Escursione a Casera Val Binon, la casera sperduta tra le Dolomiti Friulane

Casera Val Binon

Mi sono innamorata di Casera Val Binon appena l’ho vista. Era in una foto scattata da Stefano durante l’Anello delle Dolomiti Friulane. Credo che ad affascinarmi siano state le parole che ha usato Stefano per descriverla: difficile da raggiungere, isolata e senza connessione.
Immediatamente dopo il colpo di fulmine è arrivato lo scontro con la dura realtà. All’epoca non sarei stata in grado stata in grado di affrontare 1200 metri di dislivello in una giornata. Dovevo farne ancora parecchia di strada in montagna per arrivare con le mie gambe alla casera del mio cuore.
Due anni dopo, nel luglio del 2021, ce l’ho fatta!

Questa escursione estiva a Casera Val Binon mi resterà nel cuore. Sicuramente perché il luogo è magico come me l’ero immaginata. Ma soprattutto perché è una camminata che sa di vittoria. È un obiettivo raggiunto, una paura affrontata e la riprova che, almeno in qualche caso, il lavoro paga.

Tra le Dolomiti Friulane ci sono diversi sentieri che portano a Casera Val Binon. Due sono le opzioni sono più semplici: dal Rifugio Giaf (Forni di Sopra, UD) che è quella che abbiamo scelto noi, e dal Rifugio Pordenone (Cimolais, PN).
Entrambi i percorsi sono parte dell’Anello delle Dolomiti Friulane.
  • Raggiungere Casera Val Binon dal Rifugio Pordenone: Il sentiero CAI è il più semplice, diretto e con meno metri di dislivello. Perché non lo abbiamo scelto? Perchè il sentiero è interrotto da un guado che si riempie con la pioggia. Se nei giorni precedenti l’escursione non ha piovuto, è un’opzione percorribile. Se invece ha piovuto, potresti trovarti sulla riva del torrente a cercare di capire dove è meglio attraversarlo. Stefano si era trovato proprio in questa situazione durante l’anello ed è ha valutato che fosse più sicuro prendere il sentiero dal Rifugio Giaf.
  • Raggiungere Casera Val Binon dal Rifugio Giaf. Salire a Casera Val Binon dal Rifugio Giaf è un molto più impegnativo ma niente che gambe e fiato allenati non possano fare. Si parte da Forni di Sopra, si segue il sentiero CAI 346 fino al Rifugio Giaf e da lì si prosegue sul sentiero 361 fino a Forcella Urtisel. Raggiunta la Forcella si scende a Casera Val Binon. Siamo rientrati usando lo stesso percorso.

Come raggiungere il Rifugio Giaf

Da Udine guida verso nord in direzione Tolmezzo (l’uscita dell’Autostrada A23 è Carnia), poi prosegui verso Villa Santina. Spingiti ancora verso nord toccando i paesi di Enemonzo, Ampezzo, Forni di Sotto e quindi Forni di Sopra. Oltrepassa quest’ultimo e dopo poco troverai le indicazioni per il Rifugio Giaf.

Riepilogo Escursione e traccia GPX

L’escursione a Casera Val Binon può essere divisa in tre parti:
  • Da Forni di Sopra al Rifugio Giaf con sentiero molto facile e adatto a tutti
  • Dal Rifugio Giaf a Forcella Urtisiel 
  • Da Forcella Urtisiel a Casera Val Binon
Il sentiero del ritorno è lo stesso dell’andata.
Download file: Casera Val Binon_thewritersmountainhut.gpx

L’escursione a Casera Val Binon in breve

Da Forni di Sopra sali al Rifugio Giaf, puoi scegliere la strada forestale o il sentiero CAI 346

Una volta al Rifugio Giaf, nello spiazzo sotto il rifugio, troverai sulla sinistra un segnavia in legno con le indicazioni del sentiero 361 verso Forcella Urtisiel e Casera Val Binon. Ti ritroverai presto a salire una scalinata di gradoni ampi, al termine della quale giungerai ad un altro bivio. Procedi verso sinistra e affronta il ghiaione per arrivare a forcella Urtisiel.

Raggiunta la forcella riuscirai già a scorgere Casera Val Binon in lontananza. Riscendi l’altro lato della forcella e, con un piacevole tratto in falsopiano che ti consentirà di ammirare un panorama mozzafiato sulla Val Cimoliana, arriverai alla Casera.

