Rifugio Pellarini: il luogo in cui trovare la pace in Val Saisera

vista su Rifugio Pellarini

Il Rifugio Pellarini è un rifugio CAI situato in Val Saisera. Raggiungibile solo a piedi e con un sentiero non banale è un’ottima meta per godere della bellezza della foresta della Val Saisera senza troppa calca. La stagione perfetta per visitarlo? L’estate quando il Rifugio è aperto, ma da tenere a mente anche per la primavera e l’autunno.

Da Udine guida in direzione nord in direzione Tarvisio. Poco prima di Tarvisio, segui le indicazioni per Valbruna e quindi per la Val Saisera. A circa metà valle, troverai sulla sinistra i cartelli del Rifugio Pellarini, seguili e lascia l’auto nel parcheggio P2 (Sarai vicino all’agriturismo Prati Oitzinger)

Riepilogo Escursione e traccia GPX

Due sono i sentieri principali per raggiungere il Rifugio Pellarini:

  • Il sentiero CAI 616 di media difficoltà
  • Il sentiero “nuovo” aperto dai gestori del rifugio nel 2021 per escursionisti esperti

Se deciderai di farli entrambi ti consiglio di usare il 616 per la salita e il sentiero nuovo per la discesa. I dati di seguito fanno riferimento proprio a questo percorso.

Download file: Anello Rifugio Pellarini_thewritersmountainhut.gpx

La salita con il sentiero CAI 616 può essere divisa in tre parti:

  • Dal Parcheggio alla Teleferica
  • Dalla Teleferica al bivio per il Monte Lussari
  • Dal Bivio al Rifugio Pellarini

L’escursione al Rifugio Pellarini in breve

sentiero verso Rifugio Pellarini

Il sentiero che porta al Rifugio Pellarini parte dal parcheggio P2 della Val Saisera. Troverai subito il segnavia ad indicarti la strada. Per qualche centinaio di metri procederai sul falso piano accanto al letto del Torrente Saisera (che in inverno ospita il Saisera Wild Track), poi ti immergerai nella foresta e qui inizierai a salire.

Se lo desideri, sulla destra troverai la deviazione per il sentiero nuovo che porta al Pellarini.

La strada forestale sale costante lasciando poco spazio al fiato. In poco tempo però ti farà coprire diversi metri di dislivello. La traccia si riavvicina al torrente e prosegue in falsopiano fino alla teleferica.

Dalla teleferica in poi il sentiero cambia registro, si fa più stretto e si avvicina alla parete di roccia. Da qui godrai di una bellissima vista sulla Val Saisera. Dopo un paio di brevissimi tratti in cui la salita è facilitata da un cavo metallico, il sentiero rientra per pochi metri nel bosco quindi lascia spazio ad un terreno più brullo e dalla vegetazione più bassa. 

Il Rifugio Pellarini appare sulla sinistra, sormontato dal Nabois. L’avvicinamento si conclude con l’attraversamento del letto ghiaioso di un torrente e un ultimo tratto pendente con tornanti stretti.

Il ritorno avviene sullo stesso sentiero oppure sul sentiero “nuovo“.

Dal Parcheggio P2 della Val Saisera alla Teleferica

Val Saisera

Un fatto è certo, la Val Saisera è uno dei paradisi Friulani degli Instagrammers in cerca del perfetto #spring/summer/winter/autumnvibe.

Le salite faticose su cui si suda sudore vero, mal si intersecano con chi cerca il selfie perfetto. Ecco quindi che i 600 metri di dislivello positivo che servono a raggiungere il Rifugio Pellarini servono a scremare, di non poco, la folla.

Tra gli alberi della Forest Sound Track

Nella parte iniziale, il sentiero è un tuffo tra gli alberi della Forest Sound Track e scorre su una strada forestale che alterna dolci pendenze a salite più marcate che ti alzeranno velocemente di quota. Sulla destra troverai le indicazioni per il sentiero nuovo del Pellarini.

L’atmosfera è quella che si respirerebbe in una favola dei fratelli Grimm. Gli alberi si intersecano a perdita d’occhio e se l’istante è propizio si respira un intenso aroma di funghi e terra bagnata.

Quasi a metà salita sulla destra vedrai comparire il letto di un torrente e sentirai lo scorrere del fiume. Da questo punto la pendenza si riduce e diventa un rigenerante falsopiano che ti porterà fino alla teleferica.

Dalla Teleferica al bivio per il Monte Lussari

Salita al Rifugio Pellarini

Superata la stazione di valle della teleferica è come se qualcuno cambiasse la scenografia ad un metaforico spettacolo teatrale con protagonista la natura.
La strada si assottiglia e diventa una mulattiera che costeggia un imponente costone di roccia nuda. Se ami i panorami probabilmente ti fermerai qui a fare le prime foto poiché, già dopo poco sarai sufficientemente in alto da scorgere l’intera vallata.

