Laghi D’Olbe, Monte Lastroni e Passo del Mulo: un trekking a Sappada che accontenta tutti

Laghi d'olbe visti dal Monte Lastroni Sappada

I Laghi d’Olbe sono una delle più amate camminate a Sappada. Relativamente facili da raggiungere, offrono un paesaggio a dir poco appagante.

La cima più famosa nelle vicinanze dei Laghi d’Olbe è il Monte Lastroni (2449 slm), la cui croce di vetta è avvicinabile con una camminata relativamente semplice.

Infine, per chi proprio cerca il brivido, dai Laghi d’Olbe si arriva anche al Passo del Mulo da cui si gode di una bellissima vista sulla Val Visdende.

Questi tre posti, Laghi D’Olbe, Monte Lastroni e Passo del Mulo, possono essere uniti da un unico trekking ad anello per Escursionisti Esperti, da fare in senso opposto a come ho scritto le località.

Insomma, i Laghi d’Olbe comprendono escursioni di diversi gradi di difficoltà che soddisfano sia chi è alle prime armi sia chi ha già una buona esperienza in montagna.

Diciamo che un po’ tutti i sentieri a Sappada portano ai Laghi D’Olbe.
Non è vero ovviamente ma questi due ameni laghetti sono davvero gli indiscussi protagonisti di diverse escursioni nel sappadino. 

I sentieri più popolari per arrivare ai Laghi D’Olbe sono però due:

  • Dal Rifugio Sappada 2000, “barando” un po’ sulla salita con la seggiovia e proseguendo sul Sentiero CAI 140Difficoltà E (qui puoi controllare le date di apertura)
  • Dalla Baita al Rododendro in Val Sesis con il Sentiero CAI 138 oDelle Portatrici” di Difficoltà E. Questa traccia prosegue fino in cima al Monte Lastroni.
Chi ha già molta esperienza in montagna ed è in vena di masochismo, può prenderla (molto) alla larga e fare un lungo itinerario a piedi che tocca le Sorgenti del Piave, Sella Franza, il Passo del Mulo, il Monte Lastroni, i Laghi D’Olbe e rientra alla Baita Rododendro. 

Noi che alla domanda “Ma e il mare?” rispondiamo “Giammai”, abbiamo ovviamente fatto l’ultimo sentiero descritto ed è lungo tale traccia che ti porterò con me.

Oltre a questi sentieri, i laghi d’Olbe possono essere raggiunti anche con il sentiero CAI 140 partendo dalla Borgata Cottern di Sappada, passando sempre per il Rifugio Sappada 2000, oppure con il sentiero CAI 141 che parte dalla Borgata Granvilla e passa per il Rifugio Monte Ferro. 

Hai già visitato i Laghi d'Olbe?

Raccontami la tua esperienza nei commenti! Potrebbe essere utile ad altri utenti. S invece userai questo articolo per la tua gita, dimmi com'è andata!

Come raggiungere i Laghi D’Olbe e dove lasciare l’auto

Innanzitutto, dovrai arrivare a Sappada. Da Udine guida in direzione nord verso Tolmezzo, quindi prosegui verso Villa Santina e supera Ovaro, Rigolato e Forni Avoltri.

Una volta a Cima Sappada hai queste possibilità:
  • Se vuoi utilizzare la seggiovia, il punto di partenza è in via Borgata Kratten/via Borgata Soravia dove troverai anche parcheggio
  • Se vuoi salire ai Laghi d’Olbe dalla Baita al Rododendro o fare l’anello che tocca anche il Passo del Mulo e il Monte Lastroni, svolta a destra in corrispondenza della chiesetta di Cima Sappada. Troverai le indicazioni verso il Monte Peralba e le Sorgenti del Piave. Prosegui fino alla Baita al Rododendro dove potrai lasciare l’auto. Se deciderai per il giro lungo puoi proseguire ancora un po’ e parcheggiare su uno spiazzo a bordo strada sulla sinistra in corrispondenza di una baita chiamata “Hocsen Hütte. Noi abbiamo fatto così in modo da distribuire questo tratto dell’anello tra andata e ritorno. Ti sconsiglio invece di parcheggiare alle Sorgenti del Piave.
ATTENZIONE! La strada che porta alle Sorgenti del Piave è molto stretta e in alcuni tratti ripida.
Due auto passano a stento attenzione!