Il ritorno si fa sulla stessa strada.

Da Forni di Sopra al Rifugio Giaf

L’escursione a Casera Val Binon inizia con una delle camminate più semplici che tu possa fare tra le montagne friulane: la salita al Rifugio Giaf. Se sei alle prime armi fermati pure al rifugio e gusta uno dei fantastici piatti che vengono preparati lì.

Per fare la camminata nella sua interezza noi siamo partiti molto preso, alle 8:20 eravamo già in marcia verso il Rifugio Giaf. Dato l’affollamento del rifugio considera anche tu una partenza tattica al mattino presto.

Rifugio Giaf: un sentiero molto facile e adatto a tutti

Lasciata l’auto e superato il ponte sul torrente Giaf ti troverai davanti ad un bivio.
A sinistra troverai la strada forestale mentre a destra potrai proseguire sul sentiero CAI 346. Hai davanti uno di quei rari casi in cui scegliere la strada forestale non comporta un aumento eccessivo dei km e del tempo. Scegli l’opzione che ti ispira di più.

Noi decidiamo di scaldare i muscoli sul sentiero quindi ci incamminiamo sulla traccia CAI che prosegue parallela al corso del Rio Giaf. Sono salita molte volte al Rifugio Giaf, la prima delle quali quando non avevo che pochi anni, ma per la prima volta sento le farfalle nello stomaco perché questa volta lascerò il porto sicuro del rifugio e mi spingerò sul friabile terreno del ghiaione.

Il bosco, il profumo di muschio e il suono del torrente hanno un potere calmante su di me e ad ogni passo mi sento più tranquilla o forse semplicemente rassegnata.

Se sceglierai il sentiero ci sarà un unico tratto a cui devi prestare attenzione ed è quello immediatamente successivo al secondo attraversamento del Rio Giaf. Qui, infatti, il sentiero si restringe e risale il fianco della montagna con un curve strette che ti faranno guadagnare rapidamente quota. Finita questa sorta di scalinata naturale ti immergerai di nuovo nel bosco e in pochi minuti raggiungerai prima una vecchia casera, ora adibita a bivacco invernale, e poi il Rifugio Giaf.

Il Rifugio Giaf è accessibile anche in inverno. Se ti interessa ne ho parlato qui.

Al Rifugio Giaf con i bambini

diario su salita bambini al rifugio giaf
Un estratto dal diario delle camminate della mia mamma. La mia seconda salita al Rifugio Giaf a 4 anni.

Se hai bambini piccoli, il Rifugio Giaf è un’ottima meta da raggiungere anche con loro. Te lo posso garantire sulla mia pelle. Ho iniziato a salire il sentiero 346 Rifugio Giaf con le mie gambe attorno ai 4 anni.

Dal Rifugio Giaf a Forcella Urtisiel

In questa escursione a Casera Val Binon, il Rifugio Giaf fa da spartiacque tra la camminata accessibile a tutti e l’escursione per i più esperti.

Nello spiazzo sottostante il rifugio, un segnavia in legno indica la direzione da seguire per raggiungere Forcella Urtisiel e quindi Casera Val Binon. Il sentiero CAI è il 361.

Il momento che più temo si sta avvicinando sempre di più, ma prima di raggiungerlo c’è un’altra fatica da affrontare. Poco dopo aver lasciato il Rifugio Giaf, infatti, troverai la migliore palestra naturale di step: un tratto a gradoni molto alti e profondi che ti rallenteranno un pochino. Se non altro la vegetazione bassa ti consentirà di godere di una splendida vista sulle Dolomiti Friulane da un lato e sulla valle di Forni di Sopra dall’altro. Se ti concentri potresti persino vedere Casera Tragonia e le altre malghe di Forni.

Al termine dei gradoni ti troverai davanti ad un bivio. L’escursione verso Casera Val Binon continua sulla sinistra dove ad attenderti troverai il mio temutissimo ghiaione.

Non ti nascondo che ero abbastanza preoccupata e non appena ho smesso di vedere l’erba accanto ai piedi, le gambe hanno iniziato a tremare! Situazione ideale per una superficie stabile come la ghiaia.