Alla fine di questo tratto, la traccia sale velocemente con curve molto strette e un paio di tratti attrezzati con corde e cavi a facilitare la salita. Il sentiero 616 rientra nel sottobosco e con un altro breve falso piano porta ad un bivio.
La strada a sinistra porta a Sella Presnig (e per i più audaci al Lussari), quella a destra al Rifugio Pellarini.

Dal Bivio al Rifugio Pellarini

verso Rifugio Pellarini

Proseguendo verso il rifugio, il sentiero esce dal bosco e si oltrepassa una prima lingua di ghiaia che marca l’ennesimo cambio di scenario. Ecco quindi che la vegetazione si abbassa e le pietre sporgono, ma in lontananza, finalmente, si intravede il rifugio Pellarini.

Senza distogliere lo sguardo dalla meta, si attraversa un ghiaione di pietre candide, si salgono gli ultimi stretti tornanti, dai quali volendo puoi deviare verso una cascata, ed eccoci arrivati.

Dalla terrazza panoramica la vista è mozzafiato. Verso valle si scorgono Valbruna, lo Jôf di Miezegnot e Cima Cacciatore. Verso i monti si vedono lo Jôf Fuart, il Grande e Piccolo Nabois, la Madre dei Camosci e il Riofreddo.
Se vi siete i portati i panini, tenetevi uno spazietto per uno dei Dolci di Irma che vi aspettano in centro a Valbruna.
I più coraggiosi possono proseguire oltre, verso Sella Nabois, i più goderecci invece possono pranzare e scendere al parcheggio per la medesima strada.

Rifugio Pellarini

Rifugio Pellarini: il sentiero nuovo

Nel 2021 è stato inaugurato un nuovo sentiero per raggiungere il Rifugio Pellarini. Dislivello e lunghezza sono simili a quello del sentiero CAI 616. Il sentiero è ben segnalato e contraddistinto da dei bollini di colore rosso.
La chicca del Sentiero nuovo che porta al Pellarini è di sicuro l’attraversamento del torrente da cui si intravede un piccolo canyon e una cascata.

cascata sentiero nuovo pellarini

Che differenza c’è quindi tra i due sentieri?

  • La difficoltà. Il sentiero CAI 616 è una traccia ormai consolidata che scorre per metà su strada forestale e per metà su un comodo sentiero che non presenta tratti esposti. Il sentiero nuovo è meno immediato da seguire, a tratti molto umido e pendente potrebbe mettere in difficoltà chi ancora non sa bene “dove mettere i piedi” in montagna. Se sei tra queste persone, goditi il classico sentiero 616 che non ti deluderà.
  • La varietà di paesaggio. Uno dei pregi del sentiero 616 è la sua varietà. Da pista forestale, a sentiero con vista, a traccia tra la ghiaia. Il sentiero nuovo scorre per intero nel bosco. Dal bivio in Val Saisera fino a pochi metri di dislivello dal rifugio. Se ami i boschi come me lo adorerai tantissimo. Se invece preferisci guardare il panorama forse lo troverai meno bello.

Salita o discesa? Qualche consiglio utile per il sentiero nuovo del Rifugio Pellarini

  • Noi abbiamo provato il sentiero nuovo del Rifugio Pellarini in discesa e secondo noi è la scelta ottimale. Il sentiero nuovo si sviluppa prima nei pressi della cascata e poi nel sottobosco, potresti quindi trovare facilmente fango e foglie umide lungo il percorso.
    Se in discesa “scivolare” su fango e foglie può essere divertente (dato che il sentiero non è esposto), in salita potrebbe essere un freno e una notevole fonte di fatica. Ciononostante abbiamo incrociato diverse persone (e persino due volpini) in senso opposto.
  • A circa metà percorso è possibile cambiare sentiero. Il cambio non è molto evidente dal sentiero 616. Ma se come noi farai quello nuovo, a circa metà discesa ti ritroverai molto vicino al letto del torrente oltre il quale si scorge un segnavia del 616. Se non c’è acqua, il guado è facilmente attraversabile.

Perchè andare al Rifugio Pellarini

Rifugio Pellarini

Adoro il sentiero verso il Pellarini poiché in pochi chilometri si trovano paesaggi e scorci molto diversi che non stufano nemmeno i più annoiabili come me. L’unico altro rifugio in cui ho trovato una simile varietà è il Rifugio Grauzaria.

Il Rifugio Pellarini è aperto in estate ma ti consiglio di seguire i loro canali social perché e possibile che lo aprano anche durante i weekend e in inverno.
Anche con il rifugio chiuso, a mio avviso, la gita vale lo stesso. Sarà anzi un incentivo a tornare in estate per gustare le delizie del rifugio e magari fermarsi per una notte.


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