Moggessa di Qua e Moggessa di Là

Published by Elena Feresin on

Moggessa di Qua e Moggessa di Là: i più famosi borghi abbandonati del Friuli Venezia Giulia

Reading Time: 8 minutes

Moggessa di Qua e Moggessa di Là sono i borghi fantasma più famosi del Friuli Venezia Giulia.

Li chiamano così perché non ci abita più nessuno e le case sono ormai diroccate ma credo che gli escursionisti friulani, nessuno escluso, abbiano sognato almeno di una volta di mollare tutto e trasferirsi in una delle due Moggesse.

Moggessa di Qua e Moggessa di Là si raggiungono solo a piedi. La camminata è di media difficoltà, quanto basta per far desistere i più pigri. Il rumore delle auto non arriva. Il cellulare prende a sprazzi. Qualche (seconda) casa resiste al declino grazie alle cure di coraggiosi proprietari. Gli orti prosperano e a Moggessa di Là (dove in realtà qualche auto arriva) c’è persino un ristoro per bere una birra in compagnia.

Altro che borghi fantasma. Questi due paesi sono il paradiso.

Se ti piacerebbe visitarli, continua a leggere.

Il sentiero per raggiungere le due Moggesse parte da Moggio Udinese (UD).

Per raggiungere il paese da Udine, guida in direzione nord seguendo le indicazioni per Tarvisio. Se decidi per l’autostrada, l’uscita di riferimento lungo l’A23 è Carnia.
Prosegui lungo la statale SS13 sempre in direzione Tarvisio. Ad un certo punto, sulla sinistra vedrai apparire una grande abbazia. È il momento di svoltare a sinistra ed entrare a Moggio.

Una volta in paese segui le indicazioni per l’abbazia per portarti nei pressi di Via Riu dove troverai un parcheggio.

Se la pigrizia dovesse avere la meglio, sappi che da via Riu puoi avvicinarti ancora di qualche metro (guadagnandone circa 100 di dislivello) all’inizio del sentiero risalendo in auto la strada. Lo spazio a ridosso del sentiero però non è molto.

Riepilogo Escursione e Traccia GPX

Download file: Moggessa di Qua e Moggessa di Là_thewritersmountainhut (10,1km).gpx

Moggessa di Qua e Moggessa di Là: l’itinerario in breve

Il sentiero che porta a Moggessa di Qua e Moggessa di Là è abbastanza facile da seguire e ha un solo tratto in cui richiede attenzione. Il percorso è lo stesso all’andata e al ritorno e per questo motivo troverai un po’ di salita anche al rientro dall’escursione.

Partendo da via Riu, incamminati sulla strada asfaltata che passa dietro le case. Dopo qualche centinaio di metri raggiungerai il secondo parcheggio menzionato prima e quindi l’inizio del sentiero 418, in corrispondenza del quale un grande cartello ti fornirà qualche informazione sulle due Moggesse.

La traccia si alza in modo costante scorrendo parallela al Rio Palis, talvolta attraversandolo. Con l’aumentare della quota, alle tue spalle vedrai pian piano aprirsi la vista su Moggio e, più sullo sfondo, sul Monte Canin.

L’ascesa culmina a quota 667m slm quando il sentiero raggiunge la Forca di Moggessa. Questo è il punto più alto della camminata, ma come accennato non corrisponde alla fine della salita.

La Forca, con il suo baldacchino di alberi, ti consentirà di tirare fiato e fare una piccola sosta alla Cappella Votiva lì presente.

Dopo qualche metro in piano, la mulattiera inizia a scendere fino ad attraversare un piccolo ghiaione. Questo è l’unico punto in cui bisogna prestare attenzione perché la montagna scarica spesso e le barriere di sicurezza che erano state posizionate non sono più stabili.

Oltrepassato questo tratto, il sentiero continua normalmente nel bosco scendendo ulteriormente fino al ponticello sul Rio Moggessa. Da qui, dopo una breve salita, incrocerai le prime case diroccate alla periferia di Moggessa di Qua oltre che un vecchio abbeveratoio.
Ancora qualche passo ed arriverai al borgo.

A parte qualche casa ristrutturata e un paio di orti ancora coltivati, Moggessa di Qua è un paese in piena decadenza. Gli edifici sono stati pesantemente rovinati dal sisma che ha colpito il Friuli nel 1976 e il paese sembra vivere in un tempo sospeso. Gli unici abitanti stabili sono dei “guardiani di pietra” che promettono di sorvegliare ogni tuo passo.

