Un’escursione autunnale al cospetto del Montasio

Tutto è partito con una foto del Bivacco Stuparich vista su Instagram nel 2018. Era scattata in un giorno uggioso e la latta rossa del bivacco creava un contrasto netto con le nuvole e le rocce grigie. Ho salvato la foto e ho messo il Bivacco Stuparich nella lista le escursioni di fare. Ci sono arrivata 3 anni dopo, allungando leggermente il giro
L’anello Jôf di Sompdogna, Bivacco Stuparich è una fantastica escursione da fare in autunno (ma non solo) per ammirare foliage, resti della grande guerra, toccare una cima e godersi una vista fantastica.

Ma andiamo con ordine.

I dati sotto fanno riferimento al giro fatto da me e Stefano.

  • Km totali: 10
  • Dislivello: 930 D+
  • Ore totali: 5 (pause escluse)
  • Difficoltà: E +. Alcuni tratti vicino alla cima dello Jôf di Sompdogna sono esposti e potrebbero intimorire chi non è troppo esperto. Attenzione anche alla discesa dal Bivacco Stuparich che, completamente in ombra, risulta un po’ scivolosa.
  • Bambini: secondo me sì se già abituati a camminare. Vi lascio qui il link alla pagina di Camminabimbi se volete informazioni più mirate.
  • Strutture d’appoggio: Rifugio Grego e Bivacco Stuparich. Non ci sono punti d’acqua sul percorso.
  • Sentieri CAI: 611 – 651 – 610 – 652 – 639
cima-sompdogna

Come raggiungere la Val Saisera

Da Udine prendere l’autostrada A23 fino all’uscita di Tarvisio (se volete risparmiare un po’ sul pedaggio, potete anche uscire a pontebba e seguire le indicazioni per Tarvisio). Lì seguire la segnaletica verso Valbruna e la Val Saisera.

Dove parcheggiare

Per fare questo anello avete due possibilità di parcheggio.
  1. Val Saisera Parcheggio 6 “Ghiaie”
  2. Sella Sompdogna
Partendo da Sella Sompdogna puoi saltare completamente il Rifugio Grego guadagnando così circa 400 metri di dislivello complessivi sull’Anello Jôf di Sompdogna e Bivacco Stuparich. Se vuoi comunque visitare il Rifugio per prendere un caffè, si trova a circa 15 minuti a piedi dalla Sella. 
D’altro canto, se cerchi una camminata autunnale, la salita dalla Val Saisera è d’obbligo per vedere i colori del foliage. Ti potrebbe anche essere utile familiarizzare con il percorso visto che la strada che porta al Rifugio Grego è un’ottima idea per una ciaspolata.
Parcheggio-Val-Saisera
Val Saisera Park 6
Sella Sompdogna

Dalla Val Saisera al Rifugio Grego - Sentiero CAI 611

Il nostro Anello Jôf di Sompdogna e Bivacco Stuparich parte dalla Val Saisera verso le 9 del mattino. In cielo c’è solo qualche nuvola a macchiare l’azzurro e il primo fresco ci solletica le guance. Ci incamminiamo sul sentiero CAI 611 in direzione Rifugio Grego.
L’autunno, quando facciamo questa gita, è appena accennato ma si intravedono già alcune foglie scarlatte.
Per raggiungere il Rifugio Grego è possibile scegliere se seguire la pista forestale (ndr. al momento è chiusa per lavori) oppure il sentiero, ben segnalato, che taglia il bosco puntando dritto verso il rifugio. Il sentiero parte bello pendente ma non presenta nessun tipo di difficoltà e ci consente di arrivare agilmente al Grego in circa 45 minuti.

Sentiero-611

Lo spiazzo assolato su cui si trova il Grego ci offre una vista quasi a 360° su ciò che ci circonda. Scorgiamo il Monte Lussari, lo Jôf di Montasio e persino il Bivacco Stuparich, meta finale della nostra gita. Anche se è ancora presto, dai camini del rifugio esce un profumino, credo di gulasch, che ci tenta e ci invita a rimanere lì senza faticare oltre, ma facciamo i bravi e andiamo avanti.

Se sei alle prime armi con le escursioni, puoi fermarti qui.

Rifugio Grego

Dal Rifugio Grego allo Jôf di Sompdogna - Sentiero 651 e 610

Il nostro anello verso lo Jôf di Sompdogna prosegue esattamente dietro il Rifugio Grego dove il sentiero CAI 651 porta gli escursionisti al bivio con il sentiero 610 che sale allo Jôf dall’omonima sella. Lungo il sentiero incrocerai anche un piccolo laghetto.

Deviazione alla Sella di Sompdogna

Noi che non abbiamo mai visto la sella decidiamo di fare una piccola deviazione e raggiungerla a piedi. Dal Grego non sono più di 10 minuti.

Dalla Sella la vista sia apre su un’altra vallata e guardando in alto troviamo lo Jôf di Miezegnot, dove punto ad andare il prossimo anno.
Sulla Sella troviamo anche un cartello che ci dà qualche informazione sul luogo in cui ci troviamo. Sella Sompdogna si trovava infatti sulla linea difensiva dell’Esercito Italiano e tutto il sentiero 610 è costellato di reperti bellici. Scopriamo inoltre che buona parte degli avvallamenti sul terreno che ci circonda sono crateri lasciati dall’esplosione delle granate.
Anche qui, come sul Pal Piccolo, sento un brivido lungo la schiena.

Verso la cima dello Jôf di Sompdogna

Ritorniamo sui nostri passi e ci incamminiamo sul sentiero 610. Anche in questo caso il sentiero si alza nel bosco e, benchè di pendenza marcata, non presenta tratti esposti. Secondo noi è stato parzialmente rovinato dalla tanta neve caduta nell’inverno 2020/2021, ma niente che non si possa affrontare, eventualmente aiutati dai bastoncini.

