garantire che le mucche possono essere animali piuttosto testardi. Soprattutto quando piove e tutti vogliono finire il lavoro il prima possibile per riscaldarsi attorno alla stufa.
A dire il vero, l’unica cosa che ricordo degli eventi a cui ho partecipato a Milano è lo stress, che ha sempre messo in ombra tutto il resto.
D’altra parte, ricordo la brutta tuta che indossavo mentre radunavo le mucche. Ricordo la pioggia sul mio viso. Ricordo di aver provato a mungere le mucche a mani nude. Ricordo il vapore del latte che evapora dal serbatoio. Ricordo di essermi sentita libera e felice.

Il secondo momento saliente coincide con la mia trasformazione. Come nella più classica delle favole, in occasione di Ferragosto, mi è stato dato un costume tradizionale carnico. Non sembravo più la cittadina e a guardarmi attraverso lo specchio era una nuova Elena.

Selfie in malga

Sulla strada di casa ho pianto due volte. Le prime lacrime corsero sul mio viso dopo aver lascito Malga Pozof e il Monte Zoncolan. Mentre scendevo, ho sentito ripiombarmi addosso tutti i problemi e i cattivi pensieri. Le altre lacrime sono arrivate all’uscita autostradale di Udine perché tutto sommato ero felice di tornare a casa.

A settembre sono andata a Milano per insegnare il mio lavoro ai neoassunti. Mentre ero nella mia camera d’albergo, continuavo a guardare le foto e i video che avevo fatto mentre ero a Malga Pozof. Ho avuto nostalgia e non sono mai stata più sicura della mia decisione.

La storia finisce con un altro inizio.

Non sono mai stato disoccupata. Ho subito trovato un altro lavoro nel marketing. Ho riconquistato quello che avevo perso e molto di più. Ora lavoro per una delle migliori aziende del Friuli-Venezia Giulia (se non del mondo). A dicembre 2018 ho conosciuto anche Stefano con cui condivido la passione per la montagna. Ogni anno trascorriamo qualche giorno in una baita isolata, senza elettricità e soprattutto senza collegamento telefonico.
È il modo migliore che conosciamo per riconnetterci con noi stessi e per ricordarci che nella vita c’è di più oltre agli aggeggi costosi.

E poi è nato questo blog.

Spero che diventi uno strumento importante per la promozione del Friuli-Venezia Giulia. Perché? Perché ho scelto questa regione quando il buon senso diceva di andarmene. Ho scelto questa regione perché sono innamorata dei suoi splendidi paesaggi. Penso sia perfetta per chiunque voglia riconnettersi con la natura poiché è ancora facile trovare luoghi incontaminati.

Formaggi a malga pozof

Ho anche aperto questo blog perché credo nel potere curativo di una vita semplice nella natura. È qualcosa che ho vissuto in prima persona. I problemi che tutti affrontano nelle città sono reali, ma spesso sono costruiti dall’uomo. Proprio come i grattacieli. Sono arrivata a pensare che più grande è la città, maggiori sono i problemi ed è per questo che ho scelto quella piccola.

Penso che il mondo sarebbe molto migliore se fossimo tutti montanari e lettori. Non perché lo sia io ma se affronti le montagne in un certo modo, e metti la natura e il rispetto in cima al tuo sistema di valori, sei destinato a essere una persona migliore.

Sono solo una goccia nell’oceano, ma se con le mie parole riuscissi a convincere una persona a ripensare a lei o alla sua vita, la mia missione sarebbe completa. Se riuscissi a convincere qualcuno che passare del tempo nella natura è meglio che comprare cose non necessarie al centro commerciale, la mia missione sarebbe compiuta.
Se riuscissi a convincere una persona a leggere di più, la mia missione sarebbe compiuta.

Non sono un guru, ma penso che tutti meritino il diritto di essere felici. Sfortunatamente, la felicità non è dove ti dicono il marketing e i grandi brand. Credimi, il mio lavoro era vendere alle persone felicità e sogni.

La felicità è dove l’anima è un tutt’uno con l’ambiente. La felicità è dove puoi dire “Non vorrei essere altrove se non qui.”

Ferragosto a malga Pozof

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Happiness is saying “There’s no place I’d rather be”

The Writer’s Mountain Hut, a history – Part 2 (Read Part 1 & Part 2)

Days passed fast in the Malga and if I think about those days, I recall two highlights.

The weather was terrible on that day and we did not host many guests. Michele offered me the opportunity to go with him, his dad, and the other men to milk the cows. It seemed like an easy task, but before milking the cows we also needed to gather them.
3 months earlier I run in stilettos in one of my company’s flagship stores for the launch of the new collection. I was giving instructions to the catering, to the social media agency, and drinking Prosecco.  Yet, there I was, running on Monte Zoncolan, patting cows’ ass to force them near the milking station. 
I can guarantee that cows can be quite stubborn animals. Especially when it rains, and everyone wants to complete the job as soon as possible to warm up around the stove.

If I’m being honest, the only thing I remember about the events I attended in Milan is stress, which obscured everything else. 

On the other hand, I remember the ugly jumpsuit I was wearing while gathering the cows. I remember the rain on my face. I remember trying to milk the cows with my bare hands. I remember the milk’s steam levitating from the milk-tank. I remember feeling free and happy. 

The second highlight coincides with my transformation. As in the most classic of fairy tales, on the occasion of August 15th, I was given a traditional Carnic costume. I no longer looked like the town and looking at me through the mirror was a new Elena.

On my way home I cried twice. The first tears run down my face after leaving Malga Pozof and Mount Zoncolan. As I descended, I felt all the problems and bad thoughts coming back. The other tears arrived when exited the motorway in Udine. I was still happy to return home.

Malga Pozof

In September I went to Milan to teach my job to the new employees.  While in my hotel room, I kept looking back at the photos and videos I had made while at Malga Pozof. I felt nostalgia and was never surer about my decision.

The story ends with another beginning. 

I was never unemployed. I found another job in marketing and I now work for one of the best companies in Friuli-Venezia Giulia (if not the world). In December 2018 I also met Stefano with whom I share a passion for mountains. Every year we spend some days in an isolated hut, with no electricity and especially no phone connection.
It’s the best way we know to reconnect with ourselves and to be reminded that there’s more to life than expensive appliances. And then, this blog was born.

I hope this blog becomes an important tool in the promotion of Friuli-Venezia Giulia. Why? Because I chose this region when common Sense told me to go away. I chose this region because I’m in love with its beautiful landscapes. I also think it’s perfect for those who want to reconnect with nature because it’s still easy to find barely untouched places. If you distance yourself enough from popular routes.

I also opened this blog because I believe in the healing power of a simple life in nature. It’s something I experienced first-hand. The problems that everyone faces in cities are real, but oftentimes they are man-made. Just like skyscrapers. I’ve come to think that the bigger the city, the bigger the problems and that’s why I chose small. 

I think that the world would be much better if we all were mountaineers and readers. Not because I am one. If you face mountains in a certain way, but nature and respect at the top of your value system, you’re bound to be a better person. 

I’m just a drop in the ocean but if with my words I can persuade one person to rethink about her or his life my mission is complete. If I can convince someone that spending time in nature is better than buying unnecessary stuff at the mall, my mission is accomplished. 

If I can convince one person to read more, my mission is accomplished.

I’m not a guru, but I think that everyone deserves the right to be happy. Unfortunately, happiness is not where marketing and brands tell you. Trust me, it was my job to sell people happiness and dreams. 

Happiness is where your soul meets the environment. Happiness is saying, “There’s no place I’d rather be”.

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