Anello del Monte Oregone: un’escursione a Sappada che abbraccia il Monte Peralba, passando per la Val Visdende

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Il Monte Oregone è una cima che si trova nel punto più profondo della Val Sesis a Sappada. Si raggiunge a partire dalla zona Sorgenti del Piave in due modi, uno molto diretto e uno che invece la prende molto alla larga. Noi, ovviamente, abbiamo fatto quest’ultimo.

Il 2021 per me sarà sempre l’anno del Monte Peralba poiché è stato, direttamente o indirettamente, il protagonista della mia estate. Anche in questo caso, dove la meta era appunto il Monte Oregone, abbiamo avuto l’opportunità di abbracciarlo completamente e di guardarlo da un nuovo punto di vista. Un punto che, se lo avessi visto prima avrebbe potuto farmi desistere dall’impresa, ma te ne parlerò meglio dopo.

Continua a leggere per scoprire tutti i dettagli di questa fantastica camminata a Sappada.

Per fare la camminata sul Monte Oregone dovrai raggiungere la zona del rifugio Sorgenti del Piave.

Da Udine, guida in direzione nord fino a Tolmezzo, quindi prosegui verso Villa Santina. Supera i paesi di Ovaro, Rigolato e Forni Avoltri quindi raggiungi Cima Sappada.

In prossimità della chiesetta di Cima Sappada, svolta a destra (troverai le indicazioni sia per il Rifugio Sorgenti del Piave che per il Monte Peralba) e guida lungo tutta la Val Sesis fino a raggiungere il Rifugio).

ATTENZIONE: la strada che porta alle Sorgenti del Piave è molto stretta e ripida, richiede quindi buona pratica di guida in montagna. Ricorda inoltre che la strada viene chiusa nel periodo invernale. Qui la descrizione del percorso a piedi con le ciaspole.

Riepilogo Escursione e traccia GPX

Ci sono due modi per raggiungere il Monte Oregone:
  • Sentiero diretto: dalle Sorgenti del Piave segui il sentiero per il Rifugio Calvi. In prossimità del rifugio, tieni la sinistra per continuare fino al Passo Sesis. Attraversalo tutto, passando oltre il segnavia per il Monte Peralba. Davanti a te vedrai “la piramide” verde del Monte Oregone con, poco sotto la cima, un vecchio edificio bellico. Prosegui quindi sulla traccia che taglia il crinale erboso per raggiungere il Passo e il Monte Oregone.
  • Sentiero indiretto: è quello che fa un mega giro attorno al Monte Peralba. I dati sotto fanno riferimento a questo giro che ti spiegherò nel dettaglio nel corso dell’articolo
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Anello del Monte Oregone: l’itinerario in breve

Guardando l’ingresso del Rifugio Sorgenti del Piave incamminati verso sinistra dove troverai una il sentiero CAI 137 che si spinge verso la Val Visdende.
Per un lungo tratto il sentiero procede in discesa con ampi tornanti per poi tornare a salire e portarvi all’ingresso della Val Visdende.

Seguendo la strada arriverai ad un bivio con il sentiero 134. Se lo desideri, andando a sinistra potrai avvicinarti a delle malghe (noi lo abbiamo fatto). Andando a destra continuerai verso il Passo Oregone. 

A questo punto ci siamo incamminati sul sentiero 134 che procede in modo abbastanza diretto sul fianco erboso del monte fino a raggiungere il Passo Oregone. Alcuni tratti erano esposti instabili e scivolosi.

In prossimità del passo, il percorso cambia faccia lasciando posto ad un ghiaione sul quale coprirai gli ultimi metri di dislivello prima di arrivare sui prati del Passo Oregone, esattamente tra Austria e Friuli Venezia Giulia.
Qui troverai i segnavia verso il Passo Sesis e il Monte Oregone stesso. Poco sotto la cima troverai delle trincee e un rudere lasciato dalla guerra.

Per tornare al Rifugio Sorgenti del Piave, segui le indicazioni per il Rifugio Calvi quindi passaci vicino e prosegui lungo la strada forestale fino a tornare al punto di partenza.

La mia impressione: Anello del Monte Oregone un’insolita camminata a Sappada

Questa alternativa escursione a Sappada può essere divisa in 4 parti:
  • Dal Rifugio Sorgenti del Piave alla Val Visdende
  • Dalla Val Visdende al Passo Oregone
  • Passo Oregone e Passo Sesis
  • Dal Passo Sesis al Rifugio Sorgenti del Piave

Dal Rifugio Sorgenti del Piave alla Val Visdende: un inzio escursione atipico

Ricorderò questa camminata al monte Oregone per il modo in cui è iniziata: in discesa.

