Storia di una ladra di libri di Markus Zusak

The Book Thief by Markus Zusak

Tra gli amanti dei libri, c’è una regola non scritta: il libro è SEMPRE migliore del film. Questa volta però, se non fosse stato per il film, mi sarei persa questo affascinante romanzo che ora è tra i miei preferiti.

Un libro che non avrei letto senza il film

Sarò onesta. Pochi film mi hanno fatta piangere come Storia di una ladra di libri. Ho fatto strani sogni sui nazisti e sulla morte per giorni dopo averlo visto. Quindi immagina la mia sorpresa quando mi sono resa conto che il libro giaceva non letto da anni nella mia libreria.

Era uno di quei romanzi che non riuscivo mai a proseguire. L’ho iniziato e lasciato cadere decine di volte fino a quando non è arrivato il momento giusto per leggerlo.
Ho letto Storia di una ladra di libri lo scorso anno, a febbraio.
Una mia cara amica ha subito una terribile perdita e la mia mente era piena di domande senza risposta.
Perché lei? Perché ora?
Immagino che questo desiderio di conoscenza mi abbia messo nell’umore giusto per entrare in empatia con un romanzo narrato dalla Morte stessa.

“Trovo gli umani sempre nel loro momento migliore e peggiore. Vedo il loro lato più brutto e quello più bello e mi chiedo come la medesima creatura possa essere maestra di entrambi.”

La morte è qualcosa che tutti dobbiamo affrontare, alla fine. Potremmo temere meno la Morte se la considerassimo una creatura vivente? Qualcuno con sentimenti e rimpianti. Qualcuno che odia il suo lavoro?
Potremmo trovare una risposta del genere solo con l’uso massiccio della fantasia. Ecco perché Markus Zusak dovrebbe essere sempre elogiato per averci dato la prospettiva della Morte.

Trama di Storia di una ladra di Libri

Nel romanzo, la Morte fa il suo lavoro diligentemente. Di tanto in tanto, però, la sua attenzione viene catturata dalle persone. Un’attrazione che va oltre il portarli nell’altro mondo.
Questo è il caso della sfortunata e analfabeta Liesel. La morte la nota durante il funerale di suo fratello. Come anticipato dal titolo stesso, viene colta nell’atto di rubare il suo primo libro.
Quando Liesel è assegnata a una nuova famiglia, le parole scritte diventano per lei un modo per legare con i suoi genitori adottivi. Le consentono anche una profonda connessione con il giovane ebreo che gli Hubermann nascondono nel loro seminterrato. Alla fine, quando tutti gli altri diversivi sono finiti, rubare libri diventa il suo unico sollievo.

Non rovinerò il finale, ma le parole usate dalla Morte nel corso del romanzo sono toccanti come poche altre che abbia mai letto. La mia copia di Storia di una ladra di libri sarà sempre macchiata dalle mie lacrime.

La giornata della memoria vista da un’altra prospettiva

Ogni volta che si avvicina la Giornata internazionale della memoria dell’Olocausto, siamo abituati a un palinsesto dedicato, almeno qui in Italia.
Inutile dire che quei film o documentari sono narrati, giustamente, da una prospettiva degli Ebrei.
Storia di una ladra di libri racconta la guerra attraverso gli occhi di una ragazza tedesca “normale e ariana”. Nella narrazione comune, i tedeschi sono visti come i cattivi e Liesel avrebbe potuto recitare quella parte, con i suoi occhi azzurri e i capelli biondi. Eppure, nel profondo della guerra, perde e soffre tanto quanto i suoi coetanei ebrei.

Immagino che il messaggio finale di The Book Thief sia che di fronte alle guerre non ci sono né vincitori né vinti.
Proprio come davanti alla morte, siamo tutti uguali.


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