Camminata sul Monte Jôf: una facile escursione in Carnia

ragazza su altalena che guarda le montagne

Nonostante io ami molto la Carnia, confesso di non averci mai fatto molte escursioni. Quando Blawalk (se ancora non conosci questo progetto, visita il loro sito) ha organizzato questa Ciaspolata sul Monte Jôf ad Ampezzo, non mi sono lasciata sfuggire l’occasione.

Se stai cercando una facile camminata sulla neve in Carnia, questa escursione è quella che fa per te.

Questa volta la partenza della nostra camminata in Carnia ha un indirizzo ben preciso: Strada Esterna Corso 9.

A questo indirizzo troverai l’agriturismo Monte Jôf che farà da appoggio all’escursione.

Per raggiungerlo da Udine guida in direzione Tolmezzo (uscita autostrada A23 Carnia-Tolmezzo). Oltrepassata la cittadina carnica segui le indicazioni verso Forni di Sopra. Oltrepassa i paesi di Villa Santina, Enemonzo e raggiungi Ampezzo. Guida oltre il paese e dopo un paio di km troverai l’agriturismo sulla tua sinistra. Lì troverai anche un ampio parcheggio dove l’asciare l’auto.

Riepilogo escursione

Dove parte la camminata?

La ciaspolata sul Monte Jôf parte dal parcheggio dell’ex pista da sci di Cima Corso. Dai le spalle alla strada statale e guarda verso il ristorante Monte Jôf. Sposta quindi lo sguardo verso destra e troverai una stradina asfaltata che sale nel bosco, lì parte la nostra escursione.

gruppo di persone su sfondo innevato

La salita al Monte Jôf

Sin dai primi metri è chiaro che il dislivello della ciaspolata è ben concentrato. Risalendo la stradina raggiungerai la località Fontana dove, in corrispondenza di un piccolo gruppo di case, termina la strada asfaltata.

In caso di neve è il momento in cui indossare le ciaspole.

Prosegui oltre continuando sulla strada forestale che sale costante con ampi tornanti, dopo circa un’oretta di camminata arriverai ad un bivio.

Prosegui verso sinistra e in poco tempo arriverai ai prati sulla cima del Monte Jôf.

salita al monte jof

Il Monte Jôf: tra ciaspole e picnic

Ne sono sicura, la vista dalla cima del Monte Jôf ti farà innamorare. Il protagonista indiscusso del panorama è il Monte Tinisa che, assieme al gruppo del Pura, occupa tutto il paesaggio verso nord. Verso sud troviamo invece il passo del Rest e la destra del Tagliamento.

Ma non è solo la vista mozzafiato che ti farà entrare questo luogo nel cuore. Se è vero che siamo arrivati su questi prati con le ciaspole non è difficile immaginarli ricoperti di erba e fiori, con gli insetti che danzano di corolla in corolla. Sarà il sole primaverile che ha caratterizzato la giornata di dicembre in cui abbiamo fatto questa gita, ma mi sembra il luogo perfetto per un picnic estivo.

baita nella neve

Ho particolarmente apprezzato che le costruzioni, ormai in disuso, dell’impianto di risalita che serviva la pista da sci di Cima Corso siano state covnvertite per questo scopo.
La struttura in cemento che fungeva da arrivo per la funivia ospita ora dei tavoli da picnic e una stufa per cucinare. La baita è invece un accogliente rifugio.

Il mio elemento preferito è però un’altalena appesa ad uno degli alberi al limitare della radura. Per un attimo mi sono sentita Heidi e sono tornata bambina.

griglia all'aperto
Baita-jof

Grazie ad Annalisa, cugina di Stefano, che mi ha prestato alcune foto per completare l’articolo? Non vi fanno voglia di visitare il Monte Jôf?

Il Belvedere Nasat

Se non sei ancora stufa/o di camminare, puoi allungare la ciaspolata di circa 30 minuti e arrivare al Belvedere Nasat dal quale potrai ammirare Ampezzo dall’alto. Troverai le indicazioni vicino all’altalena.

Ritorno a Cima Corso

Ecco quella che secondo me è la parte migliore della ciaspolata. Per tornare al punto di partenza puoi tornare sui tuoi passi oppure… utilizzare la pista. Se c’è tanta neve, allaccia bene le ciaspole e corri più veloce che puoi. Ti ritroverai senza fiato dopo pochissimo, ma vuoi mettere il divertimento e il senso di libertà?
Arriverai all’agriturismo Monte Jôf in meno di un’ora.

Attenzione al bollettino valanghe

La ciaspolata sul Monte Jôf è semplice e non presenta tratti pericolosi. Lorenzo, guida escursionistica e fondatore di Blawalk, ci ha però spiegato che anche un percorso così facile può nascondere delle insidie. Ti consiglio di guardare le storie Instagram che ho caricato sul mio profilo per ascoltare le sue spiegazioni.
Per qualsiasi dubbio ricorda di consultare il bollettino della regione.

Ti è venuta fame dopo l'escursione?

Altri suggerimenti per le tue camminate in Friuli Venezia Giulia?


0 Comments

Lascia un commento

Avatar placeholder

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *