Ciaspolata al Villaggio Cocco: una camminata sulla neve nei dintorni di Ugovizza nel paradiso dello scialpinismo

ex villaggio minerario cocco innevato a Ugovizza

Esistono due tipi di amanti della neve: quelli che la vogliono liscia come una tavola per scendere i pendii delle montagne a tutta velocità con gli sci e quelli che la cercano ancora vergine e inesplorata per imprimerci sopra le proprie impronte. Noi facciamo parte del secondo tipo e questa ciaspolata al Villaggio Cocco a Ugovizza è stata davvero spettacolare.

Se cerchi una ciaspolata in Friuli Venezia Giulia semplice ma non banale, continua a leggere per scoprire tutti i dettagli.

La ciaspolata al Villaggio Cocco parte nei pressi del Rifugio Gortani a Ugovizza.
Per raggiungerlo da Udine, guida in direzione Nord verso Tarvisio. Se userai l’autostrada A23, l’uscita di riferimento è Pontebba.

Raggiunta Pontebba prosegui verso Tarvisio, oltrepassa il paese di Malborghetto e la galleria immediatamente successiva. Una volta ad Ugovizza, poco dopo la farmacia, troverai sulla sinistra Via Uque e le indicazioni per il Rifugio Gortani. Prosegui fino ad arrivare ad un bivio in corrispondenza di uno spiazzo largo e prendi la strada a sinistra che ti porterà al parcheggio Val Rauna.

IMPORTANTE
La strada viene pulita anche in caso di neve ma è necessario avere gomme invernali per raggiungere il parcheggio in modo agevole.

Riepilogo Escursione e traccia GPX

L’escursione al Villaggio Cocco non è tecnicamente difficile (nemmeno con le ciaspole) e non ci sono tratti esposti. La consiglierei tuttavia solo ad escursionisti esperti poiché ci sono pochi punti di riferimento, che diminuiscono con la neve.

Per questa escursione è particolarmente consigliato il supporto di un’applicazione con GPS.

La puoi scaricare dopo la mappa. 

Download file: Gortani_e_Villaggio_Cocco_.gpx

Ugovizza la patria degli scialpinisti

Se deciderai di fare questa camminata sulla neve a Ugovizza, ti sarà subito chiaro chi sono i padroni indiscussi di questa zona del Tarvisiano: gli scialpinisti. Ed è assieme a loro che iniziamo la nostra ciaspolata al Villaggio Cocco.

Dopo circa 200 metri, arriviamo ad un bivio, al cui centro è posizionata una deliziosa statua in legno che raffigura un bambino che suona il piano. Noi teniamo la destra e procediamo verso il Rifugio Gortani.

La strada, per ora, è sgombra dalla neve ma teniamo le ciaspole in mano per qualsiasi evenienza. La salita è costeggiata da tante adorabili baite ma se ne scorgono molte altre in mezzo ai prati.

Dopo qualche centinaio di metri, troviamo il Rifugio Gortani sulla destra. Con questo fresco e il profumo di polenta, la tentazione di fermarsi subito è alta ma noi procediamo dritti. Lo ritroveremo alla fine del giro.

In corrispondenza dell’ultima casa (secondo me la più graziosa) si conclude anche il lavoro dello spazzaneve. È arrivato il momento di indossare le ciaspole.

uomo che cammina su una strada innevata
bosco innevato

Una ciaspolata senza punti di riferimento

Basta fare qualche passo nella neve fresca e constatare la totale assenza di segnavia CAI per comprendere quanto scritto da Davide di Bagaglio Leggero nel suo articolo su questo luogo. Lungo la ciaspolata al Villaggio Cocco ci sono pochissimi punti di riferimento. Non ci sono cartelli e/o i familiari segni di vernice rossa e bianca sugli alberi.

Seguiamo con doverosa gratitudine la traccia lasciata dagli scialpinisti che, oltre ad aprirci la strada rendendo meno faticosa la ciaspolata, ci permette di avere un’indicazione abbastanza precisa su dove andare.

Il sentiero verso il Villaggio Cocco si eleva in modo inizialmente costante poi più repentino, quando la salita si snoda in stretti tornanti che ci fanno guadagnare velocemente metri di dislivello. Attorno a noi, il bosco addobbato a festa grazie alle recenti nevicate che di tanto in tanto ci lascia ammirare qualche scorcio sul panorama circostante.

strada forestale innevata verso Villaggio Cocco

Ultimo sforzo fino al Villaggio Cocco

Arriviamo ad un bivio e finalmente ad un cartello: per il Villaggio Cocco si va a destra. Il tratto di sentiero che segue è forse il più complicato poiché troviamo qualche albero caduto e dei restringimenti.

Per fortuna il tratto è breve e in men che non si dica possiamo continuare la nostra ciaspolata al Villaggio Cocco su una comoda una strada forestale (tieni sempre la destra) che, con pendenza moderata, ci accompagna fino al Villaggio Cocco.