Raggiunta l’estremità opposta di Moggessa di Qua il sentiero scende fino al ponte sul Rio Mulins. Dopo questo, con una salita decisa raggiungerai anche Moggessa di Là.

Complici una maggiore clemenza da parte del terremoto e un accesso consentito alle jeep (dal paese di Grauzaria), Moggessa di Là si presenta meglio conservata.
Il fulcro del borgo è ora il “Ristoro alle 4 Fontane”, solitamente aperto nei weekend (ma controlla la pagina Facebook). Lì potrai bere una birra, mangiare un piatto di frico e per qualche istante avere la sensazione di tornare indietro nel tempo a quando Moggessa di Là era ancora abitata.

Per tornare alla macchina, percorri a ritroso lo stesso sentiero.

Il paese abbandonato di Stavoli: oltre le due Moggesse

Da Moggessa di Là è possibile proseguire la camminata fino a raggiungere un altro dei paesi abbandonati del Friuli Venezia Giulia: Stavoli.

Stavoli dista da Moggessa di Là circa un’ora di cammino. Se vuoi visitarlo tieni quindi presenti queste tempistiche.

Premetto che non ho mai fatto questo tratto di sentiero, se vuoi approfondire ti lascio quindi all’articolo di Bagaglio Leggero.

Se invece vuoi visitare Stavoli dal sentiero classico che parte da Campiolo, ti lascio il link al mio articolo.

Moggessa di Qua e Moggessa di Là: le mie impressioni (e riflessioni)

Provo sempre molta emozione quando visito un borgo fantasma. Mi sento enormemente piccola davanti al passare del tempo e comprendo pienamente la massima “panta rei” tutto scorre.

Tutto ciò che ci sembra immobile ed eterno in realtà non lo è. Alcuni borghi che una volta racchiudevano la vita di tante persone sono ormai disabitati.

Le due Moggessa: un microcosmo autosufficiente

Viviamo in un mondo i cui confini sono molto ampi.

È ormai normale interagire con persone dall’altra parte del mondo, mangiare cibi esotici tutto l’anno e avere il privilegio, posto di avere abbastanza soldi e un buon passaporto, di poter andare ovunque vogliamo.

Per gli abitanti delle due Moggesse, un tempo, il mondo era delimitato dagli orizzonti verticali di questa vallata. Gli scambi c’erano ovviamente ma le due Moggesse erano un microcosmo autosufficiente con tutto il necessario per vivere.

Sul Rio Mulins, quello che divide Moggessa di Qua e Moggessa di Là, ad esempio c’era un mulino ad acqua rimasto in funzione fino agli anni 70. Lì si macinava mais, frumento, segale e orzo. La vallata però era anche famosa per la pratica della resinazione, una tecnica che permette di ricavare resina da utilizzare per l’illuminazione.

Tutto è cambiato… o forse no

A Moggessa di Qua e Moggessa di Là non si capita per caso. Per raggiungerle ci vuole tempo e una discreta dose di fatica. Basta però arrivare alla Forca di Moggessa per avvertire un deciso cambio nell’atmosfera. Come se da lì in poi il tempo scorresse in modo diverso.

In un certo senso è così.

Il corpo, assuefatto alla perenne velocità, si abitua subito al ritmo più lento. Di solito pieghiamo tempo e spazio ai nostri comodi, qui siamo noi ad entrare con animo di resa.
Una volta ritarato il proprio essere, ci si rende conto che nelle due Moggesse il tempo è come sospeso. Le case sono diroccate ma resistono. Sono come un bocciolo pronto a schiudersi nuovamente.

E se ci pensiamo è davvero così. Le città moderne sono fatte su misura per la nostra società, se il modello societario dovesse fare un passo indietro non credo riuscirebbero a resistere a lungo.
Moggessa di Qua e Moggessa di Là invece potrebbero ritornare attive senza troppa difficoltà.

I paesi fantasma del Friuli Venezia Giulia

Le due Moggesse non sono gli unici paesi abbandonati del Friuli Venezia Giulia.

Come accennato, non distante da Moggessa di Là c’è Stavoli ma altrettanto affascinanti sono i borghi di Palcoda e Tamar in Val Tramontina. Merita una visita, anche se più mondano, anche il paese di Bottazzo in Val Rosandra. Sotto trovi tutti gli articoli.

Elena Feresin


0 Comments

Lascia un commento

Avatar placeholder

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.