Camminata tra mare e Carso Triestino alla scoperta di uno dei luoghi più affascinanti del Friuli Venezia Giulia

La Grotta Lesa sul Carso Triestino

Dico spesso che il Friuli Venezia Giulia è una regione strana dove le Dolomiti distano appena due ore d’auto dal mare. Se proprio dovessi selezionare la zona più strana del FVG, forse sceglierei il Carso Triestino. Il Carso è un luogo governato e plasmato da due elementi invisibili: il vento, la Bora, che schiaffeggia il suolo con irriverente violenza e l’acqua che scorre sotterranea, che leviga la roccia e scava grotte grandi come cattedrali.

Scoprire il Carso non è sempre facile ma noi abbiamo avuto la fortuna di essere guidati da Lorenzo Colavizza, guida escursionistico ambientale e fondatore della piattaforma Blawalk.
La camminata sul Carso triestino che trovi di seguito è quella che ci ha proposto lui.

La nostra escursione sul Carso triestino ha come punto di partenza il paese di San Pelagio (Duino Aurisina). Per raggiungerlo da Udine prendi l’autostrada A23 fino a Palmanova quindi prosegui sulla A4 in direzione Trieste. Superato il casello del Lisert esci all’uscita di Sistiana, quindi prosegui fino ad Aurisina dove, poco dopo il centro del paese, troverai uno svincolo sulla sinistra che ti porterà a San Pelagio.

Puoi raggiungere San Pelagio anche dal centro di Trieste con i seguenti autobus. Bus 42: Piazza Oberdan – Opicina oppure Bus 44: Piazza Oberdan – San Giovanni del Timavo; cambio a Prosecco; Bus 46: Prosecco – Samatorza

Dove parcheggiare

Puoi lasciare l’auto in un ampio parcheggio in centro al paese di San Pelagio davanti al Residence Gruden (se il bar ti sembra chiuso ma il cancello è aperto, entra pure, troverai l’ingresso)

Riepilogo escursione e traccia GPX

Questa escursione sul Carso triestino può essere divisa in due parti:
  • La prima che congiunge San Pelagio a Slivia con un giro ad anello
  • La seconda che si sviluppa all’interno del parco Lupinc Škaljunk
Il punto focale è il parcheggio di cui sopra, quindi potrai decidere se farle entrambe o no. 
Nel suo complesso la camminata non presenta difficoltà come strapiombi o dislivelli elevati. Se deciderai di avventurarti nei boschi tra San Pelagio e Slivia devi avere un buon senso dell’orientamento perché ci sono molti sentieri simili che possono causare confusione. I dati e la traccia GPX che trovi di seguito fanno riferimento all’escursione nella sua interezza.
Download file: Passeggiata_sul_Carso_thewritersmountainhut.gpx

Il percorso in breve

Dal centro di San Pelagio, guardando il mare, incamminati verso destra in direzione agriturismo “La Betola”. Quindi, tieni la destra e addentrati nel bosco. Prosegui fino a vedere in lontananza la strada provinciale asfaltata e gira a sinistra.

Continua a camminare nel bosco fino a trovare un sentiero sulla sinistra che ti porterà fino a Slivia dove per un tratto passeggerai su strada asfaltata.
Finito il paese, svolta ancora a sinistra e ritorna nella boscaglia seguendo il sentiero principale fino a tornare a San Pelagio.

Una volta a San Pelagio, ti ritroverai al punto di partenza e potrai decidere se continuare la seconda parte della camminata. In caso affermativo, guardando il Residence Gruden, incamminati a destra sulla strada Località San Pelagio. Poco dopo troverai una strada di campagna sulla sinistra e le indicazioni per raggiungere il parco Lupinc Škaljunk. Oltre ai segnavia del parco troverai anche quelli del CAI.

Una volta all’interno del parco potrai scegliere in autonomia come girarlo. Noi abbiamo visto per prima la Grotta Lesa, poi ci siamo persi tra le trincee, bunker e tipici ripari di pastori simili ai trulli. Per concludere abbiamo raggiunto una torretta da cui è possibile ammirare il golfo. Siamo ritornati alla macchina con lo stesso percorso.

Da San Pelagio a Slivia

NB. Per fare questa parte di sentiero affidati ad un’app come Komoot per seguire la traccia. Ci sono molti sentieri che si intersecano ed è facile perdersi.

La nostra gita sul Carso triestino inizia con tempo incentro, ma l’umore alto. Oggi a guidarci è Lorenzo, guida escursionistica ambientale e fondatore di Blawalk. Dando le spalle al bar/ristorante Gruden ci incamminiamo verso l’agriturismo “La Betola” e già dopo pochi passi incrociamo qualcosa degno di nota.

Lorenzo ci fa fermare in prossimità di una tipica abitazione carsica risalente al 1500. La costruzione è stata recentemente restaurata ed è ora adibita a centro civico. Oltre ad essere interessante per le pietre (del luogo) e il metodo con cui è costruita, è uno dei pochissimi edifici “storici” dell’intero Carso Triestino dopo il deserto lasciato dalle due guerre mondiali.

Noi la oltrepassiamo e ci addentriamo nel bosco. Lorenzo nel frattempo ci racconta il Carso e le sue peculiarità. Tra le tante piante, incrociamo anche i segnavia di un percorso molto particolare.

Il Percorso Gemina

mappa percorso Gemina

L’itinerario Gemina è un percorso di 15,5 km che si sviluppa tra Malchina e Sgonico sfruttando le vie di servizio per le attività agricole. Il dislivello complessivo è di appena 300 metri il che lo rende una gita abbastanza semplice da fare con la bici.

