Palcoda e Tamar: i due borghi abbandonati della Val Tramontina

ruderi di Tamar e pal coda

Se mi segui da un po’avrai intuito che amo i borghi abbandonati, quelli che più sono isolati meglio è. Dopo la camminata a Stavoli di Moggio, abbiamo scelto di cambiare zona e visitare Palcoda e Tamar, i due borghi abbandonati della Val Tramontina.
Questa escursione è più impegnativa rispetto a quella di Stavoli, soprattutto se farai come noi la deviazione verso la Cascata Pisulat, ma ti prometto che ne varrà la pena e che questi borghi diventeranno una delle tue mete preferite per la primavera.
Quindi, zaino in spalla e partiamo!

Il sentiero che ti porterà a Palcoda e Tamar parte da Tramonti di Sotto. Per raggiungere Tramonti di Sotto da Udine guida verso ovest in direzione Spilimbergo lungo la strada regionale SR552. Prosegui verso Meduno, oltrepassa il paese e continua oltre. Sulla sinistra troverai il famoso lago di Redona con il vecchio paese che sbuca dalle acque. Poco dopo, raggiungerai Tramonti di Sotto.

Dove parcheggiare

Noi abbiamo lasciato l’auto in Piazza Cantù ma puoi parcheggiare anche nella piazza del municipio. Troverai la partenza del sentiero in Via Cima Riva. Puoi anche portarti più vicino all’inizio del sentiero guidando lungo via Cima Riva e parcheggiando negli spiazzi lato strada. Noi, visti i diversi cartelli di proprietà privata abbiamo preferito non rischiare.

Riepilogo Escursione e Traccia GPX

I dettagli che trovi sotto includono anche la deviazione alla Cascata Pisulat

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L’itinerario in breve

Se parcheggerai come noi in centro a Tramonti di Sotto, avrai tutta via Cima Riva per scaldarti poiché questo tratto di strada asfaltata si sviluppa pressoché in piano.

Ad un certo punto troverai davanti a te un bivio segnalato da un segnavia CAI. Andando a sinistra salirai direttamente a Palcoda con il sentiero 831a, mentre sulla destra troverai il sentiero CAI 832 che ti porterà a Tamar.

Una volta a Tamar potrai scegliere se seguire la traccia dei cacciatori, come indicato su Sentieri Natura, oppure proseguire sul sentiero CAI 832a che ti farà scendere fino alle rive del Torrente Chiarzò e poi risalire a Palcoda. Noi abbiamo scelto la seconda opzione con deviazione fino alla cascata Pisulat. Con il senno di poi non è stata la decisione più furba poiché il sentiero non è molto battuto e ci ha fatto “perdere” quasi un’ora. 

In entrambi i casi, a guidarti verso Palcoda sarà il campanile della chiesetta di San Giacomo, unico edificio ristrutturato del borgo. Il rientro verso Tramonti di Sotto è semplice e diretto con il sentiero 831a.

Di seguito trovi l’escursione nel dettaglio con anche le mie considerazioni.

L’itinerario può essere diviso in tre parti:

  • Da Tramonti di Sotto a Tamar
  • Da Tamar a Palcoda
  • Da Palcoda a Tramonti di Sotto
Se desideri accorciare l’escursione nei tempi e nei kilometri puoi anche considerare di fare separatamente le parti 1 e 3.

Da Tramonti di Sotto a Tamar

Amo le camminate che prima di iniziare a salire concedono qualche kilometro di riscaldamento. È il caso di questa camminata primaverile in Valtramontina che ti porterà verso Tamar e Palcoda, il cui preludio offre circa un paio di chilometri in piano, su strada asfaltata. Ti avviso, sarai osservata/o. Mucche e capre ti scruteranno con attenzione mentre passeggi verso le montagne, che si intersecano una dietro l’altra come in un diorama.

La strada asfaltata alterna salite lievi a tratti pianeggianti o in discesa e ci accompagna fino al primo bivio in corrispondenza di un attraversamento sul Torrente Tarcenò.
Il segnavia CAI ci indica che il paese abbandonato di Tamar è sulla destra a circa 45 minuti di distanza da noi. Iniziamo a salire costeggiando il torrente e ci immergiamo nel bosco. La salita è piacevole, si sviluppa su un sentiero largo e senza difficoltà. Può essere che tu trovi qualche tronco lungo il percorso, ma sono ostacoli facili da superare.

L’arrivo a Tamar è preannunciato da muretti a secco ricoperti di muschio. Un altro bivio ti inviterà a svoltare a sinistra e qui troverai i primi ruderi.

Tamar e il bivacco Varnerin

Ogni pietra del sentiero è un viaggio a ritroso nel tempo. La prima casa sulla sinistra è in bilico tra le ultime vestigia d’umanità e l’essere inghiottita completamente dal bosco. Rimane qualche muro, le scale i cui scalini portano al nulla e un numero civico. Il numero 1.

Continuando oltre, raggiungerai il borgo vero e proprio il cui nucleo centrale è occupato dal Bivacco Varnerin. Il Rifugio, ricavato dalle vecchie case, è provvisto di tutto l’occorrente per cucinare e dormire, ci sono i fiori a decorare i balconi e un piccolo orticello recintato. A soli 660 m s.l.m. il bivacco Varnerin di sicuro non è il rifugio che ti farà provare chissà quali brividi per raggiungerlo, ma molto più di altri ti darà la sensazione di una casa vera e propria.

