Passo della Digola: un’insolita camminata a Sappada partendo a piedi dal centro del paese (quasi)

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Passo della Digola è stata la risposta alla domanda “C’è una camminata a Sappada che esuli dai soliti percorsi?”.

La risposta che ci siamo dati con Passo Digola è sì. Situato a 1674 m slm, tra i Monti Terza Piccola e Terza Media, segna il confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto.

Passo Digola è un itinerario a piedi del Sappadino ancora poco frequentato che offre un’incantevole vista sulle Dolomiti di Sesto e collega Sappada con Campolongo di Cadore.

Oltre ad essere una piacevole camminata estiva, Passo Digola è da tenere a mente anche per l’inverno in quanto sentiero adatto alle ciaspole

Altra cosa molto importante, se soggiorni a Sappada potrai raggiungere Passo Digola dal centro del paese senza muovere la macchina e senza fare eccessivi chilometri a piedi.

Per iniziare l’escursione a Passo della Digola dovrai raggiungere Sappada e più precisamente la Borgata Palù.

Per raggiungere Sappada da Udine, guida in direzione nord verso Tolmezzo quindi procedi verso Villa Santina quindi supera i paesi di Ovaro, Rigolato e Forni Avoltri.

Una volta a Cima Sappada continua a guidare fino a raggiungere la chiesa di Santa Margherita, dove se vorrai potrai già parcheggiare allungando un po’ la camminata.

Se invece vuoi lasciare l’auto più vicino all’inizio del percorso, svolta a sinistra e continua fino all’Area di Sosta Camper. Immediatamente prima dell’area svolta a destra e continua lungo la strada asfaltata lasciando sulla destra una zona di lavorazione legname. Oltrepassa il ponte sul Piave e prosegui ancora fino a raggiungere un’ampia zona parcheggio. La riconoscerai poiché sulla sinistra troverai una piccola cappella votiva.

Riepilogo Escursione e Traccia GPX

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Camminata a Passo della Digola: l’itinerario in breve

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Il modo più diretto per salire al Passo della Digola è utilizzare il sentiero CAI 313 che parte dalla Borgata Lerpa. Lasciando l’auto dove ti ho indicato io, troverai un segnavia CAI sulla destra che ti farà accedere a tale sentiero.

Noi abbiamo preferito salire a Passo Digola facendo un anello. Abbiamo oltrepassato il ponte sul Rio Storto quindi abbiamo proseguito sulla strada forestale sulla sinistra tenendo come riferimento il sentiero CAI 314.

Arrivati ad un bivio, abbiamo svoltato a destra e ci siamo incamminati lungo il sentiero CAI 309 proseguendo in direzione Paludi di Temerle e Casera Temer. Se fino a questo punto il sentiero si era mantenuto pianeggiante, dal segnavia in poi la pendenza si fa più marcata. La traccia si addentra nel bosco della Digola senza tratti pericolosi di alcun tipo.

Paludi-di-Temerle-verso-Passo-Digola

Arriverai quindi al bivio in corrispondenza delle Paludi di Temerle dove dovrai continuare sulla sinistra. Qui il sentiero ti lascerà un attimo di respiro per poi tornare a salire alternando tratti nel bosco a tratti in battuta di sole. In alcuni punti la pendenza è elevata ma senza pericolosità di altra natura.

Il sentiero 309 sbuca quindi sulla strada forestale 313. Già dall’incrocio tra i due sentieri vedrai sbucare a sinistra Casera Temer. Dopo averla raggiunta Passo Digola dista solo ulteriori 15 minuti di cammino. La vista si apre su ampi prati e sulle Dolomiti di Sesto. Puoi fermarti al passo per un pic nic.

Per concludere l’anello, il rientro avviene sulla traccia forestale 313. Anche in questo caso non ci sono punti difficili. L’unico momento in cui bisogna prestare attenzione è nelle vicinanze del parcheggio quando è necessario individuare il bivio per tornare al punto di partenza e non proseguire verso borgata Lerpa.

Sentiero fino al Passo della Digola: un’escursione da fare a piedi, in bici o con le ciaspole

Un detto del Friuli Venezia Giulia dice che il primo temporale d’agosto rinfresca il bosco e quest’oggi, a Sappada pare proprio che il detto popolare abbia ragione

Iniziamo la camminata a Passo Digola stringendoci nelle felpe, con nuvole pressanti che ci guardano dal cielo e un intenso profumo di bosco nell’aria.

La strada asfaltata si piega verso destra, attraversa il Rio Storto e procede diritta versa le montagne. Sulla sinistra, dall’altra parte del fiume, molti si incamminano verso i laghetti Zigelhütte. Un’ottima meta se sei a Sappada.

