Una facilissima camminata in Val Pesarina

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Mi piace pensare alle vallate come a dei mondi a parte. Ogni vallata è unica e ha delle particolarità che la rendono speciale. La Val Pesarina è forse una delle valli più affascinanti del Friuli Venezia Giulia, dato il suo legame con la produzione di orologi e la misurazione del tempo. Nel luogo in cui ti porto oggi però, gli Stavoli di Orias, sembra quasi che il tempo si sia fermato. Se li visiterai e osserverai attentamente, vedrai che ad Orias il tempo non è fermo, scorre solo più lentamente.
Continua a leggere per scoprire i dettagli di questa escursione.

Faccio subito una precisazione. È possibile arrivare agli stavoli in auto (o comunque con soli 15 minuti di camminata). Ti consiglio di non farlo. Fermati prima e goditi la gita.
Questa cammina in Friuli Venezia Giulia parte da Pieria, frazione di Prato Carnico. Per raggiungerla da Udine, guida in direzione nord verso Carnia. Se deciderai di prendere l’autostrada A23, l’uscita è Carnia – Tolmezzo.
Prosegui verso Tolmezzo, quindi verso Villa Santina. Da qui procedi in direzione Ovaro. Oltrepassato il paese, prima di arrivare a Comeglians, troverai sulla sinistra lo svincolo per raggiungere la Val Pesarina. Procedi, oltrepassa Avausa, Prato Carnico e fermati a Pieria.

Dove parcheggiare

A Pieria troverai un comodo parcheggio proprio davanti al municipio. La camminata verso gli Stavoli di Orias comincia poco oltre la chiesa che si vede sulla sinistra del parcheggio.

Riepilogo Escursione agli Stavoli di Orias

  • Km totali: 6
  • Dislivello: 450
  • Ore totali: 4 (pause incluse)
  • Difficoltà: T
  • Sentiero CAI: non ci sono sentieri CAI
  • Bambini:
  • Cani:
  • Punti d’appoggio: Non presenti. Agli stavoli però c’è una fontana.

Gli Stavoli di Orias

La camminata agli Stavoli di Orias è molto semplice e si sviluppa interamente su strada. Sulla carta questa escursione sembra molto facile (e lo è), ma nella pratica la pendenza si fa sentire. Mi raccomando, non cadere in tentazione, continua a piedi.

Sin dai primi passi, tra le case di Pieria, si percepisce un’atmosfera diversa. La strada è asfaltata, le case più o meno ristrutturate ma di fatto sembra che qui il tempo scorra diversamente rispetto alla pianura. I cani abbaiano per avvisare del nostro passaggio mentre lasciamo il paese e iniziamo a salire ma le case, avvolte da una leggera nebbiolina, sembrano sonnecchiare.
Quando incrociamo i primi stavoli, la mia fantasia vola. Uno si trova in una conca accanto al ruscello, l’altro, subito dopo in un a posizione soleggiata con vista sulle montagne.

Siamo partiti da poco ma alzando lo sguardo, scorgiamo già la tappa intermedia della nostra gita: Truia.

Il borgo di Truia

Il borgo di Truia è raggiungibile anche in auto, può essere un altro punto di parcheggio per gli Stavoli di Orias che distano solo 15 minuti a piedi.
Anche a Truia è in bilico tra il completo abbandono e vita che resiste.
Nel centro del paese troviamo un altro cartello segnaletico ad indicarci la via verso Orias, ma prima di proseguire rimaniamo incantati dalla vista di due bambine che fanno i compiti sedute sul marciapiede davanti casa. La visione è talmente atipica giù a valle che sembra di essere entrati in un altro spazio temporale.

Borgo Truia a Prato Carnico

L’arrivo agli Stavoli di Orias

Superato anche questo gruppo di case, la camminata prosegue sulla strada asfaltata con un’ultima rampa. Man mano che ci alziamo, le cime che sormontano il Rifugio De Gasperi sbuca oltre la salita e si apre alla nostra vista.
È così emozionante vederle da questa prospettiva che quasi non ci accorgiamo di essere arrivati agli stavoli.

Le costruzioni sbucano alla nostra destra in tutta la loro rurale bellezza.

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Cosa sono gli stavoli?

Facciamo un passo indietro. Gli stavoli sono delle costruzioni rurali tipiche della Carnia che servivano come punto d’appoggio per animali e pastori che si spostavano verso l’alpeggio. Solitamente, ogni allevatore ne creava uno nell’appezzamento di terreno di sua proprietà. Gli stavoli di Orias sono stati invece stranamente costruiti l’uno accanto all’altro.

Orias

Orias è un piccolo borgo rurale composto da 12 stavoli praticamente identici posizionati a quota 1000 metri sul livello del mare.

La loro costruzione è fatta risalire tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800. Sono collocati su un pianoro orientato verso valle e da essi si possono ammirare, ad est il Monte Arvenis, il monte Tamai ed il cubo dello Zoncolan e ad ovest la creta di Mimoias.

Negli articoli che si trovano online vengono definiti come un luogo in cui il tempo si è fermato.
Guardandoli però la sensazione è diversa. Quello che ci sta davanti non è un paese fermo, semmai è un luogo in cui il tempo scorre ad una velocità diversa. Gli stavoli fatiscenti sono vicini a quelli ristrutturati o in corso di ristrutturazione. Le costruzioni che una volta ospitavano il bestiame, diventano ora un luogo in cui i fortunati proprietari possono rifugiarsi e staccare la spina.

Gli stavoli di Sopravalle

La camminata però non è finita qui. Procedendo lungo la strada che porta ad Orias, e incamminandosi sulla pista forestale che piega a sinistra, si può raggiungere un altro minuscolo borgo, costituito da appena quattro casette, Sopravalle.

Qui la sensazione di abbandono si fa sentire di più. Nel prato accanto ad uno degli stavoli ci sono infatti delle vecchie giostre, uno scivolo, un dondolo, la cui base è ormai ricoperta d’erba. La natura se li sta riprendendo.

borgo sopravalle
giostre a sopravalle

Ritorno a Pieria

Per pranzo ritorniamo agli stavoli di Orias e ci sediamo al sole a gustare il nostro panino, mentre in sottofondo sentiamo i giochi dei bimbi arrivati qui in esplorazione.

Ritorniamo a Pieria seguendo la medesima strada dell’andata. Quando arriviamo alla macchina, il sole è già scomparso dietro le montagne creando un anticipo di tramonto.

Perché visitare gli Stavoli di Orias

stavoli Orias

Per riassaporare il gusto della tranquillità e di una vita più vicina alla natura. Come scrivevo nel racconto del sentiero Pusti Gost in Val Resia, non posso non pensare che queste costruzioni fossero usate e abitate fino a non molto tempo fa.

A guardare gli stavoli ora sembra una cosa da pazzi, ma ogni tanto mi chiedo se, forse, i veri pazzi siamo noi.

Vuoi altri consigli per le tue camminate in Friuli Venezia Giulia?


1 Comment

sabrina · Maggio 23, 2022 at 6:00 pm

Bellissima descrizione, grazie per tutti questi spunti interessanti!

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