Siamo a Sappada, nei pressi del Rifugio Sorgenti del Piave in una giornata di agosto. Attorno alla struttura c’è già fermento ma tutti vanno nella direzione opposta alla nostra, pronti a salire al Rifugio Calvi o, i più esperti, al Monte Peralba.

Noi invece, superiamo il Rifugio verso la Val Visdende. Ci incamminiamo sul sentiero CAI 137, superiamo il Passo Col di Caneva e iniziamo a scendere, scendere… e scendere.
La strada forestale, larga e senza pericoli, è un lungo serpentone nascosto dal bosco che in breve ci fa entrare nella valle devastata dalla Tempesta Vaia di qualche anno fa.

Quando riprendiamo a salire, alla fine del tortuoso sentiero in discesa, è ancora più difficile far abituare il fiato alla fatica. Qui incrociamo ruspe e tanti lavori in corso per sistemare il bosco.

Arriviamo ad un al bivio. Andando a sinistra ci si addentra ancora di più in Val Visdende, a destra invece si ritorna verso il passo Oregone.

Noi ci siamo allungati fino alle prime malghe della Val Visdende e siamo tornati sui nostri passi.

Dalla Val Visdende al Passo Oregone: il tratto più difficile e onesto della camminata

Ritornati al bivio ci siamo incamminati verso il passo Oregone. Questo è stato il tratto più difficile dell’intera escursione. Il sentiero non è dei più battuti del Sappadino e, così posizionato sul fianco erboso della montagna, sembrava facilmente soggetto alle intemperie. Abbiamo trovato tratti con erba alta e altri leggermente franati.

Se nel particolare il percorso non è sempre facile da individuare, la traccia ha l’onestà di farsi vedere molto bene in lontananza. Saprai sempre dove sei e quanto manca (tanto).

L’ultimo tratto prima di arrivare al Passo Oregone cambia completamente faccia. La traccia si allarga e passa sul ghiaione. È l’ultimo sforzo!

Per i motivi sopra, il mio personalissimo consiglio è di farlo in salita. Ti lascio comunque il link all’articolo di theitaliansmoothie.com che invece lo ha fatto in senso opposto.

Il Monte Peralba da un’angolazione inedita e… spaventosa

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Ho chiamato questo giro l’anello del Monte Oregone ma sarebbe più corretto chiamarlo Anello del Monte Peralba perché il percorso abbraccia totalmente il re del Sappadino. Detto questo sarò sincera. Se avessi fatto questa escursione prima di salire al Monte Peralba, forse sul Peralba non ci sarei salita.

Guardando in alto, alla nostra destra, si vedevano chiaramente le persone lungo la via Normale e sembravano camminare sul niente. Se non lo avessi fatto io stessa avrei detto che il sentiero era inesistente!

Passo Oregone, Monte Oregone e Passo Sesis

Il Passo Oregone porta con sé un nuovo cambio di panorama. La ghiaia cede il passo all’erba smeraldo e davanti a noi si aprono prati (quasi) infiniti. In questo scenario che pare senza confini, solo i segnavia gialli ci dicono di aver sconfinato in Austria.

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Ci incamminiamo verso la meta della nostra gita: le pendici del Monte Oregone. Sulla cui cima, vista la camminata fatta, abbiamo deciso di non salire. Inventandoci la traccia sui prati abbiamo però raggiunto un vecchio edificio bellico che ci siamo divertiti ad esplorare.

La fame a questo punto inizia a farsi sentire ma decidiamo di aspettare fino al Passo Sesis, territorio a noi molto più famigliare.

Il sentiero che collega il Monte Oregone al Passo Sesis è breve e in falsopiano ma quando vedo la madonnina del passo, tiro un sospiro di sollievo. La gita è fatta, da qui in poi le mie gambe conoscono bene la strada.

Ritorno al Rifugio Sorgenti del Piave

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La discesa è leggera e spensierata. Dal Passo Sesis arriviamo velocemente al Rifugio Calvi dove, a malincuore non ci fermiamo. Per scendere usiamo la strada forestale (ma volendo puoi fare anche il sentiero delle Marmotte) e in corrispondenza del primo largo tornante prendiamo un sentiero sulla destra, proprio al centro della curva che ci porta direttamente al Rifugio Sorgenti del Piave

Perchè fare l’Anello del Monte Oregone

Lo troverai scritto in molti articoli sul mio blog. Amo il Friuli Venzia Giulia e amo abitare in un’area di confine. Basta un giro come questo per toccare un’altra regione italiana e un altro stato europeo.

La gita ti richiederà un po’ di attenzione ma credo valga la pena farla. Pur essendo in una zona molto ricca di itinerari a Sappada, è sicuramente un percorso meno turistico di altri.

Elena Feresin


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