Se lo desideri o sei con i bambini puoi concludere l’escursione qui e tornare a Tramonti di Sopra ripercorrendo i tuoi stessi passi. In alternativa puoi scendere anche con la strada forestale.

Da Tamar a Palcoda

Se invece vuoi visitare anche Palcoda, da Tamar hai due possibilità: 
  • Seguire la strada forestale che trovi sulla sinistra dando le spalle al bivacco;
  • Scendere fino al torrente Chiarzò e risalire.

Nel primo caso, sulla cartina, troverai segnato un sentiero di cacciatori. Non so dirti lo stato attuale del sentiero ma è quello suggerito da Sentieri Natura. 

Noi abbiamo deciso di seguire le indicazioni per Palcoda che si trovano sui cartelli vicino al Bivacco Varnerin. Dal borgo scendiamo rapidamente verso il Torrente, dapprima nel bosco poi percorrendo un sentiero di ciottoli circondato da arbusti bassi e appuntiti (NDR. Se farai questa gita a fine inverno, nei punti in ombra potresti trovare ghiaccio, presta attenzione).

lungo torrente chiarzò

Arriviamo sulla riva del Torrente Chiarzò e come a Stavoli di Moggio, ci ritroviamo in una sorta di canyon. Qui le indicazioni per Palcoda si perdono e l’unica cosa che ti resta da fare è attraversare il torrente. Devo ammetterlo, non è immediato capire qual è la giusta via da seguire, spero che la mia descrizione ti sia d’aiuto.

Attraversa il Chiarzò e costeggialo sulla sinistra per qualche centinaio di metri fino ad arrivare al un segnavia della Cascata Pisulat, che se vuoi puoi andare a vedere. Se invece preferisci andare direttamente a Palcoda devi attraversare nuovamente il fiume. A indicarti la strada troverai solo un piccolo cippo e qualche sbiadito segno rosso sulle pietre.

La Cascata Pisulat

Vedere la cascata non era nei nostri piani ma avendo mancato il passaggio di cui sopra l’abbiamo visitata in ogni caso. Il sentiero per raggiungerla non è difficile ma molto umido, il che potrebbe rallentarti nei movimenti. La vista della cascata ripaga gli sforzi.

Verso Palcoda

Questo è stato il tratto di sentiero che più mi ha messa in difficoltà. Ritornati al cippo il percorso si alza lungo una ripida parete erbosa e talvolta la traccia è molto stretta. Dopo circa 20/30 minuti di salita arriverai all’incrocio con il sentiero 831a che, se ti terrai sulla destra, ti porterà a Palcoda.

Anche in questo caso l’antico paese è anticipato da qualche rudere il cui stato di conservazione è peggiore rispetto a quelli che ci avevano dato il benvenuto a Tamar.

Palcoda

La foresta torna a riprendersi il territorio, ricresce là, dove l’uomo l’aveva estirpata per fare casa e orti.
Mauro Corona
I Fantasmi di pietra

Arrivare a Palcoda mi fa tornare in mente Fantasmi di Pietra di Mauro Corona. Se non fosse per la chiesetta di San Giacomo e il bivacco recentemente costruito, di Palcoda rimarrebbero solo i fantasmi. La natura si è riappropriata di ogni edificio e nelle stanze dove una volta si riunivano le famiglie, ora trovano casa solo gli arbusti.

Io e Stefano approfittiamo dei raggi del sole che illuminano la chiesetta per pranzare poi ritorniamo sui nostri passi per rientrare a Tramonti di Sotto. Come ultimo segno del nostro passaggio, facciamo rintoccare le campane.

Da Palcoda a Tramonti di Sotto

Ritorniamo all’incrocio menzionato sopra e ci teniamo sulla destra del sentiero 831a per tornare a Tramonti di Sotto. Per circa un quarto d’ora il sentiero prosegue in salita fino ad una piccola sella. Qui incrocerai la traccia di cacciatori che puoi usare come alternativa per arrivare a Palcoda da Tamar. Sempre in questo punto, dovrai anche aguzzare la vista e scovare il leone nella roccia.

Come il percorso dell’andata, anche il sentiero 831a scende tranquillo e senza difficoltà di sorta fino a ricongiungersi con la strada asfaltata e quindi con Tramonti di Sotto.

Perché visitare Palcoda e Tamar

chiesa san giacomo a Palcoda

Per trovare la tranquillità, riflettere e accendere la fantasia. Tra i due paesi ho preferito Tamar perché gli interventi fatti sugli edifici lo hanno reso un luogo in cui è facile respirare il passato restando pur sempre nella vita. Palcoda mi ha messo invece una certa inquietudine, forse dovuta al periodo storico che stiamo vivendo. Mi ha fatto riflettere sulla fragilità della vita e su quanto effimere siano tutte le cose che ci circondano.
In ogni caso questo anello è piacevole e anche presi singolarmente i paesi sono a mio avviso la meta perfetta per le tue escursioni primaverili (o autunnali) in Friuli Venezia Giulia.

Cerchi altre idee per le tue camminate primaverili in Friuli Venezia Giulia?


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