Americanah di Chimamand Ngozi Adichie

Fino a non molto tempo fa, Chimamanda Ngozi Adichie non era che un inciso nel corso di una canzone di Beyonce. Era una voce che ammiravo, il cui tono sicuro e affilato, di sfida, quasi insolente esprimeva concetti che sentivo miei. Spesso *** Flawless è comparsa nella mia playlist proprio per sentire Chimamanda, più che Beyonce.

La trama di Americanah

Quando ho trovato Americanah in lingua originale, è stata una gioia inaspettata.
Leggere di Ifemelu, della sua adolescenza in Nigeria, dell’amore per Obinze, del trasferimento negli Stati Uniti e del ritorno in Nigeria è stata una deliziosa rivelazione che ho amato sin dalle prime righe, in cui, oltre ad una bella storia, ho ritrovato la voce e la mente che mi aveva fatta innamorare anni prima.

Le difficoltà di essere una donna in un mondo di uomini, di essere dapprima estranea in un paese straniero e poi straniera, Americanah, nel proprio paese natale. Chimamanda parlava di sé ma in realtà un po’ di tutte (e tutti) noi in alcune fasi della vita: stranieri in casa propria.
Ed ecco quindi evidente il punto di contatto: culture diverse ma mentalità simili. Mondi distanti ma meno di quanto i media vogliono farci credere.
I media appunto. Americanah mi ha fatta sentire in colpa e molto manipolata, nonostante conosca bene quali siano le regole del gioco.

L’ Africa è un prodotto?

L’Africa povera e disagiata che ci viene “venduta” è una bugia, o meglio è una frazione di realtà che ci viene data a rappresentazione del tutto.

È, a tutti gli effetti, un prodotto che qualcuno ha scelto di commercializzare in modo massivo al mondo “occidentale”. Quasi a voler tracciare un solco profondo di demarcazione tra Europa e Africa, nel racconto del continente vengono tralasciati quasi tutti i gli aspetti similari che potrebbero avvicinarci, per enfatizzare quelli che invece ci dividono.

Una donna che sta cambiando le cose

Le differenze emergono solo grazie al confronto con qualcosa di diverso. Una persona nera diventa “di colore” solo quando si trova in un contesto in cui la maggioranza è bianca, proprio come una persona caucasica diventa “di colore bianco” solo quando si ritrova in un contesto diverso da quello abituale. È fuori dalla comfort zone che si notano le diversità ma allo stesso tempo si colgono gli arricchimenti. Il messaggio è quindi chiaro: guardare più in là, andare oltre quello che ci viene detto o siamo abituati a credere.
La respons-abilità è nostra e Chimamanda è il tipo di donna che può cambiare il mondo e farci mutare.
Chi ha vissuto un’esperienza simile a quella di Ifemelu non potrà che trovare nel romanzo una storia schietta nella quali sentirsi rappresentata/o.
Chi invece è lontano anni luce dalle vicende narrate, trova un modo per modificare prospettiva.

Una TED star

Credo sia chiaro quanto io abbia apprezzato Americanah, ma, se non lo hai ancora fatto, oltre a leggere il romanzo, guarda le TED Talks di Chimamanda su “Il pericolo di un’unica storia“, che ribadisce quello che ho appena detto su Americanah, e sul perché “Tutti dovremmo essere femministi”.


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