Valle di Riofreddo
Published by Elena Feresin on
Valle di Riofreddo in inverno: in un angolo del Tarvisiano le emozioni del Nord Europa
Quanto conta saper scegliere il momento giusto per fare un’escursione?
Nel caso della Valle di Riofreddo, ad una manciata di chilometri da Tarvisio, Friuli Venezia Giulia, molto.
La camminata nella Valle di Riofreddo è semplice. Non c’è molto dislivello. Non c’è alcuna vista mozzafiato. Non è adrenalinica. Forse, la maggior parte dell’anno, non è nemmeno instagrammabile MA, se fatta nel momento giusto, ti lascerà senza fiato.
È quello che è successo nel nostro caso. E se un’immagine vale più di mille parole, credo che in questo caso le foto presenti nell’articolo spieghino perfettamente il perché.
Ma andiamo con ordine.
Cosa leggerai in questo articolo:
ToggleCome raggiungere la Valle di Riofreddo e dove parcheggiare
- Da Tarvisio: dal centro del paese segui le indicazioni per Cave del Predil (dove si trova anche l’omonimo lago e la miniera). Guida lungo la strada statale SS54 che scorre accanto al torrente Slizza. Dopo qualche chilometro, sulla destra, all’altezza di una curva troverai le indicazioni per Riofreddo.
- Da Sella Nevea: segui le indicazioni per Tarvisio. Oltrepassati il lago del Predil e il paese di Cave del Predil (dove si trova l’omonima miniera), dopo qualche chilometro, all’altezza della curva subito dopo il ponte in pietra, svolta a sinistra
Riepilogo Escursione
- Km totali: 9 A/R
- Dislivello: 250 D+
- Alt. Minima: 841m slm
- Alt. Massima: 1020m slm
- Tempo: 2h30 A/R
- Sentiero CAI: 618
- Difficoltà: E
- Bambini: Sì
- Cani: Sì
- Bici: Sì
Escursione nella Valle di Riofreddo: descrizione Itinerario
Descrivere la camminata nella Valle di Riofreddo è semplicissimo.
Prendi la strada forestale accanto alla chiesa, il sentiero CAI 618, e procedi per circa 4,5 km.
A guidarti sarà proprio il Rio Freddo che scorre accanto all’intero percorso.
Se farai la camminata dopo una nevicata, come nel nostro caso, in realtà lo vedrai solo all’inizio poiché andando avanti con l’escursione, nelle zone in cui il suo letto è più ampio, lo troverai ghiacciato e ricoperto di neve.
Alla fine, arriverai alla deliziosa baita qui sotto (non aperta), abbracciata da un fantastico panorama.
La strada non ha deviazioni o possibilità di errore. L’unico punto in cui potresti confonderti arriva attorno al km 3,5 quando, sulla destra, si intravede un vecchio granaio.
Quando abbiamo fatto l’escursione diverse persone hanno svoltato in questo punto, ma è un “vicolo cieco”.
Per tornare all’auto basta fare la strada a ritroso.
Oltre la baita
Anche se la nostra escursione finisce nella radura con la baita, altre camminate proseguono oltre.
Su tutte, la più nota è quella che raggiunge il Bivacco Carnizza di Riofreddo, a quota 1400m slm.
La camminata nella valla di Riofreddo è un classico delle camminate invernali in Friuli Venezia Giulia. Infatti, cercando online, troverai pressoché solo foto di ciaspolate e con buona ragione.
Che attrezzatura portare?
Partiamo dall’attrezzatura.
Ti consiglio di avere con te ciaspole e ramponcini.
Se è vero che le ciaspole ti serviranno solo in caso di neve alta, i ramponcini sono a mio avviso fondamentali per affrontare il primo tratto di strada in sicurezza. Si trova infatti in ombra ed è percorso da mezzi di lavoro che, con il loro passaggio, favoriscono la formazione di ghiaccio.
Ovviamente adatta quanto scritto sopra al momento della tua escursione. Ciò che leggi qui serve solo come ispirazione. Le informazioni vanno approfondite prima di effettuare l’escursione. Soprattutto in inverno.
Se descrivere il percorso nella Valle di Riofreddo è semplice, più complicato è parlare delle emozioni provate durante la camminata.
Abbiamo scelto una nuvolosa giornata di dicembre a ridosso del Natale, preceduta da giorni di brutto tempo e, appunto, una leggera nevicata. Una delle poche dell’inverno 2024/2025, per onore di cronaca.
Tanto è bastato per tenere lontano dai monti le persone e per trasformare una camminata semplice in una meraviglia per gli occhi e lo spirito.
Lasciata alle spalle la chiesetta siamo entrati in un mondo fatato in cui la neve aveva ricoperto ogni superficie. Gli unici rumori la voce del torrente e lo scricchiolio dei ramponcini sul ghiaccio. Data la nevicata recente, niente e nessuno aveva ancora sporcato il candore. L’unica traccia di presenza umana, le impronte lasciate da qualche escursionista prima di noi.
E poi gli alberi, incappucciati di neve. Con le fronde piegate dal peso del manto bianco. Il momento più bello è arrivato attorno al secondo chilometro quando le nuvole hanno lasciato trapelare qualche raggio di sole. Prima tra gli alberi, dove la sensazione era quella di stare in un negozio di cristalli. Poi sul panorama aperto. Complice un residuo di nebbia, pareva quasi di camminare verso una montagna incantata.
Sembrava di essere entrati in uno di quei spettacolari servizi fotografici che si trovano nei giornali di viaggio con protagoniste le foreste del nord Europa.
E in effetti, un servizio fotografico praticamente lo abbiamo fatto. Nel riepilogo escursione ho messo 2h30 come tempo di percorrenza adata/ritorno, ma in realtà noi ci abbiamo impiegato quel tempo solo per l’andata. Impossibile fare un passo senza il desiderio di voler catturare almeno un dettaglio di quello spettacolo.
Spero quindi che questo mio articolo ti trovi nel momento giusto, in modo che anche tu possa camminare nella Valle di Riofreddo nel momento perfetto.













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