Riepilogo Escursioni e traccia GPX

Qui di seguito ti lascio le informazioni relative ai tre percorsi. Nella descrizione dell’itinerario ti parlerò invece del trekking ad anello più lungo poiché più completo.

Sentiero facile ai Laghi d’Olbe

Laghi d’Olbe da Baita Rododendro e Monte Lastroni

Trekking ad anello Sorgenti del Piave, Passo del Mulo, Monte Lastroni

Download file: Anello Laghi Olbe-Monte Lastroni - Passo del Mulo_thewritersmountainhut.gpx

L’itinerario in breve

Lasciata l’auto davanti baita Hocsen Hütte, seguiamo i segnavia di colore giallo che indicano il sentiero naturalistico 8 “Lungo Piave Sesis”.  

Risaliamo il percorso immersi nel bosco per circa 20/30 minuti fino ad arrivare ad un bivio. Procediamo a sinistra e poi, al secondo bivio, a destra seguendo il sentiero CAI 136/129 (come vedi dalla foto il numero è stato ritoccato a penna, ma tale modifica non è ancora stata fatta su tutti i segnavia).

segnavia Sentiero-CAI-136-Sappada

Ci avviciniamo al fianco della montagna camminando tra i mughi. Qui la traccia è facile da seguire perché non ci sono più bivi, ma è impervia. Si snoda tra grandi massi da scavalcare e diversi ghiaioni da attraversare, con qualche tratto esposto.

In prossimità di Sella Franza il sentiero si allarga e ritorna ad essere circondato da rassicuranti prati. Una volta alla Sella, troverai un crocevia di sentieri. Il nostro continua sul sentiero CAI 135 verso il Passo del Mulo.

All’inizio la traccia si snoda comodamente a zig zag, ma più ci si avvicina al passo più è necessario inventarsi la strada e avere piedi ben saldi.

Dal Passo del Mulo riscendiamo il sentiero lato laghi e a circa metà strada svoltiamo a sinistra per raggiungere il sentiero CAI 138 e proseguire la gita al Monte Lastroni. La mulattiera è abbastanza ampia e non particolarmente esposta. 

Il sentiero prosegue tranquillo fino alla cima. Nell’ultimo tratto prima di arrivare alla croce di vetta in cui è necessario arrampicarsi sulle rocce con le mani.

Dal Monte Lastroni riscendiamo ai Laghi d’Olbe quindi prendiamo il sentiero 138 fino alla Baita al Rododendro. 

Arrivati al Rododendro, copriamo gli ultimi 3 km fino alla macchina in parte sul sentiero naturalistico del Lungo Piave e in parte sulla strada asfaltata.

Se non vuoi fare questo anello ma comunque toccare la cima del Monte Lastroni, usa il sentiero 138 dalla baita al Rododendro sia all’andata che al ritorno.

Anello Laghi D’Olbe, Monte Lastroni e Passo Del Mulo

Questo lungo trekking in Friuli Venezia Giulia può essere diviso in 4 parti
  1. Il sentiero Lungo Piave Val Sesis
  2. Dalle Sorgenti del Piave al Passo del Mulo e discesa
  3. Monte Lastroni e Laghi d’Olbe: il sentiero CAI 138
  4. Da i Laghi D’Olbe alla baita al Rododendro

Il sentiero Lungo Piave Val Sesis

Lasciamo l’auto in uno spiazzo a bordo strada, circa 3 km dopo la Baita al Rododendro. Decidiamo di parcheggiare qui per dividere equamente tra andata e ritorno il tratto di sentiero Lungo Piave e Val Sesis.

Questa camminata a Sappada inizia in modo dolce e piacevole, accompagnando il percorso del fiume Piave nel sottobosco fino ad arrivare in prossimità delle sorgenti stesse.

