Miniera di Cludinico

Published by Elena Feresin on

Miniera di Cludinico: Un’idea insolita per rispondere alla domanda cosa fare in Carnia

La Miniera di Cludinico si trova al centro della Carnia, a qualche minuto dall’abitato di Ovaro.

La distanza che la separa dal famoso Monte Zoncolan è poca, eppure, sono sicura, che siano pochi i friulani che la conoscono.

Nonostante le indicazioni per Cludinico diventino invisibili sulla strada che porta ad altre mete, la Miniera di Cludinico merita davvero una visita.

Visitandola scoprirai un pezzo di storia della Carnia e del Friuli Venezia Giulia oltre ad ammirare il potere della natura (ma di questo parlerò verso la fine dell’articolo)

La Miniera di Cludinico si trova nei pressi di Ovaro.

Per raggiungerla da Udine, guida verso Nord in direzione Tolmezzo.

Una volta nel capoluogo carnico, procedi verso Villa Santina e quindi verso Ovaro.
Poco prima di arrivare ad Ovaro, svolta a destra e continua fino a Cludinico.

Troverai un piccolo parcheggio all’inizio del paese in corrispondenza del Museo, punto di partenza della gita.

Se dovesse essere pieno, trovi altro spazio per lasciare l’auto vicino alla chiesa.

La visita alla Miniera di Cludinico dura complessivamente 3h ed è così strutturata: 
  • Breve spiegazione sulla miniera
  • Un video di 20 minuti in cui si possono ascoltare le testimonianze degli ultimi minatori
  • Breve passeggiata fino all’ingresso della miniera
  • Visita alla miniera
La miniera è visitabile solo con l’accompagnamento della guida.

Il biglietto d’ingresso costa €25 per gli adulti, €10 per i bambini dai 7 anni in su.

Nel momento in cui scrivo (estate 2023) le visite guidate sono organizzate 3 volte alla settimana: il Mercoledì, il Sabato e la Domenica.

È necessario prenotare con almeno un giorno d’anticipo poiché la visita parte solo al raggiungimento del numero minimo di 10 persone.

Trovi i contatti sul sito internet della miniera di Cludinico. In alternativa puoi affidarti a Visit Zoncolan.

Dentro la Miniera di Cludinico c’è una temperatura costante di 12-15 gradi.

Ti consiglio di vestirti come se facessi un’escursione durante una giornata fresca.

È invece OBBLIGATORIO indossare scarpe da trekking che tengano bene sui terreni umidi e scivolosi.

La visita è sconsigliata alle donne incinte e alle persone con patologie cardiache. Sconsigliata ovviamente anche a chi soffre di claustrofobia.

Carbone di ottima qualità che veniva spesso mischiato con quello proveniente da altri luoghi per migliorarlo.

Perché visitare la Miniera di Cludinico?

Sappada è uno delle zone del Friuli Venezia Giulia in cui ho camminato di più (infatti qui trovi una fantastica guida su cosa fare a Sappada in un weekend).

Sulla strada il cartello “Miniera di Cludinico” aveva spesso catturato la mia attenzione ma ogni buon proposito si era esaurito in un susseguirsi di vedremo, faremo, la prossima volta.

Per fortuna Visit Zoncolan mi ha offerto la possibilità di vedere la Miniera e devo ammettere che sono rimasta sbalordita da quello che mi è stato raccontato.

Un pezzo dimenticato della storia della Carnia

Visitare la Miniera di Cludinico è stato come leggere una pagina di un libro di storia ormai dimenticato. Le parole della guida e dei testimoni sembravano echi di un passato lontano mentre, nella realtà, la miniera è stata chiusa solo negli anni ’50.

Cludinico è un paese delizioso che oggi conta meno di 50 abitanti. Ma a metà 900 le persone che ruotavano attorno alla miniera erano più di mille.

Gli uomini erano impiegati nell’attività estrattiva mentre le donne si occupavano del controllo qualità in superficie.

La miniera, i cui giacimenti sono conosciuti sin dai tempi dei romani, non ha mai smesso di lavorare, nemmeno durante le guerre mondiali.

In questo posto, sorgeva un intero villaggio che è stato completamente smantellato (un po’ come successo al Villaggio Cocco a Ugovizza). Rimangono solo le foto.

La natura che si riprende tutto

Durante la visita alla miniera di Cludinico, abbiamo assistito ad un vero atto di resilienza naturale.

La miniera è un’opera al 100 % umana. Non c’erano grotte prima che noi scavassimo i quasi 150km di gallerie, eppure, dopo solo 70 anni, la natura si sta riprendendo i suoi spazi.

Lungo i cunicoli noterai tantissime concrezioni, tra cui la “Rosa del Minatore”, una sorta di “Fiore di Roccia” creato dalla costante discesa di una goccia d’acqua.

L’elemento che più di tutti ci ha fatto trasalire e capire la potenza della natura, se mai ci fosse bisogno di ribadirla, è stato vedere la trasformazione subita da una vecchia scatola di dinamite abbandonata.

La scatola, posizionata sotto una goccia d’acqua, è ormai stata ricoperta da calcare e con il tempo diventerà anch’essa roccia.

Il sismografo del Friuli Venezia Giulia

Durante la visita alla miniera non mi sono mai sentita al disagio.

L’unico momento in cui ho avuto la chiara percezione di essere nelle viscere della terra è stato al cospetto del sismografo che giaceva, per fortuna inattivo, dietro una grata.
“E se l’Orcolat si sveglia proprio ora?”

Conclusioni

Nell’estate del 2023 mi sono ripromessa di dare meno importanza alle vette scalate e di impegnarmi di più nel conoscere la storia dei luoghi.

La miniera di Cludinico è stata un’importante aggiunta in questa scoperta.

Se ti è capitato di visitarla, ti aspetto per un commento.

Elena Feresin


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