A circa 1600 mt s.l.m., in corrispondenza di alcune linee trincerate il sentiero spiana e la vegetazione si abbassa permettendoci di intravedere finalmente lo Jôf di Sompdogna.

Il sentiero prosegue in salita, circondato dai pini mughi, fino ad una forcelletta. Da qui la traccia si stringe e diventa più esposta portandoci con svolte strette verso la cima.

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Questo tratto è il motivo per cui ho messo il + al livello dell’escursione. Assieme a noi su questo ultimo pezzettino di sentiero c’era un gruppetto di persone, alcune delle quali erano visibilmente non pratiche di montagna. Le abbiamo affiancate e accompagnate per un po’ ma erano in ansia e, praticamente arrivate in cima, hanno rinunciato per la paura. Cerca di non rovinarti la gita. Non importa quanto sia bella la camminata autunnale, studia il percorso e valuta sempre se corrisponde al tuo livello di preparazione.

Il Bivacco Köpfacli

A pochi passi dalla vetta, arriviamo alla chicca (che non mi aspettavo) di questa escursione: il Bivacco Köpfacli. Un minuscolo ricovero incuneato nella roccia e completo di tutto, tavolo, sedie, stufa e moka. Non ho potuto resistere e ho speso qualche minuto per scrivere sul libro i miei pensieri.

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La vetta dello Jôf di Sompdogna

Passato il bivacco Köpfacli mancano davvero pochi metri alla cima. Raggiungiamo la croce sotto lo sguardo del Montasio che ci osserva dall’alto. Lo spiazzo è spazzato da un forte vento e ad intervalli regolari siamo immersi nelle nuvole. Ci fermiamo il tempo necessario per le foto (compreso qualche video scemo) e per ammirare, quando la fumate non ci avvolge, le cime attorno a noi tra cui spuntano Cima Cacciatore, il Nabois Grande e lo Jôf Fuart. Poi proseguiamo il giro.

Verso il Bivacco Stuparich - Sentiero CAI 652 e 611

Il sentiero CAI 652, che ci farà avvicinare al Bivacco Stuparich, parte a qualche passo dalla croce di vetta. Si sviluppa proprio alle sue spalle spingendosi verso altri alloggiamenti della Prima Guerra Mondiale.
In questo tratto le costruzioni sono ben conservate e si capisce ancora meglio come vivevano i soldati. Il sentiero si abbassa di quota dolcemente circondato dai pini mughi. A questo punto del nostro anello siamo ormai da soli e ci godiamo la vista e il sole d’autunno.

Attraversiamo un lembo di neve alla base del Montasio e ci avviciniamo al Bivacco Stuparich. Prima di raggiungerlo cambiamo ancora una volta sentiero e ritorniamo sul 611 che ci aveva accompagnato fino al Grego.

Il Bivacco Stuparich

Il Bivacco Stuparich si trova su uno sperone di roccia affacciato sulla Val Saisera, in un piccolo avvallamento del terreno all’ombra del Montasio. Nonostante sia circondato dalla vegetazione il suo colore rosso fuoco lo rende immediatamente riconoscibile.

Di proprietà della Sezione CAI di Trieste è forse uno dei bivacchi in latta più confortevoli e accoglienti che io abbia visto. C’è un piccolo angolo pranzo, circa 12 letti e persino un bagno poco lontano dalla struttura (non so in che condizioni si trovi).

Pranziamo trastullati dal sole. Ripenso alla prima foto che ho visto di questo posto e lo trovo ugualmente bello anche con il sole e il cielo azzurro. Vorrei potermi fermare oltre ma il giro non è ancora finito.
Ritorniamo sui nostri passi fino al bivio tra i sentieri CAI 611 e 652 e deviamo verso destra per scendere verso la Val Saisera.

La discesa verso la Val Saisera - Sentiero CAI 611 e 639

Questo tratto di sentiero è abbastanza ripido. Si scende in una specie di conca rocciosa formata da scalini di pietra abbastanza alti e scivolosi. Ciò ci consente di perdere quota ma non di procedere troppo velocemente. Arriviamo sul letto ghiaioso di un torrente che attraversiamo e troviamo quindi un nuovo segnavia che ci indica la strada verso il Rifugio Grego. Procedi come indicato se hai lasciato l’auto a Sella Sompdogna.

Se invece, come noi, hai optato per la Val Saisera, scegli il sentiero 639 che si abbassa parallelo al torrente. Ad un certo punto entrerai in una faggeta che ti porterà fino alla zona Spragna in Val Saisera (per capirci, il punto più estremo della pista da sci di fondo).
Da qui, camminando sul ghiaino, si ritorna velocemente al parcheggio.

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Perché fare l’anello Val Saisera, Jôf di Sompdogna, Bivacco Stuparich

Secondo me la parte migliore della Val Saisera non sono i punti super instagrammabili ma la varietà di paesaggio che si trova in uno spazio tutto sommato piccolo. Dalle faggete che in autunno prendono fuoco a qualche ghiaione, dalla foresta a tratti con vegetazione molto bassa. Come se non bastasse, è sufficiente guardarsi attorno per trovare reperti delle Guerre Mondiali o segni della cultura di confine che c’è qui (basti pensare anche a Cappella Zita).
Vedere i resti della guerra mi affascina sempre e al tempo stesso mi intristisce. Per le vite umane andate perse ma anche per il genio usato per costruire trincee e costruzioni in luoghi impossibili con l’unico scopo di guadagnare pochi metri di terreno.

Bivacco-Stuparich

3 Comments

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