Al ritorno…

Se parcheggerai l’auto dove l’abbiamo lasciata noi, per coprire la distanza tra la Baita al Rododendro e la macchina, riprenderai proprio il sentiero Lungo Piave e Val Sesis.

In un primo tratto la traccia seguirà esattamente il corso del fiume. Dopodichè, causa interruzione percorso, dovrai coprire l’ultimo chilometro a bordo strada. Presta attenzione.

Dalle Sorgenti del Piave al Passo del Mulo e discesa: una impegnativa camminata a Sappada

Se camminerai come noi sul sentiero 8 Lungo Piave non arriverai esattamente fino alle Sorgenti, svolterai a sinistra prima di raggiungerle. Questo pezzo del trekking ai Laghi D’Olbe, Monte Lastroni e Passo del Mulo, può essere ulteriormente suddiviso in due parti:

Fino a Sella Franza

Dopo un tratto che alterna prati e boschi, questa camminata a Sappada si avvicina al fianco della montagna procedendo tra i mughi.

Questa parte dell’itinerario è molto panoramica. La vista spazia dalla Sella Franza, dove siamo diretti, abbraccia la Val Visdende e tocca persino il mio caro Monte Peralba. Il prezzo da pagare per tanta bellezza è un sentiero non sempre facile che in alcuni punti può mettere in difficoltà chi come me non ama i percorsi a piedi esposti e friabili. La traccia, già stretta di suo, attraversa alcuni ghiaioni che, ci racconterà l’unico altro escursionista trovato sul percorso, cambiano spesso la conformazione del sentiero. L’ultima salita a Sella Franza si conclude tra i prati, concedendo un attimo di sollievo prima del Passo del Mulo.

In Sella Franza, se da una parte continuiamo ad essere ammaliati dalla bellezza ferita della Val Visdende, dall’altra rimaniamo attoniti dalle montagne che ci circondano. Una delle conformazioni in particolare ricorda in piccolo le tre cime di Lavaredo (nello specifico i monti dovrebbero essere il Campanile di Val Popera, il Campanile Brunner e Croda dell’Oregon).

Noi però abbiamo ancora parecchia strada da fare e continuiamo sul…

Passo del Mulo

Il sentiero CAI 135 ci spinge verso sinistra dapprima tra i prati poi dritti dritti sulla ghiaia. In un primo momento, ti dirò, il ghiaione mi è persino piaciuto. Nonostante i sassi, la traccia che procede a zig zag è ben evidente. Faticosa ma ancora rassicurante.

Man mano che ci si avvicina al passo però la grana della ghiaia si fa più sottile e sabbiosa. Il che vuol dire meno appigli sicuri per i piedi. Negli ultimi 50 metri, con il segnavia CAI già in bella vista, sembra di scalare una duna. Stefano continua impavido, io affronto la cosa nell’unico modo che mi appare sensato: a 4 zampe. In quei 50 metri sono venute meno molte certezze e quando finalmente scorgo i Laghi D’Olbe oltre il passo mi lascio cadere su un masso e tiro un sospiro di sollievo.

Per contro, il sentiero che porta verso i Laghi D’Olbe dal Passo del Mulo pare appartenere ad un’altra montagna tanto è diverso da quello appena percorso. Sempre sufficientemente largo e senza tratti esposti ci fa avvicinare al secondo grande traguardo della giornata: il Monte Lastroni.

Perché si chiama Passo del Mulo?

Sul Passo del Mulo, così come sul Monte Lastroni, si trovano vecchie fortificazioni belliche. Ed è proprio ad una vicenda tra il goliardico e il militare che il Passo del Mulo deve il suo nome.

Nel 1915 un conducente di fanteria, che con un mulo stava portando viveri ai fanti stanziati presso la forcella Righile (o Houbolt) venne catturato da 4 austriaci. Questi ultimi riuscirono a far passare il mulo, senza essere notati, attraverso la forcella che ora porta tale nome, rientrando trionfanti nelle loro linee con il singolare prigioniero.