Il Villaggio Cocco

Forse sarebbe più accurato dire ex Villaggio Cocco perché del villaggio non rimane che un unico massiccio edificio in pietra.

Leggendo online, scopriamo questo luogo ospitava fino agli anni 60 un villaggio minerario. Documenti storici certificano che l’attività estrattiva venisse fatta già nel 1500. L’apice però si raggiunse in periodo asburgico fino al completamento del villaggio negli anni 40.
Tutte le attività vennero bloccate durante la Seconda Guerra Mondiale e non vennero più ripresa.

Le foto estive del Villaggio Cocco, oltre all’edificio principale, mostrano solo qualche muretto in pietra tra l’erba. La neve, purtroppo, ci toglie anche quel misero appiglio per lavorare di fantasia.

La natura si riprenderà tutto. Mi dico spesso e comparando le foto d’epoca con quello che ci sta davanti non è difficile da credere.

Monte Cocco e Cima Bella

Proseguiamo oltre il villaggio riaddentandoci nel bosco. Il nostro obiettivo ora è incrociare la strada forestale che sale al Monte Cocco dalla locanda al camoscio.

Da qui diventa più difficile spiegarti il percorso da seguire. Persino le tracce degli sci alpinisti si fanno più confuse. Aiutandoci con il GPS risaliamo tratti di sentiero e di strada forestale fino a raggiungere l’ampia vallata da cui si può salire al Monte Cocco e Cima Bella.

Per oggi, noi lasciamo le vette agli scialpinisti e ci incamminiamo verso la seconda parte dell’anello che ci riporterà al Rifugio Gortani e quindi al parcheggio.

Verso la Locanda al Camoscio

La discesa lungo la strada forestale è rapida e facilitata dalla neve fresca.
Oltrepassiamo una baita meravigliosa in corrispondenza della quale la strada si trasforma in un pratone spazioso ricoperto di neve su cui ruzzolare e divertirsi senza troppi pericoli.

Scendiamo il pendio a tutta velocità e in men che non si dica arriviamo in prossimità di alcune baite vicino alle quali troviamo di nuovo una strada ben tracciata.

donna con baita innevata
panorama innevato con baita

Arriviamo così al Rio Uqua e quindi alla Locanda Al Camoscio. Se vuoi fare una pausa prima di proseguire, l’agriturismo è aperto, così come quello vicino chiamato Rosič (dove si mangia molto bene).

Case da servire significa strada pulita. Per qualche centinaio di metri trasciniamo le ciaspole fino a raggiungere un ponte e intersecare parte del Puanina Tour.

(Se non sai cos’è il Puanina Tour clicca qui)

Il Puanina Tour e il rientro al Rifugio Gortani

Attraversiamo il primo ponte che troviamo sulla destra ci riportiamo lungo il percorso del Puanina Tour. Da qui, trovare il rifugio Gortani è molto semplice poiché ben segnalato.

Ritorniamo così all’alpe di Ugovizza, dove i prati imbiancati costellati di baite sono forse (forse) più belli della Val Bartolo.

Come ciliegina sulla torta, altre a tanti bei ricordi, da questa gita torno a casa anche con un libro grazie al punto bookcrossing trovato lungo la strada.

Prima di ritornare alla macchina, una pausa al Rifugio Gortani è d’obbligo. Noi ci siamo fermati per un pezzo di torta e per qualche coccola con i tanti cani e gatti che abitano il locale.

casetta bookcrossing a Ugovizza

Perché fare la ciaspolata al Villaggio Cocco

Perché nonostante sia frequentato da molti scialpinisti, questa camminata sulla neve in Friuli Venezia Giulia è ancora abbastanza selvaggia.

È l’ideale per te se ami vagare nella natura selvaggia e magari perderti un po’ nella natura e nei tuoi pensieri.

Ti è venuta fame dopo la camminata?

Il cibo è una cosa seria e nei dintorni di Ugovizza c’è l’imbarazzo della scelta. Oltre al Rifugio Gortani, qui sotto trovi alcune proposte sono state provate direttamente (tranne una).

  • Agriturismo Rosič: cibo e ambiente sono rustici e il rapporto qualità prezzo è da “diesci“. Qui potrai gustare i tipici piatti Friulani come se fossi dalla nonna che abita in montagna.
  • Ristorate Rio Argento: si trova subito dopo la galleria che menzionavo prima. Non l’ho mai provato di persona ma ho sentito pareri positivi. 

E se vuoi spingerti verso Travisio non dimenticarti di:

  • I dolci di Irma: in centro a Valbruna. Torte fatte in casa e oggettistica da chalet di montagna. Una vera chicca.
  • Dawit Haus: sulla rotonda che porta alla Funivia del Lussari. Hanno proposte dolci e salate sia da gustare al momento che da acquistare.

Cerchi consigli per altre ciaspolate in Friuli Venezia Giulia?

Elena Feresin


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