Stai Zitta by Michela Murgia

Dopo circa un mese dalla Giornata Internazionale delle Donne e mi ritrovo a parlare di libri e di donne. Non con un libro del passato, questa volta, ma con un testo anno 2021.

Nel post sul saggio “Dalla parte delle bambine”, edito nel 1973, paragonavo quanto descritto nel libro con la mia vita e in sostanza mi chiedevo se la società e la vita delle donne fossero migliorate.

Michela Murgia

Se già avevo qualche dubbio, con “Stai zitta” di Michela Murgia ogni mia indecisione si è dissipata.
Le cose non sono cambiate e forse sono persino peggiorate. Se negli anni 70 la violenza sulle donne era fisica e tangibile, nel 2021 si è sublimata a livello psicologico.
Prima le donne erano segregate in casa, senza soldi, forzate alla condizione di casalinga e cedute come un oggetto di padre in marito.
Ora le donne sono (anche) vittime di una violenza più raffinata e sottile come l’aria. Siamo libere (apparentemente) ma rimaniamo prigioniere di una cultura maschilista che definirei “a guinzaglio”. La corda può essere così lunga da farci provare l’ebrezza della libertà, ma rimane pur sempre una corda che prima o poi “il padrone” richiamerà a sé con l’unico obiettivo di rimetterci al nostro posto. In cucina. Meglio se con una museruola.

Di tutte le cose che le donne possono fare nel mondo, parlare è ancora considerata la più sovversiva” cita la retrocopertina di “Stai Zitta“ ed è proprio sul lessico maschilista che Murgia decide di fare una precisa analisi. Ne risulta una raccolta di nove frasi, con le loro declinazioni, che “non vogliamo sentire più”.
Non fare la maestrina. Ormai siete dappertutto. Brava, e pure mamma! Le peggiori siete voi.
Anche gli uomini vengono discriminati. Sei una donna con le palle. Sei una cougar. Sei proprio bionda. Era solo un complimento
.

Io aggiungo una postilla al sottotitolo di Murgia. Queste frasi sono anche quelle che non voglio pronunciare più.
Perché questa è stata la verità più amara di Stai Zitta. Alle frasi balorde degli uomini siamo tutte fin troppo abituate. Quello che non smette di farmi incazzare, è che la cultura maschilista sia così subdola da infilarsi anche nei discorsi che noi donne facciamo. Io non penso di valere meno di un maschio. Non mi è mai nemmeno piaciuto attirare attenzione e mi reputo un discreto essere pensante. Eppure, le parole, i giudizi e la sensazione di essere perennemente in gara con le altre donne rimane. Razionalmente non saprei nemmeno dire qual è il premio, ma so che ogni giorno una donna si sveglia e sa che dovrà correre più forte delle altre per vincere il premio di più figa, più magra, più intelligente, più madre, più santa e più puttana.

[…] per tenere sottomessa una donna ce ne vogliono altre due: una sola non basta. Se il patriarcato vuole dominare il sesso femminile senza ricorrere continuamente alla forza ha bisogno di convincere delle sue ragioni almeno due terzi delle donne e lo fa offrendo a ognuna il vantaggio che all’altra è negato. Tutte le volte che il femminismo ha raggiunto dei traguardi nei diversi contesti sessisti in cui si è organizzato, lo ha fatto rompendo il rapporto di due contro una.”

Se ogni libro è un regalo, “Stai zitta” è un altro libro che vorrei (virtualmente) regalare a tutte le mie amiche, per focalizzare la loro attenzione su una diversa sfaccettatura della realtà che dobbiamo cambiare.
C’è un’altra persona a cui però ho chiesto di leggere questo testo: Stefano. È inutile immaginare un’utopistica (o forse distopica) società matriarcale senza uomini. È invece importante far capire ai maschi che già hanno la giusta intelligenza e sensibilità qual è la strada giusta da percorrere e l’aiuto che ci possono dare. L’obiettivo è che le generazioni future non siano formate da donne perennemente impaurite e uomini inconsapevolmente tiranni.

Un libro corto, scorrevole e risoluto che ha il potere di scuoterci e svegliarci e che, a dispetto del titolo, ci invita a parlare. Tanto. Soprattutto quando ci viene detto “Stai Zitta”.


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Stai Zitta (Shut Up): a book by Italian author and activist Michela Murgia

A month has gone by after International Women’s Day and I once again talk about books and women. This time, I won’t travel back to the past but consider a recently published Italian book.

In my blog post on the essay “Dalla parte delle bambine” (On the Girl’s side), published in 1973, I compared my upbringing to the one described in the book and I wondered whether society and women’s lives were really changed. I was positive for the future but quite pessimistic about the present.

If I ever had any doubt left, the book “Stai ZItta” (Shut up) by Italian author and activist Michela Murgia was the right occasion to settle them all.

Italian Author Michela Murgia

Things have not changed, at least here in Italy, they are even worse. If, in the 70s, violence against women was most blatant, in 2021 everything has been taken to a psychological level. Before, women were forced to be housewives, had no money, and were sold like stuff from father to husband. Now women are only apparently free. We remain prisoners of a sexist culture that we could compare to a leash. The rope is so long that we almost feel free. But sooner or later we’ll be reminded that we’re not free and we should stay where we belong. In the kitchen, with our mouths shut.

Of all the things women can do, to talk is still the most revolutionary.” Quotes the back cover of “Stai Zitta” and it is precisely on sexist lexicon that Murgia focuses. The result is a collection of nine phrases that “We never want to hear again”.
Women are everywhere! Women are women’s worst enemy. Men get discriminated too. You’re a cougar. You’re such a blond.

I would add something to Murgia’s subtitle. These are also the phrases that I don’t want to say ever again.

That’s the harsh truth of Stai Zitta. We’re more than used to male’s weird and insulting words. What still pisses me off is that sexist culture is so deep and sneaky that it slithers in women’s words too. I don’t think I’m less than a man. I was never desperate for attention. I think I’m also quite smart, but somehow, I always tend to feel in competition with other women. I’m not able to rationalize what I feel. Is not like there’s an award or something. Yet, every day, women wake up knowing that they are supposed to better than other women, thinner, prettier, smarter, more of a mother, more of a saint more of a slut.

“[…] to subdue a woman, it takes two. One is not enough. If the sexist culture wants to dominate females it needs to convince two-thirds of the women that they are given a privilege that is denied to others. Whenever feminism was successful, it organized in a way that broke that ratio.”

If every book is a gift, I’d like to (virtually) donate this one to all my friends, to help them focus their attention on another shade of reality that we need to change.
There’s another person I’d like to read this book: my boyfriend Stefano. It is useless to think of a utopia (or is it a dystopia) where men don’t exist. It’s more important to make men understand which the right path is to follow. The final goal should be appealing to any decent man. We want a society where women are not permanently afraid, and men are not unintentional tyrants.

This is a short book that has the power to shake us and wake us up.

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