Una malga sconosciuta e isolata sopra di Forni di Sopra, Friuli Venezia Giulia

Marcel Proust diceva che il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuove terre ma nell’avere occhi nuovi. Ci pensavo mentre qualche giorno fa guidavamo verso Forni di Sopra, Udine, per fare questa escursione a Casera Tragonia.

Perché visitare Casera Tragonia

Se sei alla ricerca di un luogo in cui isolarti assieme ai tuoi pensieri, Malga Tragonia è il posto per te. E, come se non bastasse, è vicina ad uno dei migliori birrifici della regione.

Partire dal centro di Forni di Sopra

È una afosa giornata di fine Giugno e Forni di Sopra è vestita di allegria per la tipica Festa delle Erbe. Ci godiamo i preparativi delle bancarelle mentre ci allontaniamo dalla piazza principale per raggiungere i sobborghi del paese e quindi il nostro sentiero.

Forni-di-Sopra

Seguiremo il sentiero CAI nr. 209 che troviamo sulla sinistra del Rio Tolina (cercate via Savorgnani). Camminiamo per qualche centinaio di metri, costeggiandolo, e poi ci addentriamo nella foresta che copre le pendici del Monte Lagna.

PARTENZA-SENTIERO-209, Casera Tragonia

È una foresta fitta e maestosa, di abeti rossi, che lascia a malapena intravedere il cielo azzurro attraverso i rami. Di tanto in tanto però, ai lati del sentiero, si scorgono radure soleggiate su cui sorgono vecchi stavoli abbandonati. È una giornata calda in cui l’umidità opprime i polmoni. Non ci sono altre strade se non il ripido sentiero su cui camminiamo. Anche qui, come sull’Anello di Pinzano, non posso fare a meno di interrogarmi sulla vita di chi ha vissuto o lavorato in questi luoghi in un tempo vicino ma lontanissimo.

Oggi siamo in gruppo, ma io salgo più lentamente dei miei compagni di gita. Allontano il chiacchiericcio e mi godo il suono del vento tra le fronde dei faggi. Pondero il fiato, un po’ mi maledico per non aver scelto di andare al mare, ma soprattutto visualizzo il vero obiettivo della giornata: una birra al birrificio artigianale Foglie d’Erba di Forni di Sopra..

monte-lagna, Casera Tragonia

A meno di 100 metri di dislivello dalla nostra meta, incrociamo Casera Aip. Apparentemente inutilizzata, ci offre un momento di pausa e soprattutto il primo scorcio di panorama dell’escursione, fino ad ora. Riprendiamo fiato e continuiamo la salita, che dopo qualche centinaio di metri finalmente si appiattisce in un piacevole falsopiano.

La vallata di Casera Tragonia si apre davanti a noi quasi per caso. Ci appare tutta d’un tratto con i suoi pascoli verdi oltre il Rio Tolina che quassù non è che un piccolo ruscello. Oltre il fruscio dell’acqua, sentiamo i campanacci delle mucche e il confortante profumo di cibo. Siamo davvero arrivati.

Un luogo dove trovare la pace

La casera è pressoché deserta. Ci siamo noi sei, una coppia e il gestore. La vista spazia sulle Dolomiti Friulane e sembra che la casera sia l’unico baluardo di umanità nel raggio di kilometri. Sono piacevolmente stupita. Non credevo potesse esistere ancora un posto del genere. Lontano dalla gente e dal turismo di massa. Lontano dalle foto su Instagram (un po’ mi sento in colpa quasi a metterle), lontano dai selfie ma vicino alla natura.

Il gestore ci coccola. Forse non gli capita spesso di vedere gruppi così numerosi dalle sue parti. Ci prepara un piatto di pasta, ci porta la torta, il caffè dalla moka. Ci offre una grappa ma ci svela solo a bicchierino vuoto il gusto: mugo per i maschi, semi di “cjergiej” per le donne..
Il silenzio della canicola di inizio pomeriggio è interrotto solo dal ronzio degli insetti. Quello e la stanchezza della salita mi assopiscono e mi ritrovo appisolata sul tavolo di legno.
Mi sveglia Stefano per chiedermi se voglio qualche foto. Annuisco, gli chiedo di fare veloce e poi scendiamo.

L’intenzione era di chiudere questa escursione a casera Tragonia utilizzando la pista forestale, sentiero CAI 208, ma dietro consiglio del Casaro ci avventuriamo lungo il sentiero 223a. Dal punto di vista della velocità di discesa si rivela la scelta giusta, ma non da quello della praticità. Incrociamo diversi alberi caduti, probabilmente a causa di Vaia. Dopo qualche tratto fangoso raggiungiamo Località Puonsas dove mi trovo ad ammirare stavoli deliziosi appena ristrutturati. Qui inizia il duro ritorno alla realtà. Il sentiero 223 lascia finalmente spazio alla strada forestale (asfaltata) 208 che ci riporta velocemente a Forni di Sopra e al punto di partenza.

Casera Tragonia e il Sentiero delle Malghe di Forni di Sopra

Casera Tragonia rientra nel “Sentiero delle Malghe di Forni di Sopra”. Il percorso completo parte da Malga Varmost, tocca Casera Tartoi, prosegue fino a Casera Tragonia scende a Casera Aip e ritorna a Forni di Sopra. Se fatto interamente a piedi, prevede un dislivello positivo di oltre 1000 metri contro gli 800 abbondanti che abbiamo fatto noi.

Anche Casera Tragonia fa parte degli itinerari proposti nel libro i Sentieri del Bosco di Sentieri Natura che però suggerisce il giro al contrario. Per quanto la salita con il sentiero 209 non presenti alcuna difficoltà tecnica, è abbastanza pendente. Per il bene delle mie ginocchia non so se avrei preferito farla in discesa. Salendo dal 209 invece, per il rientro, si può optare direttamente per la strada forestale che è meno ripida.

Quale sentiero scegliere per salire a Casera Tragonia

Su internet, inoltre, molti consigliano di fare questa escursione in inverno con le ciaspole o gli sci. Considerata l’afa del sottobosco, posso condividere la scelta. Credo però che la salita invernale valga solo a patto che ci sia la neve. Senza neve il paesaggio invernale potrebbe risultare fin troppo malinconico rispetto a quello verde smeraldo di cui abbiamo goduto noi.

Spero che questa escursione a Casera Tragonia ti sia piaciuta.
Ci vediamo sui sentieri.

Riepilogo escursione 

  • Lunghezza: 12 kmDislivello: +800
  • Durata: 6 ore (pausa inclusa)
  • Sentiero CAI: 209, 223a e 208
  • Adatta ai bambini?: Abituati a camminare
  • Sentieri simili: Capanna Cima Muli


2 Comments

Nautilus · Luglio 6, 2021 at 8:26 pm

La parola “casera” ha un corrispondente in rumeno, cioè “cășărie”, una parola regionale usata in alcune zone di montagna. La buona vecchia lingua latina… 🙂

    eskodermaz · Luglio 8, 2021 at 3:54 pm

    Vero! Quando dicono che tutto il mondo è paese, è vero ☺️

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