Il nome Gemina è stato dato come omaggio alla strada romana che collegava Aquileia a Trieste. Lungo la via si trovano indicazioni per le Osmize e gli agriturismi della zona.

Slivia

Continuiamo a camminare scambiando qualche chiacchiera e ammirando la natura che ci circonda. Percorriamo tratti nel bosco con alberi così fitti e alti che a volte è strano pensare che a poche centinaia di metri da noi ci sia il mare. La sensazione è quella di essere in un bosco di alta montagna.

Man mano che ci avviciniamo a Slivia però, iniziamo a vedere dei dettagli che in alta montagna non si vedono. Se guardi bene, su alcune pietre noterai dei “bollini” bianchi e rossi simili a dei segnavia CAI. Servono a segnalare l’ingresso di una grotta e nel carso triestino ce ne sono a centinaia. Ne troverai sia prima che dopo Slivia, alcune anche belle grandi.

Usciti dal bosco ci ritroviamo proprio a Slivia. In centro al paese ammiriamo il panorama da vicino alla chiesa, una delle poche ad avere ancora il cimitero vicino. Io amo i cimiteri e quando posso li visito sempre poiché credo che raccontino molto di un luogo. Quello di Slivia, ad esempio, dice che il paese è italiano solo sulla carta. I nomi e le tradizioni sono quelle slovene o comunque quelle della Mitteleuropea che qui si respira a pieni polmoni.

La pietra di Aurisina

Oltrepassata Slivia, torniamo a camminare tra la vegetazione che però qui è più bassa e brulla. Le pietre sono più spigolose ed evidenti così come le grotte.

Lorenzo ci fa fare una piccola deviazione fino ad una cava dismessa della prestigiosa pietra d’Aurisina. Nonostante i graffiti, la pietra sezionata ci permette di vedere cosa succede nelle viscere del Carso triestino, dove la roccia è tenera come il burro e venata dai solchi lasciati dall’acqua.

Continuiamo ancora oltre e facendoci strada tra castellieri, boschi di scornabecco e prati sferzati dal vento ritorniamo a San Pelagio.

Il parco Lupinc Škaljunk

Vicino al centro di San Pelagio troverai le indicazioni per raggiungere il parco Lupinc Škaljunk. La prima cosa da dire sul Parco è che è una proprietà privata che si sviluppa nei territori dell’azienda vitivinicola Lupinc.

Il primo tratto di sentiero ti porterà infatti tra i vigneti anche se con un occhio potrai sempre ammirare il mare.

La Grotta Lesa

Dopo qualche centinaio di metri troverai un’indicazione verso la Grotta Lesa che… in realtà grotta non è più. La Grotta Lesa ha infatti due ingressi e si può attraversare. Dopo una breve discesa e un breve passaggio nell’oscurità (poca) della grotta arriverai in una piccola radura.

Lorenzo ci spiega che in passato la grotta ricopriva interamente il fondo della dolina in cui ci troviamo. Io guardo esterrefatta quello che ci circonda. Dalla radura, l’ingresso della grotta pare la bocca di un animale. Noi dovremmo essere nella sua pancia, ma siamo invasi dalla luce e circondati dalle piante. Sembra un piccolo pezzo di Eden.

Dal lato opposto rispetto alla grotta una scaletta in legno ti farà uscire dalla “pancia della balena” e ti farà entrare nel vero e proprio Parco Lupinc.

Parco Lupinc

Il Parco Lupinc è stato creato in onore di un antenato della famiglia Lupinc e raccoglie in pochi metri quadrati un concentrato delle costruzioni presenti sul Carso Triestino. I muretti a secco, le casite, dei ripari usati dai pastori simili ai trulli pugliesi, e ovviamente le trincee.

La parte più mozzafiato del parco però è una torre in legno che si trova su un piccolo promontorio e offre un bellissimo scorcio sul golfo di Trieste.

Prima di tornare alla macchina, Lorenzo ci fa notare il cratere lasciato da una bomba ora riempito da una miriade di girini.

Perché fare questo giro sul carso triestino?

Perché il Carso è un luogo a dir poco affascinante e questo percorso permette di vederne diversi aspetti. Dalle pinete, alla vegetazione colorata, dai muretti a secco alle grotte fino ai resti bellici.
Si tratta di un itinerario riposante e diverso dalle solite escursioni che si possono fare in Friuli Venezia Giulia.

L’itinerario che ci ha proposto Lorenzo si diversifica anche dalle classiche camminate sul Carso Triestino come la via della Salvia, la strada Napoleonica oppure il sentiero Rilke.

Se è vero che il Carso a volte può sembrare monotono, sono sicura che con questo percorso non ti annoierai.

L’unico lato negativo dell’escursione è la presenza del rumore dell’autostrada A4 che in alcuni punti riesce a sovrastare tutti i suoni della foresta.

Dove a San Pelagio?

Se ti è venuta fame dopo la camminata, in questa zona del Carso Triestino ci sono diversi posti dove puoi mangiare:

  • Osmiza Stubelj: Si trova a San Pelagio a pochi passi dal parcheggio in cui hai lasciato l’auto e l’ingresso è vicino alle indicazioni per il parco Lupinc.
  • Agriturismo Le Torri di Slivia: si trova a Slivia e all’interno del suo parco si possono visitare le omonime grotte.

Le Osmize sono speciali agriturismi tipici del Carso Triestino che servono piatti poveri prodotti nelle stesse aziende agricole. Non sono aperte tutto l’anno ma puoi controllare le date di apertura sul portale Osmize.com.

Elena Feresin


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