Noi continuiamo a camminare e saliamo in maniera molto lieve lungo il sentiero CAI 314. Ai lati della traccia il paesaggio è bello ma un po’ spettrale. In questo angolo di Sappada si vedono gli strascichi di Vaia e ai lati della strada, del bosco, non rimane che qualche albero che svetta solitario verso l’alto. La siccità dell’estate 2022 inoltre ha già seccato l’erba creando un particolare contrasto di colori.

Arriviamo ad un bivio al quale continuiamo a destra addentrandoci così nel bosco della Digola.

Il Bosco della Digola

Man mano che la traccia si spinge nel bosco, la pendenza si fa più marcata così come il profumo di terra che ci aveva accolto. La traccia è pendente e fin da subito mette alla prova il fiato ma allo stesso tempo camminare qui è molto piacevole. Sarà la luce del sole che esce timida dalle nuvole e fa capolino tra i rami, oppure la foschia che annebbia le punte degli alberi ma ci sembra di essere entrati in Twilight. Quando il sole esce allo scoperto è quasi un peccato.

La strada nel bosco ci porta alle Paludi di Temerle e quindi ad un bivio. Noi continuiamo a sinistra e il sentiero ci concede finalmente un po’ di tregua. Incrociamo qui un gruppo di mucche. Ci studiamo a vicenda.

Dopo il falsopiano arriva la parte più dura dell’escursione. Ancora una volta non c’è niente di difficile ma le pendenze sono dure. Poco dietro di noi arrivano un padre con due ragazzini con le e-bike ma davanti al “muro” sono costretti a scendere. Noi a piedi siamo più agevoli e saliamo velocemente. Dall’alto si gode di una bellissima vista sui prati di Malga Tuglia.

Casera Temer e il cacciatore

Con un ampio tornante il sentiero ci porta all’incrocio con il sentiero CAI 313. Continuiamo a sinistra in direzione Casera Temer. Prima di arrivare alla costruzione però rimaniamo affascinati da una porzione della parete di roccia del Monte Terza Media che ricorda i Campanili di Costa Baton.

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Casera Temer sonnecchia su di una porzione di terra soleggiata e pianeggiante. Si vede che è stata recentemente ristrutturata e delimitata da un’imponente staccionata che non era presente nelle altre foto online. A vigilare sulla Casera, in uno degli angoli, c’è una bellissima statua lignea di un cacciatore che incute timore ma anche tenerezza.

Passo della Digola

In circa 15 ulteriori minuti di cammino arriviamo a Passo Digola.

Devo essere onesta, pensavo di trovare qualcosa in più anche se non saprei dire bene cosa. Passo Digola ci mette un po’ a farsi apprezzare. Poi la vista si adagia sulle Dolomiti del Cadore, tiriamo fuori i panini, mangiamo in silenzio, penso alle pochissime persone incrociate sul percorso e sul passo e capisco il vero punto di forza di questo posto. È fuori mano e probabilmente continuerà ad esserlo, rappresentando uno dei pochi baluardi di tranquillità a Sappada.

amiche a passo digola

Ritorno a Sappada: il sentiero CAI 313

Per tornare a Sappada decidiamo di prendere il sentiero CAI 313. Non ho molto da dire. La strada forestale è ben segnalata. Non ci sono deviazioni possibili (se non una che però poi riporta sul sentiero 313). Non ci sono punti critici. È una piacevole discesa che inizia nel bosco e si conclude con una bella vista su Sappada.

Come dicevo sopra l’unico punto in cui ti consiglio di prestare attenzione è nei pressi del punto di partenza. La strada porta infatti alla Borgata Lerpa di Sappada quindi dovrai individuare un segnavia e svoltare a destra per ritornare al parcheggio. Niente di difficile.

Perché andare al Passo della Digola?

Perché è un insolito itinerario a piedi a Sappada dove probabilmente non troverai confusione. Di sicuro non è tra le prime mete del Sappadino che potrebbero consigliarti ma se cerchi qualcosa di tranquillo è sicuramente il posto ideale.

Ciaspolata al Passo della Digola

Passo Digola non è solo una bella meta perfetta per l’estate, lo è anche per l’inverno. Il sentiero 313 viene infatti battuto con la motoslitta e reso perfetto per ciaspolare. Non ho ancora avuto il piacere di fare questa camminata invernale quindi ti lascio al racconto di Bagaglio Leggero.

Dove Mangiare a Sappada

Ti è venuta fame dopo l’escursione? Caschi nel posto giusto perché a Sappada i ristoranti si sprecano. Quelli più tattici e vicini a questa escursione sono però i seguenti:

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