Pian piano e con l’incoraggiamento di Stefano sono riuscita ad avanzare e a raggiungere la forcella. Con il senno di poi, è stato meno terribile di quello che mi aspettavo e in discesa ho preso persino sicurezza. Mi ha aiutato concentrarmi sulle Dolomiti, non mi ero mai avvicinata così tanto a loro, non mi ero mai sentita così minuscola e al tempo stesso estasiata. La bellezza è sempre fonte d’ispirazione, anche in queste situazioni.

Da Forcella Urtisiel a Casera Val Binon

In piedi su Forcella Urtisiel ti troverai davanti uno spettacolo alquanto bizzarro. Se il lato che dà sulla valle di Forni di Sopra è ghiaioso e arido, quello che dà sulla Val Cimoliana è un tripudio di vegetazione lussureggiante. Incredibile che in corrispondenza di Forcella Urtisiel a dividere questi ambienti così diversi siano un paio di metri appena.
La vista delle piante mi ha tranquillizzata ma soprattutto da lì ho potuto finalmente posare gli occhi sulla mia meta.

La discesa dalla forcella avviene su un sentiero con tornanti molto stretti che ti faranno scendere di quota velocemente e ti immergeranno tra i cespugli di pino mugo.

A discesa finita troverai un lungo tratto in falsopiano. Il sentiero corre a mezza altezza sul fianco della montagna ma è abbastanza ampio e senza tratti esposti. La cosa più bella è che è affacciato sulla Val Cimoliana e ti farà quindi godere di una vista incredibile sulla valle che ospita il Rifugio Pordenone, altro punto d’accesso a Casera Val Binon.

Man mano che la traccia si avvicina alla casera è un crescendo di alberi, cespugli, fiori e insetti. Se ti sembra di arrivare nel paese incantato, tutto normale.

verso-casera-val-binon, val cimolaiana

Casera Val Binon

Casera Val Binon è apparsa non appena passata la forcella, ma vederla spuntare tra gli alberi è stata un’emozione che difficilmente dimenticherò. Mi batteva il cuore più che durante la salita.
Avvicinarsi nell’area della casera dà subito la sensazione di essere in un altro mondo di cui solitamente si ha esperienza solo nei film o nei libri.

A darci il benvenuto in casera è Denis, un omone dal forte accento triestino. Gestisce la casera da solo, in compagnia del suo cane. Nonostante il suo aspetto possa intimorire, ci accoglie calorosamente offrendoci da bere e chiedendoci se vogliamo un piatto di pasta. Mentre l’acqua bolle, racconta a noi e agli altri ospiti la sua quotidianità in casera. L’elicottero non è ancora riuscito a salire e le provviste scarseggiano, quelle che ci sono le hanno portate a piedi Denis e un gruppo di amici. Il cellulare non prende, l’unico modo per comunicare con l’esterno è il telefono satellitare. Attende un gruppo di persone che dormirà in casera.

Finita la bibita è tempo di ritornare sui nostri passi, mentre le nuvole del pomeriggio oscurano il cielo.

Casera Val Binon

Contatti Casera Val Binon

Se vuoi contattare Casera Val Binon, ti lascio il numero di telefono e la mail. Per sapere le date di apertura segui la pagina Facebook.

Perchè visitare Casera Val Binon

Perché è l’angolo più Into the Wild del Friuli Venezia Giulia.

La casera si trova in una valle completamente isolata dal resto del mondo che ti farà godere della natura da una prospettiva unica, gustandone il lato più selvaggio. Il paesaggio attorno a Casera Val Binon non è inquinato dall’uomo, non ci sono case (e nemmeno se ne vedono), tralici o strade. Il telefono non ha segnale. È un luogo in cui stringere amicizia è questione immediata, sia con il gestore che con gli altri escursionisti, uniti dalla comune fatica di aver raggiunto un luogo quasi inaccessibile ai più (pigri). È un luogo da cui osservare la natura da spettatore, senza distrazioni.

E in caso ve lo stesse chiedendo, sì a casera Val Binon si può anche pernottare. Dev’essere un’esperienza magica che voglio sicuramente provare in futuro.

Casera Val Binon si può raggiungere con i bambini?

Lungo il percorso abbiamo incrociato qualche bambino sui 10 anni che però non sembrava molto contento della sfacchinata. Forse la strada dal Rifugio Pordenone è più semplice.


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