I Laghi D’Olbe e il Monte Lastroni: la perfetta camminata a Sappada da fare in autunno

Monte-Lastroni-Sappada

L’escursione ai Laghi d’Olbe e al Monte Lastroni può essere fatta in abbinata senza troppa fatica seguendo per intero il sentiero 138 o delle Portatrici. È proprio su tale sentiero che, con una deviazione rispetto alla discesa dal Passo del Mulo, ci inseriamo noi.

La mulattiera sale in modo costante senza particolari criticità. Il sentiero è stretto ma mai eccessivamente esposto il che lo rende accessibile, con le dovute precauzioni e attenzioni, anche a chi non è super allenato.

In prossimità della cima, il passato bellico del Monte Lastroni diventa protagonista lasciando spazio ad alcune fortificazioni, con edifici, gallerie e feritoie che concedono un panorama mozzafiato sul Monte Peralba e la Val Visdende.

Gli ultimi metri fino al Monte Lastroni sono anche i più faticosi. I tornati si fanno più stretti e leggermente più esposti portando l’escursionista fino ad una forcelletta la cui vista potrebbe scatenare vertigini più che la cima stessa.

In corrispondenza dalla forcella, una breve scaletta naturale di roccia (dove potresti doverti aiutare con le mani) porta alla sommità (piatta) del Monte Lastroni dove un’ultima camminata in porta alla Croce di Vetta. Con i suoi 2449 metri slm, il Monte Lastroni offre una vista pazzesca su tutte le vallate circostanti.

Io mi sento particolarmente orgogliosa di questa impresa. Nel 2020, ancora poco esperta, salendo al Monte Lastroni ero stata colta da una crisi di ansia e mi ero fermata alla forcelletta. Mi ricordavo quel brevissimo tratto di roccia come una parete liscia insormontabile. È stato bello constatare che la perseveranza porta davvero a risultati insperati.

Detto questo, utilizza lo stesso sentiero per tornare a…

I laghi d’Olbe e Baita al Rododendro

Basta un’occhiata al paesaggio da cartolina dei Laghi d’Olbe per comprenderne la loro popolarità. I laghetti sono due, sono ricchi di pesce e spesso qualcuno ne approfitta per fare il bagno e rinfrescarsi dopo la camminata. A renderli ancora più romantici è la piccola chiesetta di lato dove se vuoi puoi suonare la campana in segno di vittoria.

Da qui ritornare a Sappada o alla Baita al Rododendro è davvero semplice poiché le indicazioni sono poste nei punti corretti e non lasciano spazio a dubbi.

Noi ci incamminiamo lungo il sentiero 138 che in circa un paio d’ore ci riporta alla Baita al Rododendro. Questo percorso su strada forestale è bello ma un po’ ripido e con un fondo strada che non consente di andare troppo spediti. Lungo la discesa troverai comunque dei dettagli a distrarti come una bellissima casera abbandonata e una cascata.

Arrivati quasi alla Baita al Rododendro noi riprendiamo il sentiero 8 Lungo Piave per tornare all’auto.

Quando andare ai Laghi D’Olbe, Monte Lastroni e Passo del Mulo?

Noi abbiamo fatto questa gita a metà agosto ma a mio avviso non è il momento migliore per farla. Sia che tu faccia l’anello lungo che abbiamo fatto noi, sia che tu vada solo ai Laghi d’Olbe e al Monte Lastroni sappi che non troverai molta ombra. Settembre e ottobre, salvo nevicate precoci, sono i mesi più indicati.

Laghi d’Olbe con i bambini, si può fare?

I laghi d’Olbe sono sicuramente un posto che può piacere ai bambini. A meno che i tuoi figli non siano davvero molto abituati a camminare ti consiglio di visitare i Laghi D’Olbe utilizzando la Seggiovia di Sappada 2000 (occhio agli orari di apertura).

Il sentiero 138 non presenta grosse difficoltà tecniche ma è lungo, pendente e un po’ monotono. Se devo essere sincera, le volte in cui l’ho fatto, ha stufato anche me. Immagino quindi che un bambino, pur avendo le capacità per farlo, possa trovarlo noioso.

Elena Feresin


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